Fond. Barilla, Francia prima per “sostenibilità” del cibo


Francia, Giappone e Canada sono i Paesi più virtuosi nel produrre, distribuire e consumare il
cibo, quelli dove ‘si mangia meglio’ non solo per il gusto ma anche per il rispetto di questi parametri. Lo ha stabilito il Food sustainability index (Fsi), voluto dalla Fondazione Barilla
Center for Food and Nutrition (Bcfn) e realizzato da The Economist Intelligence Unit (Eiu), il centro di ricerca del Gruppo The Economist. I risultati di questo indice sono stati illustrati nell’ambito della settima edizione del Forum internazionale su alimentazione e nutrizione, promosso e organizzato da Fondazione Barilla, che si è tenuto a Milano all’Università Bocconi, dal titolo ‘Mangiare meglio. Mangiare meno. Mangiare tutti’. Nella classifica l’Italia è al sesto posto: è tra i primi 10 Paesi per agricoltura sostenibile, con ottime performance per la diversificazione nel settore agricolo e la gestione dei consumi idrici, ed è il Paese europeo che segna la migliore performance per emissioni di gas serra in agricoltura. Inoltre è indicata tra i Paesi che stanno facendo di più per contrastare lo spreco di cibo, come dimostra anche la legge promulgata lo scorso agosto. Il Food Sustainability Index ha permesso di stilare la classifica dei luoghi dove si mangia meglio nel pianeta sulla
base di 58 parametri in tre ambiti di ricerca: agricoltura sostenibile, sfide nutrizionali e spreco di cibo. Tra i 25 Paesi analizzati, rappresentanti oltre i due terzi della popolazione
mondiale e l’87 per cento del Pil globale, la Francia guadagna il primo posto soprattutto per le sue innovative politiche contro lo spreco e per l’approccio equilibrato all’alimentazione.
Giappone e Canada si collocano al secondo e terzo posto, grazie alle loro politiche in tema di agricoltura sostenibile e nella diffusione di regimi alimentari corretti ed equilibrati. In fondo alla classifica ci sono India, Arabia Saudita ed Egitto, che si trovano ad affrontare la doppia sfida dell’obesità e della malnutrizione.

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