Barilla e agricoltori emiliani, c’è l’accordo sul grano duro


BOLOGNA, 17 MAR. 2009 – Grano duro di alta qualità coltivato in Emilia-Romagna per la pasta Barilla. E´ stato firmato a Bologna presso la sede della Regione il nuovo accordo quadro di filiera, valido per la campagna cerealicola 2008-2009, che prevede la consegna all’azienda di Parma di 70 mila tonnellate di grano duro "made in Emilia-Romagna".A tre anni dall’avvio, viene dunque confermata l’importanza di un modello di collaborazione tra agricoltura, industria e istituzioni innovativo nel panorama agricolo italiano, proprio perchè coinvolge l’intera filiera, dal seme alla pasta. In particolare, per l’industria molitoria e pastaria c’è la Barilla, per l´industria sementiera la Produttori sementi Bologna e per il mondo agricolo – produzione e stoccaggio dei cereali – la società Cereali Emilia Romagna, l’Organizzazione produttori Ciaad grandi colture, il Consorzio agrario di Parma, il Consorzio agrario di Piacenza e la Società cooperativa Capa di Ferrara.Il contratto quadro si articola in singoli contratti tra Barilla e i fornitori firmatari, per un volume totale di circa 70 mila tonnellate per l´annata 2008-2009. A loro volta i fornitori stipulano con i singoli agricoltori soci i contratti che contemplano i reciproci impegni per la coltivazione e la valorizzazione del grano duro. La Società produttori sementi Bologna, selezionatrice e costitutrice delle varietà identificate dal disciplinare, sviluppate con un’intensa attività di ricerca e sperimentazione  sostenuta in parte anche dalla Regione Emilia-Romagna, fornisce il seme necessario alle coltivazioni sotto contratto.“Le ricadute positive dell´intesa – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – sono molteplici, sia per Barilla che potrà disporre di grani di qualità prodotti in Emilia-Romagna, sia per le aziende agricole, per le quali l´accordo garantisce un ulteriore sbocco di mercato. C’è poi un obiettivo più generale e di fondo: rendere strutturale la produzione di grano duro di qualità in Emilia-Romagna, facendo della Regione un importante polo produttivo”. Rabboni ha anche sottolineato gli elementi innovativi introdotti da questo Accordo rispetto ai precedenti. In particolare, l’aumento delle maggiorazioni di prezzo in base alle qualità prodotte, i nuovi ulteriori premi legati alla scelta di determinati concianti e varietà di semi, la maggiore flessibilità nelle consegne da parte degli stoccatori, i controlli di qualità realizzati congiuntamente da Barilla e parte agricola. “Anche alla luce di queste novità – ha sottolineato Rabboni – questo Accordo può contribuire ad aumentare la redditività della coltura del grano duro in una fase di prezzi calanti”.“Il fine ultimo della Barilla – ha spiegato Luca Virginio, responsabile della comunicazione e relazioni esterne dell’azienda di Parma – è dare un prodotto di qualità superiore. Crediamo in questo  Accordo  proprio perché va in questa direzione, permettendoci di pianificare a lungo termine, ma anche di lavorare sulla qualità. E di farlo  in Emilia-Romagna, cioè nella terra in cui la Barilla ha le sue radici”. Barilla è oggi il maggiore utilizzatore mondiale di grano duro per produzione di pasta con oltre 1300mila tonnellate di equivalenti grano, corrispondenti a circa un milione di tonnellate di pasta. Dalla primavera del 2008, tra l’altro, è operativo a Parma il più grande mulino a grano duro del mondo, integrato con l’annesso pastificio.

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