Bankitalia: disoccupazione record in regione


E’ un quadro di chiaro-scuri quello tratteggiato dal Rapporto sull’economia dell’Emilia-Romagna della Banca d’Italia. La prima parte del 2013 è stato estremamente negativo, poi si è registrata una ripresa nella seconda metà, trainata dall’export, che ha riguardato i settori di punta della nostra regione: alimentare, metalmeccanico e turismo. Ma In Emilia-Romagna nel 2013 il tasso di disoccupazione è salito all’8,5%, il massimo storico. Per i giovani tra i 18 e i 29 anni è stato del 21,3%: circa 108mila ragazzi inoltre non lavorano, non studiano o non sono inseriti in attività formative, un numero aumentato del 19% rispetto al 2012. Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto 2013 della Banca d’Italia sull’economia in regione, presentato a Bologna, che mostra una contrazione dell’attività economica (-1,6% il pil in Emilia-Romagna, -2,4% nel 2012) e una complessiva flessione, compensata solo in parte dai buoni dati dell’export. Quello della disoccupazione “è un dato preoccupante – ha spiegato il direttore della sede di Bologna, Francesco Trimarchi – D’altra parte la nostra regione è entrata in questo 2014 dopo una crisi molto prolungata che ha inferto ferite al sistema produttivo. Ovvio che, come eredità e lascito, abbiamo dati negativi che riguardano anche il numero di imprese, scese del 2,6%. I giovani sono certamente quelli che hanno pagato di più”. Dal report emerge inoltre che nel 2012 la ricchezza netta delle famiglie in regione era pari a 187 mila euro pro capite, superiore alla media italiana di circa il 30%, arrivando ad occupare il 9,5% del totale della ricchezza in Italia. Bene l’export, soprattutto nei mercati extra Ue (+6,4%), mentre in quelli dei paesi europei ha stagnato al -0,4%. Le importazioni sono diminuite del 5,3%. Tra i dati presenti nel report 2013 ci sono inoltre quelli sul settore del turismo. Nelle otto province dell’Emilia-Romagna le presenze di turisti si sono ridotte del 3,5%; il soggiorno medio è calato, attestandosi a 4,4 notti (erano 5 nel 2007). Infine, le prospettive per l’anno in corso, secondo Banca d’Italia, continuano ad essere negative. E’ prevista – da un’indagine sulle imprese del settore manifatturiero e dei servizi – una diminuzione dell’occupazione, una stasi negli investimenti e una modesta crescita di fatturato.

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