Bando da 10 milioni contro la cimice della frutta


Un bando da 10 milioni per finanziare l’acquisto e l’installazione da parte degli agricoltori di reti anti-insetto per la protezione degli impianti frutticoli a rischio; una cabina di regia unica regionale per coordinare gli interventi sul territorio con la partecipazione di tutti i soggetti interessati (Servizi fitosanitari, Università, enti di ricerca, Organizzazioni dei produttori, centrali cooperative, ecc.) e l’avvio nella prossima primavera dei primi test sperimentali di lotta biologica con il lancio massivo di insetti predatori del pericoloso fitofago.

Sono i nuovi interventi messi in campo dalla Regione Emilia-Romagna per contrastare l’avanzata della Cimice asiatica (Halyomorpha halys), la specie “aliena” che provoca gravissimi danni alle colture frutticole – in primis le pere, ma anche mele, kiwi e pesche – e che dopo le prime apparizioni qualche anno fa nel Modenese si sta diffondendo a forte velocità nel resto del territorio regionale, a partire dalle province limitrofe di Bologna, Ferrara, Reggio Emilia, e che dall’anno scorso ha fatto la sua comparsa anche nel Ravennate e in provincia di Forli-Cesena.

Il punto sui primi risultati e sulle prospettive di lotta all’insetto-killer è stato fatto questa mattina nell’ambito di un affollatissimo convegno organizzato a Bologna dalla Regione, che ha chiamato a raccolta decine di esperti, ricercatori universitari e tecnici dei Consorzi fitosanitari provinciali da tempo impegnati nello studio di efficaci metodi di difesa contro la cimice, le cui punture provocano deformazioni e altri inconvenienti ai frutti, rendendoli del tutto inidonei alla commercializzazione. Una minaccia che colpisce in misura diversa anche le altre regioni del Nord Italia.

“Siamo la Regione in prima linea nel combattere la cimice- ha sottolineato nell’intervento conclusivo l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli-. Stiamo facendo ogni sforzo sia dal punto di vista organizzativo che delle risorse finanziarie per fornire agli agricoltori la necessaria assistenza tecnica, individuare efficaci metodi di contrasto e intervenire a difesa del reddito degli agricoltori. Per questo auspichiamo che anche il Governo e l’Unione Europea facciano la loro parte e mettano a disposizione risorse adeguate per affrontare un’emergenza che rischia di coinvolgere l’intero settore ortofrutticolo dell’Europa meridionale”.

Significativi passi avanti – è stato evidenziato all’incontro – sono stati compiuti nella messa a punto di sistemi di monitoraggio e nella conoscenza della biologia del fitofago; tuttavia al momento non sono disponibili tecniche o rimedi in grado di bloccare l’espansione della “Cimice della frutta”.

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