Banco Popolare prevede utile netto a 609 milioni nel 2016


Banco Popolare (che controlla il Banco S. Geminiano e S. Prospero) prevede di raggiungere un utile netto di 609 milioni nel 2016 e di 787 milioni nel 2018 rispetto alla perdita di 606 milioni del 2013 appesantita da elevate rettifiche su crediti, svalutazioni su attività finanziarie e altri oneri di natura fiscale e legale. A Piazza Affari il titolo balza fino a oltre il 3% dopo l’annuncio del piano industriale e i risultati 2013 in parte già anticipati a fine gennaio in occasione dell’annuncio sull’aumento di capitale di 1,5 miliardi di euro anche in vista degli esercizi europei della Bce. Il piano prevede rettifiche su crediti in calo a 700 milioni nel 2016 (costo del credito di 70 pb) e a 662 milioni nel 2018 dopo che il 2013 si è chiuso con rettifiche per 1,691 miliardi, di cui 1 miliardo circa nel solo quarto trimestre.

 

Tornando ai risultati del 2013 il margine di interesse mostra una rialzo del 7,8% a 1,647 miliardi mentre i costi operativi sono sostanzialmente stabili dopo avere spesato costi straordinari legati agli esuberi del personale per 142 milioni.

 

A livello patrimonale, l’istituto ha un Core Tier 1 pro-forma post-aumento di capitale al 12,7% mentre il Common Equity Tier 1 calcolato secondo le regole di Basilea 3 in vigore a fine periodo (fully-phased) sarà pari al 10,8%. In base alle norme transitorie di Basilea 3, al 1° gennaio 2014 la banca, post aumento e calcolati i benefici dell’incorporazione di Creberg e Banca Italaese nella capogruppo il CET1 è pari al 12,9%. Sul fronte della liquidità, il gruppo, a fine 2013, ha una posizione di liquidità di 18,2 miliardi di euro rappresentati sostanzialmente da un portafoglio libero di titoli governativi italiani per circa 14 miliardi, “che consentirebbe di rimborsare finanziamenti LTRO in qualunque momento”. L’esposizione in Bce risulta invariata rispetto al 31 dicembre 2012 e pari a 13,5 miliardi.

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