Banche: il credito cooperativo non tira la cinghia


BOLOGNA, 15 GIU. 2009 – Nonostante la crisi economica, il Gruppo delle Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia-Romagna ha registrato nel 2008 un trend di sviluppo e sta continuando ad investire. Lo dicono i dati al 31 dicembre, presentati dalla Federazione regionale, prima dell’assemblea annuale di lunedì prossimo. L’utile di esercizio delle 22 banche associate in regione è di 81 milioni, mentre il patrimonio a fine esercizio ammontava a 1.582 milioni, con un incremento medio annuo del 5,29%. Sono inoltre aumentati gli impieghi economici a favore dei soci, da 10.097 a 11.365 milioni di euro (+12,56%) ed è cresciuta la raccolta diretta (depositi, Pct e obbligazioni) da 10.713 milioni a 11.961 (+11,66%).Con i piedi per terra. "Il credito cooperativo emiliano-romagnolo – ha detto il presidente della Federazione Regionale, Giulio Magagni – è uscito positivamente dalla crisi che ha colpito l’intero sistema. Questo perché siamo rimasti ancorati all’economia reale, al territorio, e abbiamo continuato a sostenere lo sviluppo delle piccole e medie imprese, degli artigiani, delle imprese famigliari e delle famiglie".Più addetti al lavoro. Altro dato che indica la buona salute di queste banche è l’aumento del 6,02% del numero dei dipendenti (2.907 contro i 2.742 dell’anno passato) e degli sportelli in regione (+4,99%). Segno che si investe ancora. In un periodo in cui gli istituti di credito sono accusati di ‘tirare la cinghia’, il credito cooperativo è premiato dalla "fiducia della gente, che è una merce molto rara e difficile da vendere", ha sottolineato poi Magagni. Soci a quota 90mila. "Lo si vede – ha aggiunto il direttore generale Daniele Quadrelli – anche nell’aumento dei soci: da 74.955 a fine 2007 a 82.634 a dicembre 2008 (+10,24%). E i dati dei primi sei mesi del 2009 indicano che si è già toccato quota 90 mila". Parallelamente però sono cresciuti anche i crediti in sofferenza, con un incremento annuo del 23,9%, in aumento rispetto al 2007.Sempre sott’occhio la crisi. Il 2009 si preannuncia difficile anche per gli istituti di credito cooperativo. "Non si può prevedere fino a quando durerà la crisi – ha detto Quadrelli – Di certo anche i nostri bilanci del 2009 non saranno come quelli del 2008, ma prevediamo un rallentamento della crescita, non una decrescita". Inoltre, per aiutare imprese e lavoratori, la Federazione delle Bcc ha avviato una convenzione con la Regione Emilia-Romagna e Cooperfidi, per agevolare l’accesso al credito dei soci del Consorzio Fidi e ha definito l’accordo con le organizzazioni sindacali regionali per anticipare ai lavoratori in cassa integrazione straordinaria le risorse che riceveranno dall’Inps. Il nuovo quartier generale. Lunedì prossimo sarà inaugurata a Bologna la nuova sede della Federazione delle Banche di credito cooperativo dell’Emilia-Romagna. Il palazzo fa parte del ‘Bologna Business Park’ (nel quartiere San Donato, vicino all’area commerciale ‘Meraville’) e si trova nella recente via ‘dei Trattati Comunitari europei 1957-2007’. L’edificio ha tre ali sviluppate su quattro piani per una superficie totale di oltre quattromila metri quadri. Una grande sala conferenze al piano terra con più di 130 posti, mentre ad ogni piano si trovano tre salette riunioni. Al terzo piano, poi, oltre alla presidenza e alla direzione generale, ci sono tre aree funzionali tra cui la Biblioteca, in cui verranno archiviati i libri editi dalle banche associate, in 40 anni di storia. Sarà inoltre installato un sistema di video-conferenze, affidato a Tandberg, società leader mondiale nel settore. Grazie a questo sistema si potrà comunicare con 40 filiali, in modo interattivo, e raggiungere 400 luoghi. Potrà essere utilizzato anche per i corsi di formazione dei dipendenti. La sede è costata venticinque milioni di euro.

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