Banche, associazione vittime: Dta vadano a risparmiatori


“Perché lo stock pregresso di crediti d’imposta (Dta) non viene trasferito ai piccoli risparmiatori, portando vantaggi ad entrambi le parti e senza nessun aiuto pubblico?”. E’ quanto si chiede l’associazione vittime del Salva Banche secondo cui “il trasferimento ai piccoli risparmiatori potrebbe avvenire tramite la corresponsione di interessi sui
conti depositi, i quali invece di essere corrisposti in euro, sarebbero pagati in crediti d’imposta da poter utilizzare per tutti i pagamenti verso la pubblica amministrazione”.
Dal 2008 al 2015, ricorda l’associazione, la svalutazione massiccia dei crediti deteriorati nei bilanci bancari ha portato alla creazione di decine di miliardi di DTA (Deferred Tax
Asset), si tratta, semplificando, di crediti d’imposta non pagabili, vale a dire non rimborsabili dallo stato in euro ma detraibili dalle imposte future. “Lo smobilizzo delle DTA
porterebbe grandi benefici contabili, cioè minori spese per interessi passivi pari almeno al 50% del controvalore dei crediti d’imposta, utile che potrebbero essere usato per
aumentare le coperture sulle sofferenze facendo così avvicinare valore di libro e domanda nella cartolarizzazione delle stesse”. Ad esempio, le stesse 4 banche risolte nel novembre del 2015, Banca Etruria & Co., diventerebbero di colpo appetibili; infatti, hanno in proporzione una quantità di DTA di gran lunga maggiore rispetto alla media delle banche nazionali, dovuta alla svalutazione del 17% delle sofferenze effettuato in sede di risoluzione.

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