Banche aperte di sera: “Decidono i lavoratori”


MODENA, 14 FEB. 2012 – I sindacati Fabi e Fiba-Cisl di Modena intengono sull’ampliamento degli orari di sportello degli istituti di credito. E avvertono: "Sulle aperture serali delle banche non decideranno gli istituti, ma i lavoratori, chiamati nelle settimane prossime a valutare l’ipotesi di accordo sul nuovo contratto nazionale. Per non parlare del rischio rapina: senza immediati e costosi investimenti in sicurezza, le filiali aperte alla sera rappresenteranno un’esca formidabile per balordi e criminali professionisti". "Precisiamo subito che la possibilità di una maggiore apertura non dipende da modifiche normative, ma da una specifica contrattazione in sede di rinnovo del contratto nazionale – dicono Luca Baroni, segretario provinciale Fabi, e Paolo Bellentani, segretario provinciale Fiba-Cisl – L’intesa prevede l’apertura degli sportelli dalle 8 alle 20, con possibile ulteriore ampliamento dalle 7 alle 22, realizzabile solo se c’è accordo sindacale, volontarietà dei lavoratori e alcune maggiorazioni retributive. L’orario attuale prevede una fascia oraria, definita “standard”, che va dalle 8 alle 17.15, e una fascia “extra-standard”, che inizia alle 7 e termina alle 19.15; anche questa applicabile con accordo sindacale e maggiorazioni retributive. Sia il contratto vecchio che quello nuovo prevedono, inoltre, riduzioni individuali dell’orario di lavoro settimanale per i lavoratori disponibili a orari particolarmente disagiati». I due sindacalisti ricordano che negli anni passati aperture più lunghe sono già state sperimentate in centri commerciali, località turistiche, mercati e altre situazioni a potenziale alta affluenza; tranne pochissime eccezioni, quasi tutte queste realtà sono ritornate a orari normali, quando non sono state addirittura chiuse, perché per le aziende aprire una filiale con orari estesi significa scommettere su un potenziale incremento di clientela, a fronte di un aumento certo e immediato dei costi fissi, a cominciare dal personale. "Non ci nascondiamo, però, dietro un dito e sappiamo bene che la società attuale richiede alle banche ancora una grande presenza sul territorio, perché la distribuzione del reddito vede privilegiata la fascia di clientela non più giovane e perché la scarsa stabilità nel mondo del lavoro impedisce ai giovani di darsi una prospettiva anche economica". "È proprio questa – continuano Baroni e Bellentani – la sfida dei prossimi anni: il recupero di efficienza e redditività del settore, il rinnovamento generazionale della categoria, la creazione di posti di lavoro per i giovani. Il nuovo contratto nazionale deve affrontare le grandi difficoltà per il settore bancario, difficoltà dovute non solo alla crisi, ma anche ai comportamenti sbagliati del management, a cominciare – concludono i segretari provinciali di Fabi e Fiba-Cisl di Modena – dagli stipendi troppo alti di amministratori e dirigenti".

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