Banche, a Reggio Emilia nel 2010 sette sportelli in meno


© TELEREGGIOREGGIO EMILIA, 12 AGO. 2011 – Nel marzo scorso, commentando il boom delle sofferenze bancarie in provincia di Reggio certificato dalla Banca d’Italia, era stato facile prevedere che questo fenomeno avrebbe lasciato un segno profondo sui bilanci degli istituti di credito più radicati nel nostro territorio. Le sofferenze sono crediti inesigibili: dunque soldi che le banche hanno prestato alle imprese e alle famiglie, ma che i clienti non sono più in grado di restituire. Soldi persi, per gli istituti di credito.Negli ultimi due anni a Reggio sono aumentate di quattro volte, passando dai 331 milioni di euro del 2008 al miliardo e 161 milioni del 2010: una somma enorme andata in fumo. Secondo la recente indagine annuale della Cisl sul sistema bancario dell’Emilia-Romagna, la nostra provincia è prima in regione per sofferenze pro capite: più di 2.100 euro per abitante, con una crescita del 58 per cento nel 2010.Il risultato di questa montagna di finanziamenti andati in fumo è come segue: il Credem sconta sofferenze per 188 milioni di euro, in crescita del 34 per cento rispetto al 2009. Stesso aumento per la Popolare dell’Emilia, che arriva a 1,2 miliardi di euro. I crediti inesigibili del Banco Popolare superano i 5,1 miliardi (+ 27 per cento), quelli del Montepaschi Siena sfiorano i 5,5 miliardi (+ 18 per cento), mentre Unicredit arriva addirittura a 16,3 miliardi (+ 28 per cento).Forse anche a seguito di sberle come queste la rete degli sportelli bancari, dopo decenni di crescita ininterrotta, ha imboccato una china discendente. Nel 2010 in Emilia-Romagna sono state chiuse 51 filiali, 7 delle quali a Reggio. Nella nostra provincia il numero totale degli sportelli è sceso da 419 a 412.

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