Bancali a prova di fisco, Scoperta evasione da 49 mln


15 NOV. 2011 – Una imponente evasione di 49 milioni di euro è stata scoperta dalla Guardia di finanza di Treviso, che ha denunciato 29 imprenditori. Coinvolte 15 società che commercializzavano bancali in Veneto, ma anche in Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Basilicata e Puglia. Alcune società avevano sede in Polonia e una in Ungheria. Si tratta di aziende che non hanno mai versato le imposte e che in alcuni casi sono risultate completamente sconosciute al fisco.A far partire le indagini è stata una verifica fiscale condotta nei confronti di una società di Zero Branco (Treviso), che tra il 2004 e il 2010 aveva emesso fatture false per un imponibile complessivo di circa 41 milioni di euro. Diverse e articolate le tipologie di frode fiscale, utilizzate avvalendosi di una vasta rete di compiacenti società ‘cartiere’. Nel corso dell’attività ispettiva sono stati sottoposti a sequestro 3.795 bancali in legno, utilizzati per lo stoccaggio e la movimentazione di merce, riportanti i marchi ‘Eur’ e ‘Epal’, che garantiscono la qualità del prodotto anche sotto il profilo della tutela alla salute, abilmente contraffatti, oltre a 36 timbri a fuoco illegalmente riprodotti.L’indagine, svolta anche all’estero e coordinata dalla Procura della Repubblica di Treviso, ha permesso di scoprire come la società trevigiana abbia annotato ed emesso, tra il 2004 ed il 2010, fatture ‘false’ per un imponibile complessivo di circa 41 milioni di euro. La società trevigiana si è resa responsabile di diverse e articolate tipologie di frode fiscale, avvalendosi di una vasta rete di compiacenti società ‘cartiere’. Nel corso dell’attività ispettiva sono stati sottoposti a sequestro 3.795 bancali in legno, utilizzati per lo stoccaggio e la movimentazione di merce, riportanti i marchi ‘Eur’ e ‘Epal’, che garantiscono la qualità del prodotto anche sotto il profilo della tutela alla salute, abilmente contraffatti, oltre a 36 timbri a fuoco illegalmente riprodotti.Elemento centrale, nel meccanismo atto a concretizzare i raggiri, la funzione di società, le cosiddette "cartiere" per la produzione di documentazione contabile per evitare il versamento di quanto dovuto al fisco. Le società straniere coinvolte avrebbero invece avuto il compito di rendere possibile una diversa forma di frode che fa leva sulle norme di esenzione Iva vigenti nei casi di cessione fra paesi comunitari. I soggetti coinvolti avrebbero anche utilizzato manodopera non regolare.

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