Banca popolare di San Felice, preoccupazione sui conti


A San Felice sul Panaro, paese che porta ancora evidenti i segni del sisma del 2012, c’è un gruppo di soci della locale banca popolare che esprime preoccupazione per lo stato di salute dello storico istituto di credito fondato nel 1893 che chiuderà il bilancio 2017 con una perdita di circa 20 milioni di euro.
Ad incidere sulla perdita il vecchio conto della crisi, vale a dire i crediti deteriorati accumulati fino oltre 130 milioni di euro su un totale di 600 milioni di crediti complessivi per una percentuale di oltre il 20%. Per questo è stato necessario fare degli accantonamenti che incidono sul conto economico per portare la copertura dal 23% del 2013 al 53% attuale e con l’obiettivo di salire fino al 70%.
Il neo presidente Zanini spiega che la banca è sana, sotto il profilo della liquidità, della reddittività (cresciuta del 50% in due anni) e soprattutto della solidità patrimoniale. Tanto che la banca è in grado di intervenire sui crediti insesigibile attraverso capitale proprio.
In tempi brevi no, ma in futuro non è detto di poter costruire una patnership industriale, per ora è importante mettere a posto i conti.
Le filiali (oltre una ventina nelle province di Modena, Bologna, Mantova e Reggio Emilia) non si toccano, anche perché hanno raggiunto tutte il pareggio di bilancio. Non si esclude però una futura riorganizzazione che sarà esplicitata nel prossimo piano industriale che sarà presentato all’assemblea dei soci in aprile.

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