Balsamico. “Il marchio va tutelato di più, anche in Ue”


PARMA, 08 MAG. 2012 – "Più concertazione con l’Europa per azioni di tutela" e "indispensabili azioni ex officio da parte dei singoli Paesi" per salvaguardare la produzione. Lo chiede Cesare Mazzetti, presidente del Consorzio aceto balsamico di Modena (Cabm), che oggi a Cibus ha presentato i risultati di un progetto per la tutela e la valorizzazione dell’aceto balsamico di Modena Igp, dell’aceto balsamico tradizionale di Modena Dop e dell’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia Dop.L’aceto balsamico è fra i prodotti di "nicchia", ma "importanti", spiega Mazzetti. "Basta pensare – prosegue – che nel 2011 abbiamo prodotto circa 95 milioni di litri". Bene l’export, dell’85%, anche se occorre registrare che "circa il 25% dei volumi è contraffatto, soprattutto in Paesi terzi dove abbiamo poche possibilità di difesa, ma purtroppo anche in Europa, dove abbiamo bisogno di più concertazione"."Il ministero delle Politiche agricole – ha affermato Giovanni Piero Sanna, direttore generale del Mipaf – si è impegnato a garantire il proprio sostegno per assicurare azioni di prevenzione, quando possibile, e di repressione". Il progetto presentato a Cibus ha effettuato ricerche di prodotti imitativi in Europa e in altri Paesi e "ha messo a punto alcune strategie giuridiche di difesa – spiega Enrico Corsini, presidente del Consorzio aceto balsamico tradizionale di Modena – anche se alcuni risultati sono stati raggiunti". E’ il caso di una catena di fast food "che ha riconosciuto i nostri diritti – prosegue Corsini – e ha sostituito la bustina erroneamente chiamata ‘balsamico dressing’ con una contenente il vero aceto balsamico di Modena Igp”.

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