Balneari, riuscito lo sciopero anti Bolkestein


BOLOGNA, 3 AGO. 2012 – C’è chi, la stragrande maggioranza, si è limitato a tenere chiusi gli ombrelloni per le due ore di sciopero scandite dalle associazioni di categoria balneari e chi, addirittura, ha staccato l’ombrellone dal suo basamento, creando un surreale effetto inverno in piena stagione estiva e trenta gradi abbondanti. E’ stata massiccia – con l’esclusione del Riminese – l’adesione della Romagna alla serrata indetta da Sib Confcommercio, Fiba Confesercenti, Cna-Balneatori e Assobalneari Italia-Confindustria per protestare contro la direttiva Bolkestein. Sul litorale romagnolo, dai lidi di Ravenna a Cesenatico, da Gatteo Mare e Villamarina, da Milano Marittima a Cervia, fino alla costa Riminese, la maggior parte dei bagnini ha tenuto chiuso gli ombrelloni dalle 9 alle 11, spiegando a clienti affezionati e a turisti dell’ultima ora il perché della protesta."Fra Ravenna e Cesenatico – spiega Simone Battistoni, titolare del bagno ‘Milano’ di Cesenatico e consigliere nazionale di Sib-Confcommercio – ci sono 600 bagni, direi che l’adesione è stata superiore al 99%. I clienti hanno accolto bene l’iniziativa e hanno capito le nostre ragioni. Nel mio bagno – argomenta – ho famiglie che vengono da 80 anni, quattro generazioni. Qui in Emilia-Romagna la personalizzazione è molto alta, non sei un numero: sul piano prenotazioni non ho nemmeno i cognomi scritti, solo i nomi" delle persone. Difficile mantenere un rapporto del genere se, con le aste pubbliche per assegnare le zone al mare – previste dalla direttiva Bolkestein a partire dal primo gennaio 2016 – a sbarcare in Riviera saranno grandi gruppi e tycoon dell’economia internazionale."Lo sciopero – racconta Massimo Giulianini del bagno ‘Peppino’ di Milano Marittima – mi sembra sia andato molto bene, tutti hanno tenuto chiuso gli ombrelloni e i turisti l’hanno presa bene". A Cervia, c’è chi ha fatto anche di più: sugli oltre dieci chilometri che vanno da Milano Marittima a Tagliata gli ombrelloni sono stati rimossi dai loro basamenti, creando un impatto visivo decisamente forte e inconsueto.Quasi impalpabile, invece, la protesta nel Riminese dove oltre il 90% dei bagnini aderisce a Oasi-Confartigianato, che non ha promosso la serrata: solo un gruppo di operatori ha partecipato con azioni perlopiù dimostrative. "In alcuni bagni – spiega Riccardo Salvatori del 108 di Rivazzurra di Rimini, socio del responsabile di zona di Sib-Confcommercio – sono state tenute le bandiere a mezz’asta, in altri sono stati tenuti chiusi gli ombrelloni non affittati che, di solito, vengono comunque tenuti aperti".Oggi, afferma Giancarlo Cappelli, presidente emiliano romagnolo e vice presidente nazionale del Sindacato balneari della Confcommercio, "con la chiusura degli ombrelloni vogliamo testimoniare con fatti concreti la nostra insoddisfazione sul mancato rispetto degli impegni assunti dal Governo nel corso dell’incontro che si è svolto quattro mesi fa". Pertanto, chiosa, "chiediamo all’Esecutivo la riapertura del tavolo di confronto sulle misure da mettere in campo per superare le condizioni di difficoltà che stanno paralizzando il settore balneare, già fortemente provato dagli effetti della crisi economica".

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