Bagni romagnoli: “una caccia alle streghe”


RIMINI, 12 AGO 2009 – Le associazioni di categoria dei titolari degli stabilimenti balneari di Rimini non ci stanno al j’accuse proveniente dall’Agenzia delle entrate, che nei giorni scorsi ha rilevato come nelle dichiarazioni dei redditi del 2006 si evidenziava un reddito medio di 5000 euro annui per circa 150 gestori. Giorgio Mussoni, di Oasi-Confartigianato, sottolinea come "il 99% della categoria è conforme agli studi di settore che, comunque, non tengono conto di quelle zone periferiche che hanno pochi clienti. Questi attacchi si ripetono ogni due o tre anni e veniamo sempre additati come usurpatori di un bene pubblico. E’ una continua caccia alle streghe".Per Michele Ruffo, del Consorzio stabilimenti balneari di Rimini Nord, "é una vergogna. Non si considerano i vari soci che gestiscono uno stabilimento né il fatto che gli studi di settore non calcolano l’ubicazione della spiaggia: ci sono zone più o meno affollate di bagnanti". Infine Edmo Vandi, degli Operatori di spiaggia di Rimini Sud, afferma che "le autorità indagheranno e faranno i loro accertamenti. Ma non è assurdo parlare di dichiarazioni dei redditi di 5.000 euro: non si tiene in conto il fatto che alcune zone sono gestite da più soci che si devono dividere gli incassi. Toccherà al fisco controllare se qualcuno ha fatto il furbo e non si deve sparare nel mucchio della categoria".

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