Badanti: Internet e l’estate ostacolano la sanatoria


28 AGO. 2009 – Il processo di sanatoria delle colf e delle badanti in nero si sta rivelando, come prevedibile, piuttosto complesso. La macchina si è messa in moto il 21 agosto scorso, quando è stato possibile compiere il primo passo nell’iter della regolarizzazione: il pagamento del contributo di 500 euro per ciascun lavoratore interessato. Per il momento si può utilizzare l’apposito modello F24, reperibile presso gli sportelli bancari o postali e sui siti dell’Agenzia delle Entrate, del ministero del Lavoro, dell’Interno e dell’Inps. Il problema è che, però, le tappe successive seguiranno una procedura esclusivamente informatica, rendendo così necessario un aiuto per tutti coloro – e non sono pochi – che non hanno dimestichezza con il computer. Seppur in extremis, il Governo si sta quindi attivando per creare una rete di assistenza che permetta a chiunque lo voglia di presentare la sua domanda.Ma non finisce qui, dato che le richieste di emersione sono tantissime e obbligano gli immigrati irregolari a recarsi al consolato del loro Paese per recuperare il passaporto. Ne nascono file lunghissime e attese estenuanti, come quella che pochi giorni fa ha scatenato i tafferugli scopppiati al Consolato del Marocco di Bologna. E anche in questo caso il personale ha chiamato in causa l’esecutivo, colpevole di non aver coinvolto la struttura nella fase di organizzazione. IL COINVOLGIMENTO DELL’ANCIA distanza di una settimana dall’inizio delle procedure per la regolarizzazione delle colf e delle badanti, è arrivata oggi la notizia di un accordo tra il ministro dell’Interno Roberto Maroni e il presidente dell’Anci Sergio Chiamparino per far sì che i servizi sociali dei Comuni possano aiutare i datori di lavoro a compilare la documentazione per il processo di emersione. Lunedì verrà firmato il protocollo di intesa in prefettura a Milano, nel corso di un incontro a cui prenderà parte anche il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Si tratta dell’ultimo giorno disponibile, dato che dal primo settembre scatterà la fase due della sanatoria, quella relativa alla presentazione della domanda.L’annuncio è stato dato dal prefetto Mario Morcone, capo Dipartimento Immigrazione del Viminale. "Abbiamo scelto di condurre l’operazione per via telematica – ha detto Morcone ricordando che la documentazione è scaricabile dal sito del ministero dell’Interno – per evitare code agli sportelli. Capisco che ciò può rappresentare una barriera psicologica per chi non ha familiarità con l’informatica. Ma ci sono figli, nipoti, parenti ma anche le associazioni e i patronati che potranno assistere chi vorrà aderire alla procedura di emersione", ha aggiunto il prefetto.Il protocollo, quindi, si propone di offrire un ulteriore sostegno a chi non è pratico di Internet e ha bisgono di una mano per districarsi tra le insidie burocratiche e telematiche della sanatoria. "Con la discesa in campo dei servizi comunali – afferma l’associazione dei Comuni – si amplia la platea dei partner del Ministero dell’Interno e del Lavoro nell’aiuto ai cittadini che partecipano alle procedure telematiche". La scelta, ribadita anche quest’anno, di una procedura informatica, se da un lato assicura rapidità, trasparenza e rispetto delle regole e dei diritti, dall’altro ha comunque bisogno di essere accompagnata da un sostegno per i cittadini meno pronti per l’utilizzo del computer. Il Ministero dell’Interno ricorda che la procedura per l’emersione del lavoro irregolare che interessa i lavoratori extracomunitari addetti all’attività di assistenza alla persona o al lavoro domestico, è esclusivamente on-line, gratuita e disponibile fino al 30 settembre.I Comuni che volontariamente vorranno partecipare al progetto per l’emersione di colf e badanti irregolari si potranno accreditare presso il ministero dell’Interno affiancando così altri enti, tra i quali i patronati, che già svolgono attività di sussidio. Sarà un attività analoga a quella che l’Anci svolge da circa un anno, sempre in collaborazione con il ministero, per le pratiche di ricongiungimento familiare. Nel caso specifico, compito dei Comuni sarà quello di attivare misure di accompagnamento alla regolarizzazione andando in aiuto alle persone, soprattutto gli anziani, che hanno scarsa dimestichezza con i computer. Un operatore del Comune potrà andare a casa di questi datori di lavoro che sono più in difficoltà per cercare di accelerare le procedure. Le persone anziane che hanno una badante e non hanno una rete di parenti in grado di aiutarli sono molti e i servizi sociali dei comuni potranno intervenire risolvendo un problema che altrimenti rischierebbe di inceppare un sistema. L’intervento dei Comuni sarà dunque un intervento molto concreto e essendo fatto su base volontaria potrà contare di forze effettive.LE ACCUSE DELLA COMUNITA’ MAROCCHINAPer quanto riguarda, invece, i disordini avvenuti mercoledì al Consolato del Marocco a Bologna, dove circa 200 persone erano in fila per la sanatoria, il presidente della Comunità marocchina a Treviso Abdallah Khezraji ha detto che "la responsabilità deve essere condivisa, ognuno deve fare la sua parte". Secondo Khezraji, "il Governo, prima di prendere delle decisioni, poteva consultarsi con i consolati per avere delucidazioni: una sanatoria che coincide con i periodi di ferie anche delle Prefetture è sbagliata, non siamo contro la sanatoria, ma contro le modalità con cui è stata fatta". "Il personale del consolato – ha aggiunto il presidente della comunità – lavora dalle otto di mattina alle otto di sera per regolarizzare i connazionali, che sono quasi 120mila in cinque regioni, Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Trentino e Friuli, e adesso si trova anche a lavorare per dare passaporti ai non regolari". "Ci vuole tempo – ha proseguito Khezraji – per identificarli, sapere se sono o no marocchini e verificare se hanno o no precedenti penali, se hanno collegamenti con il terrorismo o no, e questo richiede un po’ di tempo". "Il consolato è stato intasato dai clandestini – ha concluso – e come rappresentanti dei marocchini non vogliamo essere ritenuti colpevoli di questa situazione: l’Italia deve prendersi la sua parte di responsabilità e dare un po’ di tempo alle persone per regolarizzarsi".

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