Badanti: dal governo un attacco sconsiderato


9 LUG 2009 – Sul pacchetto sicurezza e sulla “emergenza badanti” prendono posizione in modo forte i tre sindacati dei pensionati dell’Emilia-Romagna e lo fanno in modo unitario, perché su questo terreno c’è ampia condivisione tra le forze sindacali.Le segreterie regionali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil e i coordinamenti delle donne pensionate dell’Emilia-Romagna esprimono un giudizio fortemente negativo sul “pacchetto sicurezza”, che introduce il reato di immigrazione clandestina, e chiedono al Governo di attuare una sanatoria che possa risolvere il problema delle “badanti”, persone a cui affidiamo i “soggetti fragili” dei nostri nuclei familiari.E’ solo in questo modo che si potrà ripristinare un clima di serenità tra i soggetti interessati (famiglie e badanti). “Chiediamo legalità – dicono i sindacati dei pensionati e le donne pensionate – una gestione governata e sostenibile dell’emersione e denunciamo il paradosso di un attacco sconsiderato, che penalizza anziani, disabili”.L’immagine che ne esce è quella di un governo che a tutt’oggi non è neppure in grado di confermare gli impegni economici a sostegno della non autosufficienza e di un welfare adeguato ai bisogni dei cittadini.Ma il problema, dicono i sindacati dell’Emilia-Romagna, riguarda in generale la situazione degli immigrati nel nostro paese. La richiesta è quindi di un provvedimento condiviso che risolva il problema degli immigrati che lavorano. E poi in concreto politiche che non discriminino ma aiutino un processo di inclusione sociale e di diritti di cittadinanza in armonia con i nostri diritti costituzionali.ViaEmilianet ha chiesto al segretario generale dello Spi-Cgil dell’Emilia-Romagna, Maurizio Fabbri, se a suo parere c’è un progetto preciso dietro questo pacchetto e alle sue conseguenze oppure si tratta solo dell’incapacità di governare di questa maggioranza?“C’è un piano – dice Fabbri – o almeno un obiettivo preciso e cioè far aumentare il livello di paura che avvertono le persone, secondo un’equazione che Lega e centrodestra fanno. E cioè più paura vuol dire più consensi per loro. La crisi economica è reale e produrrà drammi nell’occupazione e il governo continua a ripetere che ci vuole fiducia”.“Agitare lo spettro della paura immigrazione – continua il segretario regionale dei pensionati Cgil – è funzionale anche a questa strategia di sviare l’attenzione dalla crisi e dalle sue conseguenzze sociali. L’obiettivo irrinunciabile è quindi quello di avere consensi ad ogni costo, ma non ci si rende conto che in questo modo stanno producendo disastri legislativi. Che non riguardano solo le badanti ma tutti quelli che lavorano senza un contratto e senza permesso di soggiorno o che addirittura hanno perso il lavoro e si troveranno per questo ad essere ‘arrestabili’, loro e le loro famiglie, a discrezione di qualsiasi pubblico ufficiale compia un controllo dei documenti”.Tra l’altro il vero problema non è tanto la regolarizzazione delle badanti, ma il fatto che attraverso loro si copre una grossa falla del sistema di welfare italiano…“Credo che la regolarizzazione ci sarà – risponde Fabbri – e questa emersione aprirà un problema non piccolo in quanto tutti i costi dell’assistenza saranno scaricati sulle famiglie. Da un errore più o meno voluto, nascerà una sanatoria che avrà poi un effetto ancora più dirompente a livello sociale”.E in questo c’è una strategia politica, quella di mettere ancor più in difficoltà il ruolo del servizio pubblico nel sistema di welfare?“No, non credo si arrivi a tanto – risponde Maurizio Fabbri – Anche perché l’insieme dei provvedimenti è molto contraddittorio. Da una parte l’emersione del lavoro nero e allo stesso tempo la richiesta ai lavoratori di un salario ridotto, provvedimenti indiscriminati contro la clandestinità e poi sanatorie, e poi ancora ricerche di soluzioni che però aprono ulteriori problemi sociali. Mi sembra davvero il segno di una forte incapacità a governare”.Oggi la paura si materializza soprattutto per centinaia di migliaia di donne straniere, chiamate appunto a svolgere un compito di cura di anziani e bambini.Secondo Mina Cilloni, responsabile del coordinamento donne pensionate Cgil dell’Emilia-Romagna, c’è una “disattenzione ormai decennale rispetto al flusso migratorio, che è cambiato e che ha visto le donne spostarsi da alcuni paesi verso altri a partire dai bisogni. Lasciano le loro famiglie per occuparsi delle nostre e in questo modo hanno trovato un modo per rispondere alle condizioni economiche e sociali del loro paese di provenienza”.“Ma questa situazione – aggiunge Mina Cilloni – va al di là del ruolo delle badanti. E’ come se in qualche modo noi, italiani ed europei, in questi anni avessimo letto solamente il tratto finale di un processo ben più lungo e che ha riflessi ben più complessi del rapporto anziano-badante. Questo processo non lo abbiamo analizzato in maniera efficace”.“In generale – conclude – rispetto al fenomeno dell’immigrazione noi abbiamo bisogno di conoscere l’altro non solo nella diversità ma anche nel percorso che ha compiuto per arrivare qui. Non è sufficiente vedere solo la differenza di razza o di religione ma è necessario sforzarsi di capire il loro intero percorso. Altrimenti ci è preclusa la possibilità di comunicare con gli altri, di comprenderli veramente”.

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