Aziende distretto ceramico, fatturati in chiaro scuro


Al vertice Marazzi, poi il gruppo concorde e Graniti-Iris. Sono le aziende ceramiche che salgono sul podio della classifica sui fatturati 2012 delle maggiori aziende italiani produttrici di piastrelle ceramiche. E’ Tile Italia, la rivista di riferimento per i rivenditori italiani di finiture per la casa, a pubblicare il reportage sui fatturati.I dati raccolti da Tile Italia confermano inalterate le posizioni in classifica dei principali gruppi. Resta saldo al vertice il Gruppo Marazzi che ha chiuso l’esercizio 2012 con un fatturato di 857,7 milioni di euro, in crescita del 3% sul 2011. (Dall’aprile 2013, a seguito della scomparsa di Filippo Marazzi avvenuta nel novembre 2012, l’azienda fa parte del Gruppo Mohawk Industries, Inc). Segue il Gruppo Concorde che, pur non anticipando i dati 2012, mantiene certamente salda la seconda posizione segnando, nel 2011, un positivo +2,9% sull’anno precedente peraltro calcolato solo con i marchi italiani produttori di piastrelle ceramiche (restano quindi esclusi i fatturati di Novoceram, Francia; Italon, Russia; Meta, produttore di impasto ceramico e Svimisa, produttore di materie prime). Al terzo posto si conferma il fatturato aggregato del Gruppo Fiandre – Iris. Segue il Gruppo Finfloor (Florim) che deve il suo +3,5% in gran parte alle vendite dirette sul mercato USA, e porta il suo fatturato consolidato a 315,3 milioni di euro. Panariagroup, in quinta posizione, chiude il 2012 a 280,8 milioni di euro, traendo la parte più consistente del proprio fatturato dalle vendite dirette sul mercato statunitense. Casalgrande Padana, producendo totalmente in Italia, con un fatturato consolidato di 275,05 milioni di Euro, mantiene la sua posizione. Al settimo posto, Cooperativa Ceramica d’Imola chiude la graduatoria delle aziende con fatturato superiore ai 200 milioni di euro. Fin qui le prime sette posizioni tutte rimaste inalterate nell’ordine, ma di queste solo 2 su 6 (la stima del fatturato del Gruppo Concorde non è comparabile con le altre perché formata sui fatturati delle sole aziende italiane e relativi all’esercizio 2011) hanno visto un sicuro incremento di fatturato, comunque dovuto alla loro capacità di internazionalizzazione.C’è poi la fascia “centrale”, comprendente le aziende con fatturati tra i 100 ed i 200 milioni di euro. Questa fascia che, fino al rilevamento dei fatturati 2011 riguardava sei aziende, in questa rilevazione ne comprende solamente quattro, essendone fuoriuscite ABK Group e Gruppo Gold Art. Delle quattro rimanenti va rilevato il segno positivo (+4,8%) che caratterizza il fatturato di Emilceramica, anch’esso dovuto agli incrementi di vendita di Zeus Ceramica, stabilimento di proprietà localizzato in Ucraina.Tra i Gruppi con fatturato inferiore ai 100 milioni di euro si hanno i segni di una maggiore sofferenza, con risultati stabili rispetto al precedente esercizio, ma anche con diffusi cali di fatturato. Fa eccezione Gresmalt che segna un +8,2%, il più alto incremento dell’intera classifica. Buono anche il risultato di Coem che, all’ottimo +8,31% registrato nel 2011 sul 2010, vede seguire un nuovo incremento dell’1,8%. Bene anche Cerindustries e Novabell che hanno registrato rispettivamente un +7,0 e un +7,2%.Tile Italia, dal 1991 la rivista più letta presso le sale mostre italiane, ha dato il via nel mese di giugno al primo numero del supplemento MaterialiCasa magazine, nato in sinergia con il portale web www.materialicasa.com, e destinato a focalizzare l’attenzione di studi di architettura e società di costruzione su sistemi e prodotti da costruzione e finitura, con un’attenzione particolare all’edilizia sostenibile e alla riqualificazione degli edifici. Tile Edizioni intende così avviare una fattiva comunicazione tra aziende e mondo dei progettisti accompagnandoli nel tema del recupero edile che, di fatto, rappresenta il futuro dell’edilizia. Secondo Gianluca Salvatori – Presidente Progetto Manifattura e AD euricse.eu -, già ad oggi «gli interventi su immobili esistenti sono 6 volte maggiori rispetto alle nuove costruzioni, per un giro d’affari di 6 miliardi di euro e di oltre 2 miliardi di metri quadrati da riqualificare solo in Italia. In Europa, nei prossimi 30 anni, il 100% degli immobili sarà sottoposto a riqualificazione».

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet