Azeb, la bambina-soldato oggi è un’imprenditrice


BOLOGNA, 8 OTT. 2009 – Prima bambina-soldato in Etiopia, poi rifugiata politica, oggi titolare di un’impresa di pulizie di Bologna, dirigente della Cna cittadina e madre di due figli. Ecco la storia di Azeb Gebrewahid, che nei giorni scorsi ha ricevuto il Premio Etica e Impresa al Ravello Festival. Un riconoscimento che aveva come tema la "Necessità del coraggio individuale". E di coraggio, a ben vedere, nella vita di questa donna di 41 anni ce n’è davvero. Azeb è nata a Adua, in Etiopia. A 12 anni si è arruolata nel Tigray people Liberation Front per combattere il sistema dittatoriale di Mengustu ed è stata una guerrigliera fino a 19 anni. Ferita alla testa da una scheggia nel 1984, è stata operata in Sudan nel 1987 da Medici Senza Frontiere. Poi è immigrata in Svizzera e in seguito in Italia. "Quando sono arrivata non avevo niente, sono stata aiutata in tutto da gente comune – ha spiegato – gli italiani sono accoglienti, non sono razzisti, ma alcune persone e le istituzioni spesso non si rendono conto del cambiamento che implica la multiculturalità e la globalizzazione". Azeb ha ottenuto lo status di rifugiata nel 1990. Chiesa, volontariato e una vecchia amica della madre ritrovata in Italia l’hanno aiutata a trovare la sua strada. A Bologna ha fatto la badante e la baby-sitter, è diventata dipendente in un’impresa di pulizie, poi ha deciso di fare da sola. La Cna l’ha guidata e Gebrewahid ora è nel direttivo della Cna bolognese e negli organi dell’Unione di settore Cna Servizi alla Comunità. La sua é una piccola impresa, ma multietnica se si guarda ai dipendenti: un’italiana, un’etiope e una peruviana.

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