Lavoro, autunno caldo


Autunno caldo per la crisi delle aziende. Oggi per molti lavoratori è stato il giorno del rientro al lavoro, ma cresce purtroppo il numero di coloro i quali non hanno più un’occupazione. Se su scala nazionale i lavoratori coinvolti dai tavoli di crisi aperti al solo ministero dell’industria sono 285mila, non va meglio in percentuale su scala regionale. In Emilia Romagna le richieste per cassa integrazione ordinaria e straordinaria in deroga nel 2014 sono state 5.034 per un totale di 37.207 lavoratori che si traduce in risorse necessarie per 57,7 milioni di euro. Nel modenese dal 1 gennaio 2014 a oggi sono state avviate procedure di licenziamento collettivo da parte di 97 aziende, che occupano complessivamente 20.781 addetti, con una previsione di un numero massimo di 1.773 esuberi. Di tutte queste aziende 14 occupano più di 200 dipendenti. 43 invece le procedure aperte per Cassa integrazione guadagni straordinaria, che attengono a situazione di crisi aziendali, nelle quali cioè il lavoratore è sospeso dal lavoro e non direttamente licenziato. Per non parlare poi dei casi di Cigs per cessazione: 7 quelli presentati ad oggi, per un organico complessivo di 280 addetti e la previsione di un numero di 154 licenziamenti. L’elenco delle aziende in difficoltà nel modenese abbraccia praticamente tutti i settori: la Coca-Cola, la Terim, la Firem, Corradini termosanitari, per non dimenticare nemmeno la General Montaggi di Castelnuovo Rangone. Sul fronte lavoro, il calendario el Governo delle prossime settimane sarà scandito da appuntamenti per provare a trovare una soluzione alle oltre mille crisi aperte su scala nazionale.
La cassa integrazione sta riducendo il pil per 2 miliardi all’anno. Sul piano delle riforme lo scontro potrà essere duro, intanto aumenta il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, che potranno contare su una copertura complessiva, per il 2014, di 1 miliardo e 720 milioni. Il Ministro Giuliano Poletti, impegnato in prima linea, ha però spiegato chiaramente che si è volutodare risposta ad un’emergenza, con l’intenzione di costruire un ponte verso un nuovo assetto complessivo degli ammortizzatori sociali. Il Jobs Act con la riforma del mercato del lavoro sarà approvato entro la metà del 2015.

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