Autobus emiliani sulla via della Seta


REGGIO EMILIA, 7 NOV. 2011 – Avrà 1.134 dipendenti e 892 mezzi, con i quali gestirà 32 milioni di chilometri di linee del trasporto pubblico in tre province: Seta, l’azienda unica che prenderà forma fra meno di due mesi dalla fusione di Act Reggio, Atcm di Modena e Tempi di Piacenza, nasce dichiarando obiettivi ambiziosi, come quello di migliorare la qualità del servizio.Più probabilmente, l’obiettivo numero uno sarà quello di garantire la sopravvivenza del trasporto pubblico locale. L’anno prossimo i fondi assegnati dal Governo alla Regione Emilia-Romagna per questo settore subiranno un taglio dell’82 per cento, scendendo da 116 milioni di euro a 21. Sulle prospettive della nascente azienda di trasporti dell’Emilia occidentale gravano dunque pesanti incognite.
Già adesso le tre aziende hanno i loro problemi. Act ha registrato nel 2010 un disavanzo di 2,8 milioni di euro. Alla fine di quest’anno le perdite dovrebbero sfiorare i 3 milioni. E’ andata meglio ad Actm Modena, che ha contenuto il disavanzo in un milione di euro grazie ad una significativa crescita dei passeggeri trasportati e ad una pioggia di multe a carico di chi viaggia senza biglietto o abbonamento. La piacentina Tempi nel 2010 ha chiuso il bilancio in pareggio per la prima volta dopo 7 anni, ma quest’anno i conti sono di nuovo in sofferenza.Il piano industriale di fusione ipotizza 3 milioni di perdite nel 2012, 900 mila euro di rosso nel 2013 e un utile di 230 mila nel 2014.
Chi comanderà in Seta? Reggio avrà il 17,9% delle azioni, meno di quanto si era ipotizzato alcuni mesi fa, Modena il 23,9% e Piacenza il 15,8%, mentre il 42,4% sarà nelle mani di Herm, la società controllata dalle Ferrovie dell’Emilia-Romagna.
I costi della nuova azienda l’anno prossimo si attesteranno sui 95 milioni di euro, a cui vanno aggiunti 9 milioni di ammortamenti e svalutazioni. Come saranno coperti? Circa 56 milioni arriveranno dalla Regione per i servizi minimi, altri 6 dagli enti locali e poco meno di 42 da biglietti e abbonamenti, le cui tariffe saranno allineate agli obiettivi regionali. Per comprimere i costi, saranno tagliati 2 milioni di chilometri, 800mila dei quali nella nostra provincia. A Reggio sarà anche drasticamente abbattuto il costo medio dei subaffidamenti. Una misura che penalizzerà le aziende che gestiscono in appalto i servizi di trasporto urbano ed extraurbano.

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