Archivio per autore: Stefano Catellani

Immergas, il nuovo centro ricerche


Immergas, il nuovo centro ricerche

A Lentigione di Brescello (Re), dopo l’alluvione, il nuovo centro ricerche e sviluppo Immergas, per il costo di 6 milioni di euro. Intesa con Aipo sulla sicurezza idraulica. Il servizio

Vimi Fasteners è sbarcata a Piazza Affari


Vimi Fasteners è sbarcata a Piazza Affari

L’Emilia Romagna da oggi conta 48 aziende quotate: l’ultima entrata è la Vimi Fasterners di Novellara che ha debuttato aprendo bene su Aim Italia a 3,4 euro per azione (la parte bassa della forchetta di prezzo) dopo aver raccolto in fase di IPO domande per oltre 2,6 volte l’offerta. Il primo verdetto del Listino è stato un è+1,5%.
Un risultato positivo per Fabio Storchi, ex presidente di Federmeccanica e ora presidente di Unindustria Reggio Emilia che insieme a Aimone Storchi ha “messo a valore” oltre 50 anni di storia aziendale e di risultati positivi frutto di continui investimenti nel settore della meccanica di precisione.
Gli obiettivi della quotazione sono chiari: accelerare l’espansione, anche con altre acquisizioni, sviluppare la dimensione internazionale dell’azienda con particolare riferimento ai mercati USA e Cina, diversificare ulteriormente i settori in cui opera e rafforzare la struttura finanziaria del gruppo.
La quotazione ha portato in cassa circa 12 milioni e la capitalizzazione iniziale è di circa 45 milioni con il flottante al 26,1%
Il collocamento di azioni prequotazione è stato sottoscritto al 26% da investitori esteri qualificati.
L’azienda della famiglia Storchi è specializzata in sistemi di fissaggio ad alta tecnologia per l’industria automotive  (circa il 52% del fatturato pro-forma, mortorsport e l’aerospaziale, ma anche l’oil & gas e le energie rinnovabili.
Vimi Fasteners è stata accompagnata in Borsa da BPER Banca come Nomad e da Scouting ome Advisor.
E’ la stessa società che ha seguito con le sedi di Parma e Bologna anche l’acquisizione, completata da Vimi Fasteners appena prima della quotazione, del 100% della lombarda MF Inox.
Uno shopping preliminare che porta il fatturato pro-forma a 48,7 milioni di euro con un ebitda di 8 milioni.
La boa dei 50 milioni è più che in vista, partendo dai dati del primo semestre di quest’anno che sono decisamente positivi.
I prossimi ingressi in Borsa sono il gruppo ceramico modenese ABK, Banca Interprovinciale di Modena e IEG, l’unione tra la fiera di Rimini e quella di Vicenza, il Sigaro Toscano della famiglia Maccaferri di Bologna e sono in preparazione almeno altre cinque operazioni di quotazione.

Banca interprovinciale, il piano di Passera


Banca interprovinciale, il piano di Passera

SPAXS ha presentato oggi a Milano il piano strategico 2018 – 2023 della nuova banca specializzata nel mercato delle PMI italiane e caratterizzata da un business model fortemente innovativo e ad alto tasso tecnologico.

La nuova banca nascerà dalla Business Combination con Banca Interprovinciale S.p.A., soggetta all’approvazione di Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea – il cui iter autorizzativo è in corso – che verrà sottoposta all’Assemblea degli Azionisti di SPAXS convocata per il prossimo 8 agosto 2018 in prima convocazione e il giorno 31 agosto 2018 in seconda convocazione.

Corrado Passera, Presidente esecutivo di SPAXS, ha dichiarato: “ Con una squadra di persone competenti e appassionate stiamo costruendo una banca imprenditoriale e, speriamo, utile al nostro Paese. Si concentrerà su settori molto grandi e non sempre serviti adeguatamente come il credito alle PMI con potenziale, ma con rating basso e si propone di diventare un operatore leader nel settore dei corporate NPL, unsecured e secured. Offriremo inoltre servizi di banca diretta a famiglie e imprese ad oggi ancora non disponibili nel nostro Paese.

Borsa, debutto scoppiettante per Esautomotion


Borsa, debutto scoppiettante per Esautomotion

Il debutto in Borsa di Esautomotion all’inizio del primo giorno di contrattazioni è stato un vero BOOM tanto che la seconda matricola emiliana del 2018 non riusciva a fare prezzo d’ingresso segnando un + 50% teorico.
La società modenese che si presentava su Aim Italia con le azioni a 2,9 euro subito dopo è schizzata in apertura a 4,11 euro con un aumento del 41,72%.

E’ il secondo debutto diretto in Borsa per il 2018 di una società emiliano romagnola
seguendo la via tradizionale dell’IPO.
La Esautomotion di Campogalliano è specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di sistemi CNC (Computer Numerical Control) integrati di Meccatronica, ovvero sistemi elettronici programmabili in grado di far compiere alle macchine utensili un ciclo di lavoro in modo autonomo, senza alcun intervento umano.
“L’obiettivo a medio termine per Esautomotion, grazie alla raccolta derivante dalla quotazione è l’apertura di un’unita’ produttiva in Cina, aumentando al contempo il numero di filiali investendo in Turchia e Stati Uniti, ma anche portare a termine un’acquisizione in Nord Europa e Germania e managerializzare l’azienda”. Lo ha detto Franco Fontana, presidente di Esautomotion , a margine della cerimonia di quotazione su Aim Italia
L’aspettativa è quindi giustamente alta anche perché come ha sottolineato l’amministratore delegato di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi: “entro agosto saranno arrivate in Borsa tante società quante nell’intero 2017”.
L’offerta globale, chiusa il 2 luglio, ha registrato una domanda complessiva superiore a quattro volte il quantitativo offerto, con richieste di sottoscrizione pervenute sia da parte di investitori qualificati/istituzionali italiani ed esteri sia da parte del pubblico indistinto in Italia, un vero record su Aim Italia.

Esautomotion è arrivata a Piazza Affari evidenziando un fatturato cresciuto del 53,5% fra il 2015 e il 2017 a oltre 15,5 milioni, grazie al consolidamento e all’ampliamento del portafoglio clienti, italiani e soprattutto stranieri.

Il 2018 è iniziato bene con il bilancio chiuso al 31 marzo che evidenzia un fatturato di 4,5 milioni (+29,9% sullo stesso periodo del 2017) portando l’utile netto consolidato a 753mila euro (+45,1% sul primo trimestre dello scorso anno).
Il fatturato prodotto all’estero è salito dal 49,1% al 53,8%.
A guidare Esautomotion che è stata accompagnata in Borsa da BPER in qualità di Nomad, Global Coordinator e Sole Bookrunner sono il presidente Franco Fontana e l’amministratore delegato Gianni Senzolo.
Esautomotion ha una cinquantina di dipendenti, compresi quelli operativi nelle sedi in Cina e Brasile.
La prima giornata di quotazione si è conclusa a 4,05 euro per azione (+39,65%).

Esautomotion sarà inserita da lunedì nel paniere dell’indice FTSE AIM Italia.

Piazza Affari, il giorno di Fervi


Piazza Affari, il giorno di Fervi

Una nuova matricola , la prima dall’Emilia Romagna nel 2018, è sbarcata stamattina a Piazza Affari. E’ la Fervi di Vignola società attiva nel settore della fornitura di attrezzature professionali principalmente per l’officina meccanica, l’officina auto, la falegnameria, il cantiere e dei prodotti inclusi nel mercato cosiddetto «MRO» (Maintenance, Repair and Operations), ossia fornitura di attrezzature al servizio dei professionisti della manutenzione e riparazione. L’operatività del Gruppo copre poi anche il segmento di mercato “Do it yourself”, o DIY, vale a dire il mercato dei prodotti per il fai-da-te in ambito casalingo e di bricolage, rivolto a hobbisti e in generale soggetti che utilizzano gli utensili Fervi a fini non professionali.

Sulle prime rilevazioni le azioni della società stanno registrando sull’AIM un andamento intorno al prezzo di sottoscrizione che era stato definito in 15,50 euro.

Post alluvione: Immergas c’è


Post alluvione: Immergas c’è

In meno di due settimane dall’esondazione dell’Enza Immergas ha riattivato le spedizioni da parte del magazzino ricambi. «È un segnale concreto dei passi avanti che il piano straordinario messo in campo per fare fronte all’emergenza e ai danni prodotti dall’alluvione del 12 dicembre produce risultati concreti – spiega il Presidente di Immergas Alfredo Amadei – sono ormai tante le aree aziendali che grazie al lavoro dei tecnici specializzati nel ripristino dopo le calamità e alla partecipazione diretta e attiva dei dipendenti stanno tornando verso la riattivazione delle funzionalità più urgenti. Ringrazio i dipendenti Immergas che hanno partecipato a questa gara contro il tempo. La stiamo vincendo e nessuno, a nessun titolo, può avanzare dubbi sulla ripresa produttiva che sarà rapida e metterà a frutto questa calamità per un nuovo miglioramento dei nostri standard di qualità e di efficacia organizzativa».
Non bisogna dimenticare che Immergas è una multinazionale. Lo stabilimento di Poprad in Slovacchia che ha appena completato un nuovo piano di potenziamento, nella fase di riavvio della produzione sarà di supporto alla casa madre fino a quando le linee di Lentigione non saranno tornate pienamente operative.
«Non possiamo annunciare date e quantificare l’entità dei danni – spiega Alfredo Amadei – ma possiamo dare due certezze: nessun posto di lavoro è in pericolo a Lentigione e Immergas ripartirà più in fretta rispetto alle previsioni. Lo diciamo con altrettanta forza ai rivenditori, ai progettisti e ai tanti installatori che da tutta Italia e dall’estero hanno manifestato la loro vicinanza a Immergas in questa fase che ha evidenziato la qualità delle persone che vi operano. Lo diciamo ai fornitori e a quanti, a diverso titolo, chiedono aggiornamenti sui lavori in corso. Immergas accelererà il piano investimenti per il potenziamento dell’unità produttiva invasa dall’acqua e dal fango. Anche il centro ricerche e sviluppo, che era quasi ultimato, sarà pronto per sostenere i progetti di espansione senza bloccare in nessun modo le attività e gli investimenti programmati sia in Italia che all’estero. Immergas quindi conferma in toto la sua strategia di crescita che punta, nel giro di pochi anni, a consolidare un fatturato superiore ai 300 milioni di euro».
La scelta della proprietà di Immergas, le famiglie Amadei e Carra, è chiara: ripartire investendo per dare slancio ai piani di sviluppo, sia in Italia che all’estero, che l’alluvione ha solo rallentato. «È stato un incidente di percorso della vita aziendale. Quello che è avvenuto non è ancora alle nostre spalle, ma fra poco lo sarà, visto l’impegno che c’è stato nell’immediato e che continuerà» conclude Romano Amadei, Presidente di Immerfin.

Cantine Riunite & Civ investe sul BIO. Fatturato oltre i 580 milioni


Cantine Riunite & Civ investe sul BIO. Fatturato oltre i 580 milioni

Il conto economico 2017 per Cantine Riunite & Civ e per il Gruppo Italiano Vini nel suo complesso si chiude con una conferma: la leadership tra i gruppi vitivinicoli italiani e con uno sguardo sul futuro: un importante investimento nei vigneti dei soci conferitori per potenziare la linea di VINI BIO. Il fatturato consolidato salirà oltre i 580 milioni di euro che posiziona GIV tra i grandi player a livello mondiale.
Una scelta di campo che si abbina al massiccio investimento sui mercati esteri ribadito nel corso dell’assemblea dei soci che stamattina alla Cantina Albinea Canali di Reggio Emilia davanti al sindaco Luca Vecchi e al presidente di Legacoop Agroalimentare Giovanni Luppi.
I soci di Cantine Riunite & Civ sono 1.700 e possono contare su un utile netto di 4,7 milioni e su una patrimonializzazione rilevante (161 milioni di euro).
L’assemblea ha confermato Corrado Casoli alla presidenza e Claudio Biondi alla vicepresidenza.

Debutto in grande per Gima TT


Debutto in grande per Gima TT

Debutto con il botto per Gima Tt che vola nel primo giorno a Piazza Affari. Il titolo del gruppo famiglia Vacchi, che impacchetta sigarette, segna un rialzo del 14,4% a 14,3 euro.
In avvio di seduta il titolo non era riuscito a fare prezzo a causa delle forti richieste in acquisto. Gima Tt, controllata dalla Ima di Alberto Vacchi, già sfidante di Vincenzo Boccia per la guida di Confindustria, aveva chiuso il collocamento con richieste pari a otto volte l’offerta. Un risultato che aveva permesso alle banche del consorzio di collocamento, composto da Mediobanca, BofA Merrill Lynch, Equita e Unicredit, di piazzare le azioni a 12,5 euro, il massimo della forchetta. A vendere le azioni sono Ima (6,41%) e Maestrale Investimenti, finanziaria della famiglia Vacchi (28,58%). Il flottante salirà al 38,5% del capitale in caso di esercizio dell’opzione greenshoe.

 

Non è la prima ma la seconda “campana” quella che ha squillato stamattina a Piazza Affari per la famiglia Vacchi: dopo la IMA di Ozzano quotata nel 1995 sotto la guida di Marco Vacchi, oggi presidente onorario è entrata, direttamente nel segmento Star, dove IMA è entrata tra le primissime “eccellenze del listino milanese” con Alberto Vacchi la GIMA TT.
Un ingresso da record. Fino a domani quando entrerà in quotazione Pirelli è GIMA TT con 1,1 miliardi di capitalizzazione la più rilevante quotazione del 2017.
“Un anno record per l’ingresso nei vari segmenti di Borsa Italiana- ha ricordato l’amministratore delegato di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi – con 29 quotazioni a oggi e forse qualche altra sorpresa entro l’anno”.
Gima TT come ha sottolineato il presidente Sergio Marzo ha ricevuto grandi attenzioni in fase di IPO, il collocamento pre quotazione, soprattutto da investitori esteri.
Oggi il titolo dopo il suono della campana di apertura è rimasto fermo per eccesso di rialzo e il primo verdetto è stato un balzo di valore a doppia cifra: +18,88% a quasi 15 euro contro i 12,50 dell’ingresso nel listino milanese che già era la fascia alta della forchetta di prezzo indicato in fase di IPO.
Un bel risultato per lo spin off di IMA nel settore delle macchine per l’industria del tabacco nato nel 2009.
La famiglia Vacchi rimane azionista di maggioranza di GIMA TT anche dopo la quotazione.
Famiglia dopo il passaggio di testimone da Marco a Alberto Vacchi ha già pronta la terza generazione che già oggi ha preso contatto con il mondo della grande finanza.
Con GIMA TT gli ingressi in Borsa dall’Emilia Romagna nel 2017 sono 3: le altre due sono la forlivese Unieuro e la riminese Indel B.

Scorporo di Maserati-Alfa e “ombre cinesi”? Titolo vola


Scorporo di Maserati-Alfa e “ombre cinesi”? Titolo vola

Uno scorporo da FCA di Maserati e Alfa Romeo? Le voci si inseguono da tempo in attesa di conferma o smentita. E ora si aggiungono le cosiddette “ombre cinesi” con ipotesi di acquisto (oppure di partnership) con FCA per Jeep e forse per FIAT. La conseguenza è che ieri in Borsa il titolo Fiat Chrysler Automobiles ha guadagnato oltre circa il 5,75% e chiudendo a 12,13 euro, al nuovo massimo storico.
Fca, secondo gli analisti, starebbe valutando diverse opzioni, incluso un progetto che prevede lo scorporo dei brand Maserati e Alfa Romeo e delle sue attività nei componenti: una tale iniziativa, infatti, focalizzerebbe Fca sulle auto mass market rendendola più attraente per una possibile combinazione con un concorrente. Una decisione finale è prevista non prima di inizio 2018. Sempre secondo gli analisti le attività di auto di lusso di Fca porterebbero valore per circa 7 miliardi di euro, mentre il valore di Magneti Marelli e degli altri componenti è stimato fino a 5 miliardi (oltre Magneti Marelli ci sono anche Comau e Teksid).

Rosso Ferrari “da record” a Piazza Affari


Rosso Ferrari “da record” a Piazza Affari

Il raddoppio, ovvero quota 100 euro per azione in borsa, per la Ferrari è più che a portata di mano nell’anno del 70° dalla fondazione.
Ieri il titolo della rossa di Maranello ha segnato il Nuovo massimo sul Listino di Piazza Affari dopo la conferma del contratto per il campionato mondiale di Formula 1 di Kimi Raikkonen. Ha chiuso con un rialzo del 3,05% a 98,05 euro, tra scambi intensi per 1,02 milioni di pezzi, pari al doppio della vigilia e a fronte di una media giornaliera mensile di 881mila pezzi.
Nel 2018 Kimi Raikkonen sarà dunque al volante della Ferrari per la quinta stagione consecutiva, l’ottava in totale della carriera in Formula 1, esperienze intervallate da quella nel mondiale rally. Attesa nel weekend di Monza, Maranello ha anticipato a ieri la notizia che è stato rinnovato «l’accordo di collaborazione tecnico-agonistica» con il finlandese, 37 anni, l’ultimo ad aver conquistato il titolo piloti con la Ferrari, nel 2007.
In Borsa Ferrari segna così un bel +130% su base annua e cresce del 58% su base semestrale.
Anche l’andamento dell’ultimo mese, nonostante agosto, segna un + 15,15%.
Tutti dati che fanno dimenticare il prezzo minimo toccato a Milano il 12 gennaio di quest’anno a 54,40 euro per azione. Ferrari è in Borsa a Milano dal 4 gennaio 2016…. era entrata a 43 euro per azione. Arrivare a quota 100 euro sarà facile.