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Saeco, accordo sull’integrativo


Saeco, accordo sull’integrativo

Approvato l’integrativo alla Saeco. I 231 lavoratori dello stabilimento di Gaggio Montano, passata la crisi degli scorsi mesi che ha portato ha delle uscite volontarie, hanno siglato un accordo che prevede un premio di produzione che parte da 1.400 euro quest’anno fino a 1900 euro nel 2020.

Cpl, firma con Consip convenzioni per Lazio e Campania


Cpl, firma con Consip convenzioni per Lazio e Campania

Firmate da Cpl Concordia e Consip, la Centrale acquisti nazionale, le convenzioni relative alla fornitura del servizio di energia per le pubbliche amministrazioni relative al ‘Lotto 7’ Lazio e ‘Lotto 9′ Campania. E’ quanto si legge in una nota dell’azienda modenese secondo cui “il valore potenziale complessivo degli ordinativi è pari a 172,5 milioni di euro, di cui Cpl detiene il 75% mentre il 25% è di competenza del Consorzio Integra”. In base alle convenzioni, “che saranno accessibili alle pubbliche amministrazioni già da martedì prossimo, le amministrazioni di Lazio e Campania potranno richiedere l’erogazione del servizio di energia a condizioni, prezzi e standard qualitativi già stabiliti, con considerevoli risparmi rispetto ai valori del mercato”. La convenzione, conclude la nota, prevede “l’affidamento a Cpl Concordia dei servizi di energia termica ed elettrica
integrati con gli strumenti tipici dell’efficienza energetica, ed ha una durata di 2 anni, prorogabile di un ulteriore annualità. I singoli contratti di fornitura stipulati dalle singole amministrazioni avranno durata di 6 anni”.

Prorogata di un anno la Cigs alla Demm di Porretta


Prorogata di un anno la Cigs alla Demm di Porretta

Un ulteriore anno di cassa integrazione straordinaria per i lavoratori della Demm di Porretta Terme, storica azienda di ingranaggi dell’Appennino bolognese che occupa circa 200 persone. E’
arrivato oggi il via libera da parte del ministero del Lavoro, che ha emanato il decreto di proroga per un anno, fino a luglio 2018, della misura di sostegno. Richiesta dal Commissario straordinario dell’azienda, la Cigs era attesa e arriva dopo le richieste in tal senso nei giorni scorsi di Regione, istituzioni locali e sindacati. La proroga della cassa integrazione si è resa necessaria in quanto le commesse attuali non sono in grado di garantire l’impiego di tutta la manodopera presente in azienda.

A un mese da Ceta cresce l’export di 321 aziende


A un mese da Ceta cresce l’export di 321 aziende

Compie un mese di vita il Ceta, trattato di libero scambio Ue-Canada entrato in vigore lo scorso 21 settembre. Sono 321 le imprese dell’agroalimentare emiliano romagnolo che nel 2016 hanno esportato in Canada (erano 308 nel 2015 e 288 nel 2014), per un valore complessivo di 93.000.000 euro. E ora contano di incrementare il volume delle proprie transazioni. Svettano le aziende di Parma e Modena con un flusso rispettivamente pari a 30.814.000 e 21.256.000 euro. In quali comparti cresce l’export verso il Canada? Basta uno sguardo alle esportazioni del primo semestre del 2017 rapportate allo stesso periodo dell’anno precedente per scoprire che i prodotti delle industrie lattiero casearie sono passati da 11.280.073 a 14.551.752 euro (+29%); i vini da tavola ma anche i vini di qualità e gli spumanti da 9.298.610 a 10.404.107 (+11,9%); la carne lavorata, i salumi e gli insaccati da 5.176.130 a 7.315.949 (+ 41,3%); la frutta e gli ortaggi lavorati e conservati da 1.939.792 a 2.924.119 euro (+50,7%), secondo i dati di Unioncamere Emilia-Romagna.

Qual è il beneficio per le aziende agricole che non esportano direttamente? «Con il Ceta – spiega il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Gianni Tosi – chi conferisce alle aziende di trasformazione potrà sentirsi tutelato da contratti pluriennali, continuità e garanzia del reddito. Inoltre più latte o carne trasformata va sui mercati extraeuropei, più si riduce la concorrenza sul mercato interno e dell’Unione Europea. Sicché si ottiene un effetto traino sulle produzioni agricole oltre ad una maggior stabilità dei prezzi».

Mulino Alimentare Spa di Parma, leader nell’export di formaggio Parmigiano Reggiano in Canada, conta nel prossimo triennio di incrementare le vendite nel paese passando da 12.000 a più di 35.000 forme annue. «Piace la qualità e genuinità del formaggio ma piace soprattutto la sua storia e il territorio d’origine. Vendiamo loro qualcosa che non hanno» sottolinea l’Ad Claudio Guidetti.

Intanto si fanno strada coloro che solo adesso cominciano ad esportare in Canada. È la storia di Silvia Zucchi, produttrice vinicola di San Prospero di Modena che prima dell’entrata in vigore del Ceta non riusciva nemmeno ad inviare liberamente i campioni di Lambrusco doc all’agente di Alberta. Il prezzo finale? «Risultava alto, tra accise varie e dazi – racconta la giovane imprenditrice – una bottiglia finiva per essere venduta all’enoteca canadese tre volte tanto il prezzo franco cantina. Tasse che invece, ora, non ci sono più. Sono state eliminate dal trattato di libero scambio».

Il Canada diventa un mercato promettente soprattutto per i vini di fascia alta, fanno sapere dalle Cantine Chiarli, che già da qualche anno esportano Lambrusco Grasparossa in tutto il paese dalla Colombia Britannica all’Ontario fino al Quebec e puntano sui lambruschi speciali Cleto Chiarli per la ristorazione (un fatturato complessivo di 150.000 euro nel 2016). Ne sono certi: «La qualità verrà apprezzata e riconosciuta dai consumatori canadesi, attenti e consapevoli».

Paolo Cavicchioli presidente associazione Fondazioni


Paolo Cavicchioli presidente associazione Fondazioni

Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena (era il candidato proposto dal sindaco), Paolo Cavicchioli, è stato nominato presidente dell’Associazione tra Fondazioni di origine bancaria dell’Emilia-Romagna. E’ quanto si legge in una nota. Cavicchioli prende il posto di Paolo Andrei, eletto Rettore dell’Università di Parma. Il neo presidente, conclude la nota, è un ingegnere informatico 48enne e socio fondatore di Doxee, azienda che opera nel settore dell’Information Technology.

Calliope ha aperto il centesimo punto vendita


Calliope ha aperto il centesimo punto vendita

Calliope, il marchio che rappresenta il glamour quotidiano all’interno del Gruppo italiano del fast fashion Teddy, ha raggiunto la presenza di 100 punti vendita in tutto il mondo con la recente apertura del negozio di Davao, nelle Filippine, che rappresenta anche l’ingresso in un nuovo mercato.
“Il brand prosegue così il suo cammino di sviluppo, realizzato tramite affiliazioni in franchising, che prevede per l’anno in corso l’apertura di circa 30 nuovi punti vendita in Italia e all’estero. Il nostro Paese è un mercato fondamentale per Calliope. Essendo un brand giovane – con una storia poco più che decennale – può contare sull’esperienza di sviluppo retail di oltre 30 anni del Gruppo Teddy. Questo aspetto può guidare in particolare nella giusta scelta delle location. Il brand, pensato per uomo e donna in una fascia d’età compresa tra i 25 e 40 anni porta in casa Teddy un prodotto contemporaneo, equilibrato e con un tocco di stile. Stile definito ‘glamour light’ proprio per via degli elementi che lo contraddistinguono e lo rendono l’unico nel mercato del fast fashion capace di offrire uno stile moderno e non eccessivo, ma con carattere e grinta”, si legge in una nota.
Il Gruppo Teddy è una realtà in grado di competere su scala globale nel settore dell’abbigliamento fast fashion con un fatturato consolidato superiore al mezzo miliardo di Euro (564 milioni di Euro, dati 2015). Il Gruppo, che oltre a Terranova e Calliope, commercializza anche i marchi Rinascimento e Miss Miss, è presente tramite le attività retail (negozi monomarca) e wholesale (ingrossi) in 48 paesi di tutto il Mondo. Nato nel 1961 a Rimini, da oltre 50 anni, persegue il sogno di costruire “una grande azienda che guadagni molto per creare occupazione e una parte degli utili destinarli ad opere sociali, sia in Italia che all’estero” (Vittorio Tadei, fondatore del Gruppo Teddy).

I 50 anni di Cma Solierese


I 50 anni di Cma Solierese

Saranno in tanti domani, sabato 21 ottobre, a festeggiare i primi 50 anni di attività della Cooperativa Macchine Agricole Solierese. Fra loro, molti ospiti speciali: Sua Eccellenza Monsignor Francesco Cavina, Vescovo di Carpi, che benedirà il nuovo fabbricato, l’Assessora Regionale all’Agricoltura Simona Caselli, i Sindaci di Carpi e di Soliera Alberto Bellelli e Roberto Solomita, il Presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli e il Presidente di Legacoop Agroalimentare Giovanni Luppi. A fare gli onori di casa il Presidente della CMA Solierese Silvano Righi assieme al Consiglio di Amministrazione.

La storia della CMA Solierese, che sarà rivissuta attraverso gli interventi degli ospiti e di alcuni dei soci di ieri e di oggi – in particolare Cesarino Severi e Mauro Bertoni – rappresenta un’efficacissima fotografia dell’evoluzione straordinaria che ha interessato le attrezzature e i macchinari per l’agricoltura in mezzo secolo. Dalla zerla…termine che veniva usato nelle nostre campagne per indicare lo scambio di prestazioni e di servizi tra contadini allo scopo di aiutarsi l’un l’altro nei lavori di campagna – e dalla cui logica prese origine nel 1967 il Consorzio – all’Agricoltura di Precisione, sistema integrato di metodologie e tecnologie progettato per aumentare la produzione, la qualità e la produttività dell’impresa agricola. Cogliendo a favore del territorio gli obiettivi di sostenibilità economica, sociale ed ambientale, è stata definita l’ultima frontiera della sostenibilità agricola: grazie a GPS, centraline meteo, software per l’elaborazione dati e app, infatti, se una volta stava all’uomo decidere di cosa avessero bisogno le piante affidandosi a esperienza e intuito, oggi è possibile “chiederlo direttamente alle piante”, interrogandole con droni, fotografie agli infrarossi e sensori. In questo modo, ogni porzione di terreno può dare il massimo in termini di produttività, qualità e rispetto dell’ambiente. L’Agricoltura di precisione, inizialmente utilizzata per le colture estensive, oggi trova applicazione anche nelle colture arboree grazie alla Cooperativa CMA Solierese, leader nella progettazione e gestione dei vigneti, che ben si prestano alla meccanizzazione: in 50 anni si è passati dalle Barbabietole da Zucchero alle Barbatelle di Lambrusco. Gestendo oltre mille ettari di terreno, la CMA Solierese si è inserita anche nelle principali filiere produttive della cooperazione agroalimentare: Albalat del Gruppo Granterre-Parmareggio, a cui conferisce gli alimenti per il centro zootecnico di Cortile, Cantine Riunite & CIV, con le uve prodotte sui circa 50 ettari di vigneto di Lambrusco Grasparossa di Formigine, e Progeo a cui conferisce i cereali e da cui si approvvigiona dei mezzi tecnici.
Sabato, nella festa per i primi 50 anni della CMA Solierese, si parlerà di tutto questo: di come nacque per dare risposta all’impossibilità per i singoli coltivatori diretti locali di affrontare i costi legati all’acquisto di nuovi macchinari, e di come i servizi oggi forniti potranno ulteriormente evolversi grazie agli enormi passi avanti compiuti dalle tecnologie in agricoltura. Soprattutto si parlerà dell’importanza di avere al fianco degli imprenditori agricoli – soci della prima fase della cooperativa – dei soci operatori che, grazie alla loro forte motivazione professionale, sono in grado di integrarsi generazionalmente, utilizzando al meglio questi nuovi strumenti di lavoro, e restituendo alle imprese agricole la distintività dell’operare assieme, cooperando. Questo è il grande valore aggiunto di CMA Solierese.

All’ortofrutta 70 milioni dalla Regione nel 2016


All’ortofrutta 70 milioni dalla Regione nel 2016

Oltre 70 milioni di euro per il rafforzamento e lo sviluppo del sistema ortofrutticolo regionale. Sono i finanziamenti europei erogati nel 2016 alle imprese agricole per gli interventi previsti dai Programmi operativi delle 48 Op (Organizzazioni di produttori) che fanno capo all’Emilia-Romagna, di cui 27 riconosciute dalla Regione e 21 che operano al di fuori del territorio regionale, ma aderiscono alle 6 Aop (Associazioni di organizzazioni di produttori) riconosciute. È il consuntivo dell’attività di controllo esercitata dalla Regione nel quadro dell’Organizzazione comune di mercato (Ocm) del settore ortofrutticolo che contribuisce al 50% alle spese effettuate dalle Op per sostenere gli investimenti e migliorare la competitività delle imprese.

“Un consuntivo più che lusinghiero- sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura e presidente Areflh (“rete” delle principali regioni produttrici europee), Simona Caselli- che testimonia l’importanza e la vitalità di un settore che vale il 28% del Produzione lorda vendibile (Plv) regionale e che deve far fronte ad una concorrenza internazionale sempre più agguerrita facendo leva su innovazione, aggregazione tra imprese e qualità delle produzioni”.

In Emilia-Romagna sono quasi 11.000 le aziende agricole associate alle Op dell’ortofrutta e rappresentano circa il 50% del totale dei produttori, per un valore della produzione commercializzata di oltre 1,4 miliardi di euro.
Per quanto riguarda la ripartizione degli aiuti Ue, la fetta più grossa di oltre 30 milioni di euro, è andata a supporto degli investimenti aziendali (rinnovo impianti frutticoli, sistemi di irrigazione, reti antigrandine, attrezzature innovative, ecc.); 15 milioni sono stati destinati ai programmi di assistenza tecnico-agronomica, con particolare attenzione alle sostenibilità ambientale, alla qualità delle produzioni e alle azioni di marketing; oltre 11 milioni sono impiegati per l’ammodernamento degli impianti di lavorazione, confezionamento e conservazione dei prodotti; 6 milioni sono andati a coprire le cosiddette spese di sistema (promozione, studi di mercato, certificazione di qualità; infine 8,6 milioni per azioni specifiche di prevenzione e gestione delle crisi di mercato, compresi i ritiri destinati agli indigenti attraverso la rete degli enti benefici.

Successo a Fruit Attraction del padiglione Cso


Successo a Fruit Attraction del padiglione Cso

La partecipazione italiana al Fruit Attraction di Madrid è sempre più ampia e sostenuta ed in questa edizione si sono registrate presenze record in fiera ma anche all’ interno dello stand organizzato da CSO Italy con una superficie di 256 mq, il doppio dell’ anno scorso e il quadruplo rispetto al 2015, con la partecipazione di un gruppo di aziende top player in Europa come Alegra, Almaverde Bio, Apofruit, AOP Luce, Jingold, Mazzoni, Naturitalia, Origine, Salvi, Spreafico e Zani.

E’ chiaro che con aziende di questa portata l’interesse dei buyers e operatori presenti in fiera è stato altissimo, alimentato anche dalle numerose novità presentate dalle aziende soprattutto dedicate alla prossima campagna kiwi .

La Spagna, tra l’altro riveste una crescente importanza sul mercato del kiwi, delle mele e dell’uva con acquisti in costante ascesa.

L’export italiano di kiwi in Spagna, secondo dati Eurostat elaborati da CSO Italy ha raggiunto nel 2016 46.124 tonnellate, le mele sono arrivate a 107.543 e l’uva da tavola a 22.051 tonnellate.

Il mercato spagnolo sta diventando molto recettivo anche per il biologico, compresa la IV gamma e per tutti i prodotti ad alto contenuto di innovazione.

“La nostra partecipazione a Fruit Attraction – dichiara il Presidente di CSO Italy Paolo Bruni – è importante e significativa, sia per numero di aziende che per rappresentatività delle stesse. La Fiera è un’ottima occasione di incontro e di scambio con gli operatori, soprattutto del bacino del mediterraneo. Arrivata al 9° anno di attività, Fruit Attraction ha conquistato un buon posizionamento in Europa e le aziende italiane presenti nello stand Italy hanno utilizzato al meglio questi due giorni di grande visibilità organizzando eventi e presentazioni molto partecipati”

Fap selezionata per l’Adi Design Index


Fap selezionata per l’Adi Design Index

L’Osservatorio Permanente del Design ADI – gruppo costituito da una commissione di oltre cento esperti, designer, critici, storici, giornalisti specializzati, soci dell’ADI o esterni distribuiti su tutto il territorio nazionale – ha selezionato, per l’ADI Design Index 2017, all’interno della categoria “Design dei Materiali e dei sistemi tecnologici”, Color Now Dot nella versione Rame di Fap Ceramiche, piastrella da rivestimento in monocottura pasta bianca caratterizzata da un’inedita texture tridimensionale e dotata di un dinamico motivo puntinato in rilievo. La combinazione della struttura tridimensionale e dello smalto a effetto metallico ha permesso di ottenere una superficie della piastrella capace di generare scenografici giochi cromatici e luminosi, per una straordinaria esperienza tattile e visiva.

Il volume raccoglie i prodotti selezionati per il prossimo Premio Compasso d’Oro ADI, il più autorevole riconoscimento della qualità produttiva e progettuale di beni, servizi e sistemi del design italiano, attribuito ogni triennio ai lavori portatori di responsabilità etica, culturale, estetica e di innovazione sostenibile di prodotto, di processo, di sistema e di servizio. La prestigiosa pubblicazione vede come protagonista del comparto dei rivestimenti in grès porcellanato e pasta bianca Fap Ceramiche, unico produttore inserito.

Color Now Dot Rame è l’innovativa ceramica che combina metodologie artigianali, preziosi minerali, materie prime d’eccellenza e fa parte della collezione Color Now, un progetto completo che esalta il colore, la sua straordinaria forza espressiva e capacità di emozionare. E’ una linea di rivestimenti in pasta bianca dal mood contemporaneo che si articola in ben 8 intensi colori, proposti nel formato 30,5×91,5RT, per una palette cromatica glamour e sofisticata: Avio, Curcuma, Fango e Marsala, Beige, Ghiaccio, Perla e Tortora. La collezione è declinata in un’ampia gamma di mosaici: i Micromosaici, con tessere in formato cm. 1×1 finemente lavorate per ottenere leggeri contrasti cromatici, i Mosaici Round, con piccole forme circolari, i Micromosaici Dot, che dona dinamismo alla parete. Completano la collezione l’inserto Tangram, caratterizzato da un delicato accostamento di triangoli di intensità diversa, il decoro Damasco e le Bacchette in metallo nelle versioni Argento satinato e lucido, Blu e Fumè.

La selezione di Color Now Dot Rame per l’ADI Design Index 2017 premia l’attitudine di Fap Ceramiche ad interpretare il gusto contemporaneo esprimendo al contempo tutta la sua capacità progettuale ed il suo know-how tecnologico. Un risultato che conferma l’alto livello qualitativo e di design dell’offerta Fap, mettendo in luce la vocazione dell’azienda per il mondo architetturale.