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SACMI protagonista del Consorzio Bi-Rex


SACMI protagonista del Consorzio Bi-Rex

SACMI protagonista di Bi-Rex, il Consorzio che raggruppa in un partenariato pubblico-privato 57 attori tra università, centri di ricerca e imprese, primo “Competence Centre” del Piano nazionale Industria 4.0. Cinque le Università coinvolte, capofila Bologna, che ha guidato la presentazione della proposta e la costituzione del Centro. Quindi i 2 centri di ricerca nazionali CNR e Infn, oltre all’Istituto Ortopedico Rizzoli, Aster, Bologna Business School, Cineca, Fondazione Golinelli, che ospiterà il Centro nella sua fase di avvio. Sono invece 45 le imprese partecipanti, tra cui i massimi protagonisti della manifattura e dei servizi regionali, con SACMI chiamata ad esprimere la Presidenza del Consorzio. Radicate in Emilia-Romagna, le attività di Bi-Rex (Big data innovation & Research excellence) si estendono all’intero Paese, a partire da connessioni che si svilupperanno con tutti gli altri sette Competence Centre nazionali, oltre a quelli europei. Duplice la funzione del Consorzio: agire come struttura di servizio alle imprese, garantendo formazione, consulenza e orientamento nell’adozione di nuove tecnologie abilitanti; secondo, condividere e mettere a sistema le best practice sviluppate dai protagonisti, tra cui SACMI, che ha chiuso il 2018 con ulteriori investimenti in risorse, competenze e strutture (su tutte, SACMI Innovation Lab 4.0). Prossimi step, dopo la costituzione ufficiale di Bi-Rex, la finalizzazione della richiesta di finanziamento al Ministero dello Sviluppo economico (9,2 milioni di euro), che si aggiungono agli oltre 15 milioni di investimento da parte dei partner privati. La Regione Emilia-Romagna metterà a disposizione del Consorzio ulteriori spazi presso il Tecnopolo ex-Manifattura Tabacchi, consentendo a Bi-Rex di entrare in sinergia con il data centre del Centro Meteo Europeo e i centri di Supercalcolo e Big data di Cineca e Infn. “Bi-Rex sarà di servizio alle imprese di tutta Italia, garantendo loro formazione, consulenza e orientamento nell’adozione di tecnologie abilitanti sviluppate negli oltre 30 progetti collaborativi di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale focalizzati principalmente su connettività, automazione, manifattura avanzata e big data”, sottolinea l’ing. Domenico Bambi di SACMI, nella sua veste di presidente del Consorzio. Il Competence Centre Bi-Rex realizzerà un articolato programma di attività finalizzato alla realizzazione, da parte delle imprese fruitrici, di nuovi prodotti e processi (o al miglioramento di quelli esistenti) tramite lo sviluppo e l’adozione di tecnologie avanzate in ambito Industria 4.0. “In questo modello – spiega Domenico Bambi – anche le PMI hanno la possibilità di essere protagoniste, attingendo a tecnologia, ricerca, competenze messe a disposizione dalle Università, dai Centri di Ricerca e dai grandi player, valorizzando le loro caratteristiche di flessibilità e artigianalità attraverso modelli produttivi più vicini alle richieste dei nuovi mercati”.

La piastrella valley smette di crescere


La piastrella valley smette di crescere

Dopo cinque anni di crescita torna il segno meno nell’industria ceramica che registra una battuta d’arresto su produzione e vendite con una flessione del 3% sull’export e del 2,7 circa sul mercato interno, già deficitario. I dati si riferiscono ancora al 2017, ma la stessa tendenza è confermata nel preconsuntivo 2018. E’ quanto emerge dalla conferenza di fine anno di Confindustria Ceramica. I riflessi sul lavoro saranno tangibili già a Natale con ferie di media più lunghe di due settimane e una cassa integrazione che riguarderà circa un mese per 4.500 addetti. Un fermo produttivo deciso per non incidere troppo sulle scorte in magazzino.

Una preoccupante inversione di tendenza causata dalle incertezze internazionali provocate dalla guerra dei dazi e sul fronte interno dalla mancanza di politiche che stimolino gli italiani a investire sull’antisismica.

Le aziende però continuano a investire, anche se utilizzando sempre meno il denaro in cassa, nel 2018 saranno prodotti 410 milioni di metri quadrati di piastrelle. Mentre cresce la concorrenza dei prodotti in plastica o pvc, per contrastarla partirà sui social una campagna sui valori della ceramica.

Legacoop Bologna: le coop associate oltre i 16 miliardi


Legacoop Bologna: le coop associate oltre i 16 miliardi

Legacoop Bologna traccia un bilancio dell’anno appena trascorso e delinea le prossime traiettorie di lavoro in vista della sua annuale Assemblea dei Delegati, che si terrà giovedì 20 dicembre a FICO Eataly World. In base ad una stima fatta sui preconsuntivi, le cooperative associate a Legacoop Bologna prevedono di chiudere il 2018 con un valore della produzione di 16,5 miliardi di euro, con una sostanziale stabilità rispetto al 2017. Gli occupati sono 74.163, per l’86% a tempo indeterminato. I soci di cooperative associate a Legacoop Bologna salgono a 2.610.241, crescendo dello 0,8% rispetto all’anno precedente. Nel corso dell’Assemblea dei Delegati di Legacoop Bologna saranno presentate alcune rilevazioni sulle azioni delle cooperative per l’innovazione: sono oltre il 40% le cooperative aderenti a Legacoop Bologna che, nel 2018, hanno utilizzato le agevolazioni del Decreto Industria 4.0. L’ultima rilevazione effettuata ha mostrato un dato ancora in miglioramento, a fronte di un clima di fiducia che si sta deteriorando. Solo l’8,3% delle coop del campione intervistato prevede un miglioramento della situazione economica contro il 25% che prevede un peggioramento e un 66,7% che propende per la stazionarietà dell’andamento dell’economia. “Le imprese cooperative associate a Legacoop Bologna hanno resistito all’urto della crisi e ora si stanno riorganizzando per affrontare le nuove sfide dei mercati, tenendo al centro innovazione, sviluppo sostenibile e valore della persona – commenta Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna – La nostra associazione ha intensificato, in una logica di sistema e filiera, il supporto alle cooperative, che esprimono preoccupazione per lo stato dell’economia italiana. Servono segnali concreti per ripristinare un clima di fiducia, rilanciare gli investimenti e far crescere l’occupazione giovanile”. Nel 2018 l’associazione ha avviato numerosi progetti dedicati a trasformazione digitale, sviluppo sostenibile, formazione e promozione cooperativa tra i giovani. Proprio in questo ambito Legacoop Bologna, nel 2018, ha coinvolto oltre 3.500 giovani del territorio, dai ragazzi delle scuole secondarie di I e II grado – con i progetti Vitamina C e Millennials.coop – agli studenti dell’Università di Bologna dove in occasione dello Start Up Day è stato presentato il bando Coopstartup, per la creazione di start up cooperative. Attenzione ai giovani anche in settori strategici come l’innovazione agroalimentare con il progetto Think4Food, aperto a start up e ricercatori universitari, e attraverso collaborazioni con player nazionali – come quella con la Fondazione Golinelli per Icaro-Palestra d’Imprenditorialità e con l’INU per il Bando Giacomo Venturi per la rigenerazione urbana – e con soggetti internazionali come il Cern di Ginevra per l’Open Innovation Program promosso da AlmaCube. “Abbiamo disegnato una nuova strategia per la nostra promozione cooperativa, introducendo modalità di ingaggio innovative e ampliando la rete di partnership sul territorio, in Italia e all’estero – commenta Simone Gamberini, direttore di Legacoop Bologna – Abbiamo introdotto percorsi di open innovation per mettere in connessione le cooperative con studenti, ricercatori e giovani imprenditori. Lo abbiamo fatto perché l’intergenerazionalità è parte del nostro DNA cooperativo e perché crediamo che queste azioni possano contribuire a incrementare l’occupazione giovanile”. Legacoop Bologna ha puntato sulla formazione e sul consolidamento delle competenze anche nell’ambito della trasformazione digitale, avviando, insieme a Coopfond e Bologna Business School, Going Digital, corso di alta formazione per manager cooperativi. L’impegno per lo sviluppo sostenibile del territorio si conferma come una delle principali traiettorie strategiche per Legacoop Bologna, che nel corso dell’Assemblea del 20 dicembre presenterà il progetto Bologna 2030-Visioni Cooperative per lo sviluppo sostenibile realizzato insieme a Urban@it, Università Bocconi e Università IUAV di Venezia.

Pil: Prometeia taglia la crescita 2019, a +0,5%


Pil: Prometeia taglia la crescita 2019, a +0,5%

Prometeia rivede allo 0,5 il tasso di crescita dell’Italia per il 2019, rispetto allo 0,9% della
precedente stima, a causa dell’assenza di qualsiasi “effetto trascinamento” ereditato dal 2018 e nella previsione che il confronto con Bruxelles si concluderà con una riduzione della
portata espansiva netta della manovra da 0,5 a 0,1 punti percentuali di Pil, coerente con un disavanzo al 2% approfondisci. E’ la previsione contenuta nel rapporto di previsione di dicembre, presentato a Bologna. Rivisto leggermente a ribasso (+0,9% da +1% di ottobre) anche
la crescita del 2018, tutta conseguita nella prima parte dell’anno, con un secondo semestre praticamente fermo, che dunque lascerebbe un’eredità nulla per il 2019.  Il rialzo dei tassi da parte della Bce avverrà in modo più graduale del previsto: solo due aumenti da 25 punti base ciascuno a dicembre 2019 e inizio 2020. E’ quanto ipotizza il rapporto di previsione di dicembre di Prometeia, presentato a Bologna. Secondo la società di consulenza, la Bce inizierà a
normalizzare la politica monetaria mentre l’economia decelera. Per rendere il percorso più morbido possibile, per Prometeia il prossimo anno verranno effettuate nuove operazioni di
finanziamento, finalizzate ad agevolare il credito all’economia. L’Italia è nelle condizioni di
ridurre il proprio debito pubblico al di sotto del 90 per cento del Pil su un orizzonte di 20 anni. Per farlo ha bisogno però di un programma fiscale e di riforme di medio periodo, sostenuto
dall’Europa. Lo sostiene Prometeia, che ha fatto un’analisi di simulazione sul debito pubblico.
Prometeia ha rivisto anche al 2,3% il rapporto deficit/pil italiano nel 2019 perché, spiega l’istituto nel suo rapporto di previsione “nonostante la riduzione della manovra espansiva per
contenere il disavanzo entro il 2%, una crescita ben al di sotto di quella indicata dal governo avrà un effetto negativo sui conti pubblici”.

Chimar premia l’impegno scolastico


Chimar premia l’impegno scolastico

Si è svolta sabato 15 dicembre nella sede di Chimar Spa la cerimonia di assegnazione di premi agli studenti figli dei dipendenti che da quest’anno prende il nome di “Premio Alessio Patania”, in memoria di un bimbo prematuramente scomparso e vincitore della passata edizione. Cinque i premi messi a disposizione: uno per ogni grado di scuola (elementare, media, superiore e università), e uno per il miglior diploma di maturità conseguita. Su 33 partecipanti, sono stati assegnati undici premi. Presenti alla cerimonia di premiazione l’assessore alle attività produttive della Regione Emilia-Romagna Palma Costi e l’assessore all’istruzione del Comune di Carpi Stefania Gasparini. «Crediamo che premiare il merito si traduca in educazione all’impegno, spiega il presidente di Chimar Giovanni Arletti, questa iniziativa dimostra ancora una volta la vicinanza di Chimar alle famiglie, ai giovani e al territorio». La premiazione è avvenuta al termine del consueto meeting di fine anno, che ha visto l’alternarsi di presentazioni aziendali e la partecipazione di due ospiti d’eccezione: il professore in economia e giornalista Carlo Alberto Carnevale Maffè per un outlook sull’andamento macroeconomico mondiale e l’assessore regionale Palma Costi che ha evidenziato le attività di sostegno alle politiche del lavoro regionale. Durante l’incontro, poi, è stato presentato l’andamento del 2018, che ha registrato una crescita del 20 per cento, nonché il budget per il prossimo anno.

Accordo H-Farm-Hera per alternanza scuola-lavoro


Accordo H-Farm-Hera per alternanza scuola-lavoro

Il centro di innovazione H-Farm di Roncade (Treviso) ha siglato un protocollo d’intesa triennale
con il Gruppo Hera di Bologna. Tanti i progetti contemplati dall’accordo e numerosi i destinatari delle attività in programma, orientate in modo particolare alle nuove generazioni e con focus su innovazione, digitale ed economia circolare. “Il futuro a cui andiamo incontro – afferma Tomaso Tommasi di Vignano, presidente Gruppo Hera – darà luogo a professioni del tutto inedite, che ora non sappiamo nemmeno immaginare e, anche per svolgere i lavori attuali, sarà sempre più cruciale investire su nuove competenze. Scenari di questo tipo, dunque, testimoniano la bontà del protocollo siglato da Hera e H-FARM, un accordo che crea sinergie importanti, scommette su formazione e innovazione e ci permette di creare valore condiviso a vantaggio di tanti stakeholder, interni ed esterni alle due aziende”. “Oggi più che mai è determinante investire sulla formazione – afferma Riccardo Donadon, Fondatore e AD di H-FARM – il protocollo che abbiamo siglato insieme ad Hera va proprio in questa direzione: aggiornare le competenze, valorizzare quelle già esistenti, portare nuovi modelli di pensiero e soprattutto offrire ai giovani gli strumenti per affrontare al meglio le sfide del domani.”

Incremento a doppia cifra per Target Group


Incremento a doppia cifra per Target Group

Target Group Srl si conferma nel 2018 una delle realtà del settore della ceramica a più alto tasso di innovazione e crescita. L’azienda, fondata nel 1996 con il nome “Target”, nel 2016 ha assunto la denominazione di “Target Group”, diventando attiva a livello internazionale con ben sette brand in portafoglio. Il fatturato è passato da 2,7 milioni di euro del 1996 ai 22,6 milioni di euro del 2017. I dati previsionali del 2018 indicano in 26,0 milioni di euro, con un aumento del 15% ca. rispetto all’esercizio precedente. Negli stabilimenti del gruppo trovano occupazione 125 dipendenti, suddivisi tra due reparti produttivi e la sede logistico-amministrativa di oltre 13.000 mq., recentemente rinnovata.

Con un EBITDA previsionale del 16,5% l’azienda si colloca a pieno titolo nel segmento dei produttori ceramici di livello dimensionale adeguato per competere nello sfidante mercato globale del prossimo decennio, di cui si prevede una significativa crescita dei valori e dei volumi.
Target Group investe oltre il 5% del fatturato complessivo annuo nella ricerca e nello sviluppo di effetti ceramici sempre più evoluti e meno inquinanti; un investimento che, grazie anche a nuove tecniche di lavorazione della materia ceramica, ha permesso di ottenere performance di prodotto sempre più elevate. Questo dialogo costante tra processo industriale e sapere artigianale fa dell’azienda operante nel distretto sassolese una realtà all’avanguardia nella creazione e produzione di superfici ceramiche personalizzate, sia da rivestimento che da pavimento, per interni ed esterni. Ciò nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale considerato che gli investimenti fatti negli ultimi due anni hanno non solo ridotto le emissioni nocive ma anche incrementato l’efficienza energetica.

Il bilancio di Legacoop Estense


Il bilancio di Legacoop Estense

La cooperazione porta lontano, sostiene Legacoop estense e a confermarlo sono i dati del rapporto annuale sulle associate: 215 cooperative, tra Modena e Ferrara, che producono e distribuiscono ricchezza per 6,2 miliardi di euro grazie a 500mila soci e 30mila occupati. Nelle cooperative aderenti gli occupati sono aumentati del 5,8% e i contratti di lavoro sono per l’84% a tempo indeterminato, 10 punti in più rispetto alla media nazionale. Ben radicati i valori dello scambio mutualistico dato che quasi la metà dei cittadini di Modena e Ferrara è socio di una cooperativa.
Gli associati mostrano però alcune preoccupazione per il futuro.
E Legacoop torna a chiedere con forza maggior vigilanza per contrastare le false cooperative.

Catania, accordo Chef Express e Antica Focacceria


Catania, accordo Chef Express e Antica Focacceria

Da oggi i piatti della tradizione siciliana accolgono i viaggiatori in arrivo e in partenza da Catania. Infatti, grazie a una partnership tra Chef Express (Gruppo Cremonini) e FC Retail, Antica Focacceria San Francesco ha inaugurato ufficialmente oggi il nuovo punto vendita al Terminal C dell’Aeroporto internazionale della città etnea.

Marchio unico nel suo genere con oltre 180 anni di esperienza nella ristorazione, l’Antica Focacceria presenta a Catania la sua offerta culinaria semplice e accessibile, caratterizzata dal meglio delle ricette tradizionali che si tramandano da decenni nel cuore della Vuccirìa di Palermo. Panelle, anelletti al forno, pasta “chi sardi” o alla norma, pesce spada alle mandorle, cannoli alla siciliana: ogni piatto è preparato con il ricorso a una filiera di prodotti certificata e accompagnato da vini del territorio. L’atmosfera del locale richiama anche nei più piccoli dettagli in ottone, marmo e ceramiche siciliane il design liberty che rende ancora oggi unico il locale originale di Palermo.

Cristian Biasoni, AD di Chef Express dichiara: “Siamo orgogliosi di aver aperto il nostro primo locale all’interno dell’aeroporto di Catania, uno dei principali scali aeroportuali italiani e protagonista di una importante fase di sviluppo. Partendo dalle esigenze dell’aeroporto abbiamo pensato al format più indicato, quello di Antica Focacceria San Francesco, un marchio prestigioso che porta in tavola le eccellenze della cucina siciliana. Abbiamo, insieme ad FC Retail, iniziato una importante partnership per sviluppare il format nel canale della ristorazione in concessione dove siamo leader, e questo è il nostro primo risultato insieme. Chef Express opera sia con marchi propri che in licenza nelle principali stazioni ferroviarie, negli aeroporti e nelle aree di ristoro autostradale, selezionando i formati più indicati per soddisfare le esigenze dei viaggiatori, adeguandosi anche alle diverse sensibilità territoriali e valorizzando quanto più possibile i prodotti locali”.

Claudio Baitelli, AD di FC Retail dichiara: “Per Antica Focacceria San Francesco l’apertura nel nuovo Terminal dell’aeroporto di Catania rappresenta un momento importante. Dal 1834 Antica Focacceria racconta una storia fatta di rispetto per la tradizione, cura dei prodotti e valorizzazione dei sapori di una cucina unica come quella siciliana. A fianco del nostro storico locale di Palermo, arriviamo oggi simbolicamente anche sulla costa orientale dell’isola. Accoglieremo qui con le nostre ricette i turisti italiani e stranieri che vanno alla scoperta delle infinite risorse paesaggistiche e culturali dell’isola. Grazie alle aperture di Catania e, di recente, di Brescia e Mantova, Antica Focacceria prosegue il suo percorso di crescita raggiungendo gli 11 punti vendita diffusi sul territorio nazionale”.

Nico Torrisi, AD SAC, dichiara: “Diamo il benvenuto all’Antica Focacceria San Francesco, brand di successo che ha fatto conoscere in tutta Italia le specialità gastronomiche siciliane di qualità. Con questo nuovo arrivo abbiamo voluto ampliare l’offerta rivolta ai quasi 10 milioni di passeggeri che ogni anno transitano dall’Aeroporto di Catania, ma anche offrire ai catanesi che magari si trovano di passaggio nel nostro scalo per accompagnare o prelevare amici e parenti, la possibilità di gustare le specialità gastronomiche di questa catena, finora non presente in Sicilia orientale. Peraltro, l’Antica Focacceria ha realizzato – oltre agli altri spazi interni- anche un dehors dove è possibile gustare le sue specialità comodamente seduti ai tavolini, con la straordinaria vista dell’Etna. Ci piacerebbe quindi che anche all’aeroporto di Catania, come ormai avviene nei maggiori scali esteri, il transito non sia più un qualcosa di esclusivamente tecnico e sbrigativo, ma diventi anche “esperienza”, occasione per gustare e vivere al meglio l’offerta gastronomica siciliana”.

Il nuovo punto vendita di Fontanarossa rappresenta la principale attività di ristorazione del nuovo Terminal C, l’espansione dello scalo etneo di recente inaugurata a luglio 2018.

Confindustria Romagna a difesa del distretto offshore


Confindustria Romagna a difesa del distretto offshore

Confindustria Romagna è pronta “a difendere il distretto offshore” romagnolo che potrebbe essere intaccato dai contenuti della Manovra economica del Governo sul fronte delle estrazioni. E’ quanto sostiene, in una nota, la stessa associazione degli industriali che “esprime sorpresa e profonda preoccupazione per l’emendamento in Manovra che rischia di avere un profondo impatto sulle attività relative alle concessioni estrattive”. Confindustria Romagna, viene spiegato, “ad ogni livello territoriale e in ogni sede competente, si è già attivata per evitare un’assurdità che minerebbe uno dei principali comparti produttivi del territorio, per il quale è previsto un piano industriale da due miliardi di investimenti. In Romagna – viene argomentato – ha sede il più importante distretto nazionale di oil&gas, che da decenni convive con le comunità locali: ci sono già voluti molti anni e una sentenza del Consiglio di Stato per riaffermare la legittimità delle esplorazioni in Adriatico, il loro impatto sull’economia e l’occupazione, ricordando come tutta l’attività avvenga nel pieno rispetto delle norme e dell’ambiente in cui è integrata”. A giudizio degli industriali romagnoli, “le imprese del settore e dell’indotto, le migliaia di lavoratori e le loro famiglie, hanno già sofferto un blocco delle attività che ha aggravato una pesante crisi congiunturale: Confindustria Romagna – conclude la nota – ribadisce che costi del non fare sono dannosi per tutta la collettività ed è pronta a difendere con ogni mezzo l’operatività del distretto”.