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Elettric80, nuovo stabilimento


Elettric80, nuovo stabilimento

Un nuovo stabilimento sorgerà al posto di una ceramica dismessa vent’anni fa, con un investimento complessivo di 12 milioni, e da giugno 2019 creerà circa 130-150 posti di lavoro: accade a Faggiano di Viano, nell’area reggiana delle ceramiche, ed è il nuovo obiettivo di Enrico Grassi, presidente di Elettric80 e Bema, aziende divenute punto di riferimento internazionale per soluzioni automatizzate per l’industria, veicoli a guida laser, robotica avanzata. “Negli ultimi due anni – spiega Grassi – abbiamo raddoppiato il fatturato, che da 150 milioni di euro è arrivato a 300 milioni. E’ molto inusuale, nel settore della logistica integrata, raggiungere questi traguardi”. Sul fronte occupazionale – aggiunge – “registriamo una notevole crescita interna e negli ultimi tre anni abbiamo assunto quasi 230 persone nella sede di Viano e nelle 11 filiali nel mondo. In questi anni abbiamo compiuto un percorso importante, iniziato ufficialmente nel ’92 con il mio socio Vittorio Cavirani. Oggi sono circa 850 i dipendenti impegnati in Elettric80 e Bema”. “Ho creduto in un progetto dove sono coinvolti molti giovani che hanno trovato il loro futuro”, sottolinea, parlando degli investimenti compiuti nel territorio reggiano. “Sono contento perché siamo riusciti ad aiutare questi ragazzi. Non vogliamo però nessuna medaglia”.

Emilia Romagna, l’export cresce ancora


Emilia Romagna, l’export cresce ancora

Dal Rapporto annuale “L’Italia nell’economia internazionale 2017-2018” dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, giunto quest’anno alla 32° edizione, emerge che le esportazioni italiane di merci sono cresciute nel 2017 ad un ritmo molto sostenuto (7,4%). La crescita è stata più forte nei paesi extra UE (8,2%), trainati dalle Americhe e dall’Asia centrale e orientale, che nel mercato comunitario europeo (6,7%). La quota delle esportazioni italiane sul totale mondiale si è mantenuta costante al 2,9%. Parallelamente, è stata vivace anche la crescita delle importazioni (+9,0%). Nei primi tre mesi del 2018, inoltre, si è registrato un aumento (3,3%) delle esportazioni, rispetto allo stesso periodo del 2017, trainato dai flussi verso i paesi UE (5,5%) e dalle variazioni positive in America centro-meridionale (5,1%) e Oceania (12,4%). L’andamento sul mercato europeo extra-UE e in America settentrionale è rimasto stabile (+0,5%). Nello stesso periodo, anche le importazioni sono aumentate, ma ad un tasso lievemente minore (2,6%).
Nel 2017 i conti con l’estero dell’Italia sono migliorati per il settimo anno consecutivo. Il surplus corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato un nuovo ampliamento, raggiungendo il 2,8% del PIL. Il numero degli esportatori italiani ha continuato a crescere, raggiungendo un nuovo massimo pari a quasi 221mila operatori. È salito anche il valore medio delle esportazioni per impresa.
In questo contesto, le esportazioni dell’Emilia Romagna, che nel 2017 raggiungono quasi i 60 miliardi di euro, hanno continuato a crescere (+6,7%) per l’ottavo anno consecutivo, poco al di sotto della media nazionale (+7,4%). La quota sul totale delle esportazioni nazionali si è pertanto ridotta leggermente nell’ultimo anno, passando dal 13,6% del 2016 al 13,5% del 2017. Dal lato delle importazioni, la regione ha invece registrato un aumento sostenuto rispetto al 2016 (+15,3%), più ampio rispetto alla media nazionale (+9,0%).
Con riferimento ai principali mercati di sbocco, le esportazioni dell’Emilia Romagna nel 2017 hanno sperimentato andamenti piuttosto eterogenei. I flussi verso l’UE sono cresciuti del 7,8%, registrando i maggiori incrementi nel Regno Unito (11,1%) e nei Paesi Bassi (10,0%). Fra i paesi extra-UE, le esportazioni verso gli Stati Uniti (primo mercato di sbocco della regione) hanno segnato una crescita del 5,4%, seguite da quelle verso la Cina (secondo mercato), che hanno registrato un aumento più contenuto (2,8%), mentre è proseguito il calo delle vendite verso la Russia (terzo mercato), dello 0,5% rispetto al 2016.
A livello settoriale, la meccanica, cui afferisce circa un terzo delle esportazioni della regione, ha visto crescere le proprie esportazioni nel 2017 (+7,1%). Anche i mezzi di trasporto, secondi per importanza, hanno conosciuto una buona performance (+6,3%), seguiti dal sistema moda, terzo settore della regione per esportazioni, che consolida la sua crescita rispetto all’anno precedente (+4,9%). Un settore particolarmente dinamico in questi ultimi anni è stato quello dell’elettronica, con un aumento del 14,7% rispetto al 2016.
L’Emilia Romagna ha visto crescere l’esportazione dei propri servizi del 12,8% nel 2017, con un valore attestatosi intorno ai 4,6 miliardi, pari al 5,7% del totale nazionale.
Per quanto attiene al numero di esportatori della regione, nel 2017 essi sono stati pari a 22.347 unità, la regione ha il più elevato valore medio esportato per operatore, pari a 2,65 milioni di euro.
Nel 2017, le province che incidono di più sul valore delle esportazioni risultano essere sempre Bologna (22,8%), Modena (21,1%) e Reggio nell’Emilia (17,2%). La crescita maggiore dei flussi di esportazioni è invece stata trainata dalle provincie di Ravenna (11,6%), Ferrara (9,4%) e Rimini (9,0%).
Nel primo trimestre del 2018, le esportazioni risultano in aumento del 4,6% rispetto all’anno precedente: oltre all’impennata registrata dal tabacco (182,8%), i settori più dinamici sono stati i mobili (14,5%) e il legno (13,2%).

Emak, ricavi a 266,5 milioni nel primo semestre


Emak, ricavi a 266,5 milioni nel primo semestre

Il Consiglio di Amministrazione di Emak S.p.A. (MTA, STAR), società a capo di uno dei maggiori gruppi a livello globale nei settori dell’outdoor power equipment, delle pompe e del water jetting, e dei relativi componenti ed accessori, ha approvato i risultati consolidati del primo semestre 2018.

Il Gruppo Emak ha realizzato nel primo semestre ricavi consolidati pari a € 266,5 milioni, rispetto a € 234,1 milioni del pari periodo dello scorso esercizio, in aumento del 13,8%. L’area di consolidamento ha inciso per il 15,2%, la crescita organica per lo 0,6% mentre l’effetto dei cambi è stato negativo per il 2%.

Da evidenziare il recupero dei ricavi, a parità di area di consolidamento, registrato nel secondo trimestre, grazie alla buona performance dei segmenti Outdoor Power Equipment e Pompe e High Pressure Water Jetting.

L’Ebitda adjusted (*) è pari a € 38,3 milioni (14,4% dei ricavi) rispetto a € 32,8 milioni del pari periodo 2017 (14% dei ricavi) in crescita del 16,7%, con il contributo positivo della variazione di area di consolidamento per € 7,2 milioni e nonostante un generale aumento del costo delle materie prime e l’andamento sfavorevole delle valute. Da segnalare infine il risultato ottenuto nel segmento Outdoor Power Equipment grazie alla riduzione dei costi operativi.

Il risultato operativo è stato pari a € 29,5 milioni, contro € 26,4 milioni del pari periodo dello scorso esercizio, in crescita dell’11,7%.

L’utile netto del primo semestre 2018 è pari a € 22,1 milioni, contro € 16,2 milioni del pari periodo 2017, in aumento del 36,5%. Il risultato registra il miglioramento della gestione valutaria rispetto al primo semestre 2017. Inoltre, nel corso del primo semestre 2018 è stata iscritta una plusvalenza finanziaria per un ammontare pari a € 2,5 milioni.

L’autofinanziamento gestionale (*) è pari a € 29,3 milioni, a fronte di € 22,3 milioni del primo semestre 2017.

Gli investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali effettuati nel corso del primo semestre 2018 ammontano a complessivi € 7 milioni.

Il patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2018 è pari a € 202,8 milioni contro € 187,5 milioni al 31 dicembre 2017. Nel corso del primo semestre 2018 il Gruppo ha distribuito dividendi per € 5,9 milioni.

La posizione finanziaria netta passiva si attesta a € 125,3 milioni (di cui € 18,9 milioni di debiti per impegni futuri relativi all’acquisto di residue quote di partecipazione di minoranza) contro € 86,2 milioni al 30 giugno 2017 e € 125,3 milioni al 31 dicembre 2017. L’aumento dalla posizione finanziaria netta rispetto al pari periodo dell’esercizio precedente risente dell’esborso relativo all’acquisizione del Gruppo Lavorwash avvenuta il 3 luglio 2017.

Il semestre si chiude con un risultato positivo sia in termini di crescita che di redditività, grazie anche al contributo delle sinergie derivanti dalle recenti acquisizioni e al piano di recupero della marginalità della divisione Outdoor Power Equipment. Pur in un quadro macroeconomico ancora incerto, l’analisi rischi/opportunità ci conforta nel raggiungimento degli obiettivi di creazione di valore.

QuattroR acquista Ceramiche Ricchetti


QuattroR acquista Ceramiche Ricchetti

Il Gruppo Ceramiche Ricchetti, produttrice reggiana di superfici ceramiche quotata a Piazza Affari, finisce sotto il controllo di QuattroR Sgr titolare di QuattroR, fondo per il rilancio delle aziende italiane di medio-grandi dimensioni. Nel dettaglio – spiega una nota – QuattroR Sgr, Fincisa e Ceramiche Industriali di Sassuolo e Fiorano hanno firmato un accordo finalizzato all’acquisizione del controllo del gruppo emiliano da parte della stessa Sgr: Fincisa e Ceramiche Industriali di Sassuolo e Fiorano sono società indirettamente controllate dalla famiglia Zannoni titolari di una partecipazione complessiva pari al 62,414% del capitale sociale di Ceramiche Ricchetti. In base all’intesa è previsto che le parti costituiscano un una ‘NewCo’ in cui saranno conferiti le azioni di proprietà di Fincisa e Ceramiche Industriali di Sassuolo e Fiorano; tutti i crediti derivanti dai finanziamenti da soci e da parti correlate verso la società e le risorse finanziarie necessarie per il perfezionamento dell’operazione. La ‘NewCo’, viene sottolineato, sarà controllata da QuattroR e partecipata da Fincisa e Ceramiche Industriali di Sassuolo e Fiorano che co-investiranno, mantenendo un investimento indiretto di minoranza nella società. Il conferimento della partecipazione di controllo sarà eseguito ad un prezzo per azione pari a 0,215 euro: a seguito dell’acquisto della partecipazione di controllo, la ‘NewCo’ promuoverà un’Opa-offerta pubblica di acquisto obbligatoria sulla totalità delle restanti azioni della società in circolazione. Nell’intesa, spiega ancora la nota, è previsto il mantenimento dell’attuale struttura manageriale della società guidata dall’amministratore delegato, Maurizio Piglione, e dal direttore generale Matteo Davoli, ai quali sarà offerta la possibilità di co-investire nel capitale della ‘NewCo’. Opa a 0,215 euro per azione sul gruppo Ceramiche Ricchetti, quotato a Piazza Affari. A lanciare l’offerta sarà Quattror sgr, società che gestisce fondi in cui hanno investito Cdp e alcune casse previdenziali, e la famiglia Zannoni, attuale azionista di controllo di Ceramiche Ricchetti, attarverso le società e Fincisa e Ceramiche Industriali di Sassuolo e Fiorano. Alla base dell’operazione un accordo d’investimento finalizzato al rilancio del gruppo di Reggio Emilia. IN Borsa il titolo sale dell’8,53% a 0,229 euro. L’operazione, si legge in una nota, è stata condivisa per supportare il rilancio di Ceramiche Ricchetti e rafforzarne la struttura finanziaria e patrimoniale. Per QuattroR questo intervento è in linea con la propria missione, “finalizzata a valorizzare importanti realtà dell’industria italiana in situazioni di temporanea tensione finanziaria, dotandole delle necessarie risorse per liberarne la potenzialità di crescita”. Nel contesto dell’operazione si prevede altresì, quale condizione, che siano definiti con gli istituti di credito finanziatori della società accordi basati su un piano di risanamento attestato ex art. 67, comma 3, lett. d), R.D. 267/1942 e funzionali al riequilibrio economico-finanziario della società. L’intesa prevede che Fincisa e Ceramiche Industriali di Sassuolo e Fiorano, titolari complessivamente del 62,4% di Ceramiche Ricchetti, conferiscano le loro azioni (al prezzo di 0,215 euro) e i crediti derivanti da finanziamento soci e parti correlate in una newco, in cui confluiranno anche le risorse necessarie per il perfezionamento dell’operazione. La newco sarà controllata da QuattroR e partecipata dalle società della famiglia Zannoni. Previsto altresì l’impegno delle parti di investire, tramite la newco, fino a 40,45 milioni (sia mediante risorse per cassa sia tramite compensazione di finanziamenti soci/parti correlate) in funzione dell’andamento dell’opa e delle esigenze del nuovo piano industriale in fase di elaborazione. Confermata l’attuale struttura manageriale, guidata dall’ad Maurizio Piglione e dal dg Matteo Davoli.

Semestrale, Unipol torna all’utile


Semestrale, Unipol torna all’utile

Unipol ha chiuso il primo semestre dell’anno con un utile di 644 milioni di euro, a fronte della perdita di 390 milioni dello stesso periodo del 2017, esercizio caratterizzato dagli accantonamenti straordinari per Unipol Banca. L’utile, si legge in una nota, beneficia della plusvalenza di 309 milioni realizzata sulla cessione di Popolare Vita a Banco Bpm. La raccolta premi si è attestata a 6,26 miliardi di euro (-1,1%) ma cresce del 4,8% al netto delle attività cedute.
Per quanto concerne l’indice di solvibilità di gruppo, al 30 giugno il rapporto tra fondi propri e capitale richiesto è pari al 160%, in flessione rispetto al 166% del 31 dicembre 2017, per effetto soprattutto dell’allargamento dello spread sui titoli di stato italiani. Nel ramo danni la raccolta si è mantenuta sostanzialmente stabile a 4 miliardi di euro (-0,5%) mentre nel vita è aumentata del 16,4% a 2,1 miliardi. Migliora il combined ratio, indicatore della redditività della gestione tecnica assicurativa, che scende dal 95,3% del primo semestre 2017 al 93%. Il risultato prima delle imposte del comparto assicurativo è pari a 852 milioni (+46,9%), per effetto dei 329 milioni del settore danni (-10,5% per il minor contributo della gestione finanziaria) e dei 523 milioni del vita (+146,7%). Nonostante la volatilità sui mercati la gestione finanziaria ha ottenuto un rendimento nel semestre del 3,9%, invariato rispetto al 2017. Il comparto bancario chiude con un utile prima delle imposte di 18 milioni (-940 milioni nel 2017 per la ristrutturazione di Unipol Banca) mentre UnipolReC, la società nata lo scorso primo febbraio in cui Unipol ha conferito 3 miliardi di sofferenze, chiude il semestre con un calo di 198 milioni di euro di crediti deteriorati lordi sui quali ha incassato 49 milioni (25% del loro valore lordo), con riprese di valore per 14 milioni. Il settore ‘holding e altre attività’, che comprende sia UnipolRec che le attività alberghiere, chiude in rosso per 53 milioni, in miglioramento rispetto alla perdita di 139 milioni del 2017.
UnipolSai, società in cui sono confluite tutte le attività assicurative del gruppo Unipol, ha chiuso il primo semestre dell’anno con un utile di 647 milioni di euro, in crescita del 129,3% sullo stesso periodo del 2017, sulla spinta della plusvalenza di 309 milioni realizzata con la cessione della partecipazione in Popolare Vita al Banco Bpm. Stabile, si legge in una nota, la raccolta, pari a 5,63 miliardi (+1,4% a perimetro omogeneo). I premi nel ramo danni ammontano a 3.946 milioni (+7,4%) mentre quelli nel vita si sono attestati, al netto del contributo delle attività cedute, a 1.577 (+6,9%). Nel semestre l’indice di solvibilità individuale è sceso dal 263% al 252% per effetto dell’aumento dello spread sui titoli di Stato italiani mentre l’indice di solvibilità consolidato è diminuito dal 210% al 206%. L’utile ante imposte del ramo danni è salito a 312 milioni di euro (235 milioni nel 2017), quello del vita da 181 a 503 milioni mentre il rosso delle attività immobiliari si allarga da 17 a 48 milioni per una svalutazione di 36 milioni di alcuni terreni nei siti dell’Area Castello di Firenze.
Unipol non supererà la quota del 20% di Bper. “Non andremo oltre, non intendiamo oltrepassare questa soglia, non intendiamo acquisire posizioni di controllo della banca, di diritto e di fatto. Non intendiamo dare vita a un conglomerato finanziario di banca assicurazione come se ne sono visti in passato”. Lo ha detto l’ad di Unipol, Carlo Cimbri in conference call con gli analisti. L’autorizzazione della Bce a Unipol per incrementare fino al 19,9% la quota in Bper è valida per “sei mesi da giugno” e dunque fino alla fine del 2018. “Entro la fine dell’anno valuteremo se aumentare e di quanto aumentare la partecipazione” ha detto l’ad di Unipol, Carlo Cimbri, nella conference call con gli analisti spiegando che la scelta di incrementare ulteriormente la partecipazione sarà al “piano industriale” di Bper “che verrà presentato dopo l’estate”.

Crescono le imprese straniere


Crescono le imprese straniere

La crescita delle imprese straniere in regione (47.927) accelera (+3,0 per cento, +1.398 unità), è la più rapida dal 2013 e contrasta la riduzione delle altre imprese (-0,9 per cento). L’Emilia-Romagna è la quarta regione per incremento, davanti alla Lombardia (+2,6 per cento) e Veneto (+2,3 per cento). Accelera l’aumento delle ditte individuali (+805 unità), e delle società di capitale (+13,5 per cento). La crescita si concentra nei servizi (+914 imprese, +3,8 per cento), in particolare alloggio e ristorazione (+258) e nel commercio (+214), ma anche nelle costruzioni (+1,3 per cento) e nella manifattura (+4,4 per cento).

Fare impresa, voglia da stranieri. Questa la sintesi della crescita della base imprenditoriale estera in Emilia-Romagna che ha un ritmo superiore a quello nazionale, ed è la più rapida dal 2013, mentre in parallelo prosegue la flessione delle imprese non straniere.

Secondo i dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna, al 30 giugno 2018 le imprese attive straniere salgono a quota 47.927 (l’11,9 per cento del totale) con un aumento in un anno di 1.398 unità, +3,0 per cento, il più rapido registrato dal 2013 nel secondo trimestre. Restano indietro al segno rosso le imprese non di stranieri (-0,9 per cento). A livello nazionale, la crescita delle imprese straniere (quasi 534 mila, pari al 10,3 per cento del totale) risulta inferiore (+2,4 per cento). mentre la diminuzione delle altre imprese (-0,2 per cento) è più contenuta. Le imprese straniere diminuiscono solo in tre regioni italiane.

L’Emilia-Romagna è la quarta regione per crescita, dietro Campania, Lazio e Liguria, e delle altre regioni leader con cui si confronta precede la Lombardia (+2,6 per cento) e stacca il Veneto (2,3 per cento). Ma in Lombardia e Veneto la flessione delle imprese non straniere è più contenuta di quella emiliano-romagnola.

La tendenza alla crescita delle imprese straniere è dominante in tutti i macro settori di attività economica. L’espansione si concentra nei servizi (+914 imprese, +3,8 per cento). Qui deriva più dal rapido e ampio incremento nell’aggregato degli altri servizi (+700 imprese, +5,8 per cento), che dall’aumento nel settore del commercio (+214 imprese, +1,8 per cento). Rilevante l’incremento della base imprenditoriale estera dell’industria (+4,4 per cento, +216 unità), mentre continua più contenuta la flessione delle non straniere (-1,2 per cento). Accelera anche la crescita delle costruzioni (+1,3 per cento, +228 unità), mentre le altre imprese si riducono dell’1,7 per cento.

La forma giuridica. La spinta deriva ancora innanzitutto dalle ditte individuali (+805 unità, +2,1 per cento), pari l’81,7 per cento delle imprese straniere, ma sempre più anche dalle società di capitali, che crescono più rapidamente (+564 unità, +13,5 per cento), sostenute dall’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata. Questa ha contribuito però a contenere la dinamica delle società di persone (+0,7 per cento). Crescono leggermente anche le cooperative e i consorzi (+0,7 per cento).

Blue Panorama sospende voli dalla Cina


Blue Panorama sospende voli dalla Cina

Blue Panorama Airlines non effettuerà più voli con la Cina a causa delle “insuperabili difficoltà autorizzative delle autorità aeronautiche cinesi”. Lo fa sapere la stessa compagnia, spiegando di avere per questo motivo concluso la collaborazione con il Tour Operator Phoenix Travel Worldwide di Pechino e di non proseguire a fornire i relativi servizi aerei dalla Cina per Bologna. I voli dal capoluogo emiliano, gli unici collegamenti previsti dalla compagnia italiana con la Cina, avrebbero dovuto iniziare il 18 giugno scorso verso 5 città cinesi ma sono stati autorizzati solo dall’11 luglio, su base mensile, e verso una sola destinazione della Cina, la città di Shenyang. Anche la frequenza dei collegamenti è stata “irrimediabilmente compromessa”, dal momento che da un programma di 30 voli al mese, sono stati consentiti solo 6 voli al mese, spiega Blue Panorama. “Il dispiacere della compagnia italiana è forte sia verso i partner coinvolti nell’iniziativa – in particolare l’aeroporto e le istituzioni bolognesi – sia verso la clientela cinese, ed è particolarmente accentuato dalla circostanza che le compagnie di bandiera cinesi sono riuscite ad ottenere le corrispondenti autorizzazioni italiane per operare attualmente oltre 330 voli al mese da e per il nostro Paese”, osserva Blue Panorama, precisando che anche l’azionista della compagnia, Uvet Viaggi Turismo, “richiama l’attenzione degli stakeholder nostrani sul sistematico squilibrio di trattamento riservato agli operatori italiani”.

Paolo Alemagna nuovo direttore generale di Coop Alleanza 3.0


Paolo Alemagna nuovo direttore generale di Coop Alleanza 3.0

Il Consiglio di Amministrazione di Coop Alleanza 3.0 ha scelto Paolo Alemagna come nuovo Direttore Generale. Alemagna, che entrerà in carica il prossimo 1° ottobre, è nato a Milano nel 1967 e vanta una lunga esperienza nel mondo della grande distribuzione, avendo trascorso 23 anni nel gruppo OBI. Dopo avere ricoperto la carica di amministratore delegato della filiale italiana, è entrato nel board della capogruppo tedesca nel 2005 diventando responsabile a livello globale delle funzioni commerciali in qualità di Chief Commercial Officer.

Adriano Turrini, Presidente e Amministratore Delegato di Coop Alleanza 3.0, ha dichiarato: “Con l’ingresso del nuovo Direttore generale facciamo un ulteriore passo verso la riforma della governance che distinguerà le funzioni della proprietà, di indirizzo e controllo, da quelle della gestione. Rivolgo a Paolo Alemagna il più caloroso benvenuto da parte mia e della Cooperativa. Con lui, la squadra di manager si arricchisce di un professionista di valore e di esperienza. Sono certo che saprà supportare al meglio il Consiglio di Amministrazione per raggiungere i risultati attesi dai nostri soci.”

In calo il livello del Po


In calo il livello del Po

Il livello idrometrico del fiume Po al Ponte della Becca è sceso ben oltre 3 metri sotto lo zero idrometrico, ma in calo sono anche i grandi laghi, che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 66% del lago di Garda ad appena il 32% del lago Maggiore, fino al 17% del lago di Como. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti del grande caldo e dell’assenza di precipitazioni. I livelli del più grande fiume italiano e dei principali laghi, che si trovano tutti sotto le medie storiche, sottolinea la Coldiretti, sono rappresentativi della situazione di difficoltà dei bacini idrografici, con torrenti e fiumi in calo, anche se è soprattutto al Nord che si evidenzia la carenza di disponibilità idriche, a partire dal Friuli Venezia Giulia. L’andamento anomalo di quest’anno conferma i cambiamenti climatici in atto, che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi, con precipitazioni brevi ed intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo. Le piogge sono importanti per ristabilire le scorte idriche necessarie per l’estate, precisa la Coldiretti, ma l’acqua per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento; cosa che non sta avvenendo quest’estate, segnata da violenti nubifragi e grandine abbattuti a macchia di leopardo, che hanno fatto salire il conto dei danni nelle campagne ad oltre mezzo miliardo dall’inizio dell’anno.

Ima, primo semestre ricavi a 730 milioni


Ima, primo semestre ricavi a 730 milioni

Il Consiglio di Amministrazione di IMA S.p.A., leader mondiale nella produzione di macchine automatiche, si è riunito oggi sotto la presidenza di Alberto Vacchi e ha approvato i risultati del Gruppo al 30 giugno 2018.

In crescita anche il margine operativo lordo (EBITDA) ante oneri non ricorrenti salito a 94,2 milioni di euro (89,9 milioni al 30 giugno 2017), il margine operativo lordo (EBITDA) a 91,9 milioni di euro (82,2 milioni al 30 giugno 2017) e l’utile operativo (EBIT) a 69,2 milioni di euro (62,7 milioni al 30 giugno 2017). L’utile prima delle imposte è risultato in crescita a 77,8 milioni di euro (57,1 milioni al 30 giugno 2017) e l’utile del periodo a 53,1 milioni di euro (38,1 milioni al 30 giugno 2017).

Il portafoglio ordini consolidato ha raggiunto 972,8 milioni di euro, evidenziando un incremento del 10,5% rispetto agli 880,1 milioni al 30 giugno 2017, grazie alla finalizzazione di numerose trattative nelle varie aree di business del Gruppo.

Nel primo semestre 2018 gli ordini acquisiti ammontano a 828,7 milioni di euro, in aumento dell’8,4% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

Il Gruppo IMA chiude il primo semestre 2018 con buoni risultati in tutte le aree di business, grazie al positivo andamento delle vendite di macchine automatiche e linee complete verso i settori di riferimento.

L’indebitamento finanziario netto del Gruppo IMA al 30 giugno 2018 è risultato pari a 230,5 milioni di euro (221,8 milioni al 30 giugno 2017) al netto dell’esborso per acquisizioni pari a circa 68,4 milioni di euro.

I risultati positivi del primo semestre e l’elevata consistenza del portafoglio ordini al 30 giugno 2018, unitamente al buon andamento degli ordinativi, confermato anche nel mese di luglio, ci consentono di prevedere un esercizio in ulteriore crescita rispetto all’anno precedente.

Per l’esercizio 2018, se le condizioni attuali troveranno conferma nei prossimi mesi e con il contributo delle società neo acquisite TMC, Petroncini e Ciemme, il Gruppo IMA stima ricavi superiori a 1,6 miliardi di euro e un margine operativo lordo (EBITDA) superiore a 250 milioni di euro.

Nel commentare l’andamento del Gruppo al 30 giugno 2018, Alberto Vacchi, Presidente e Amministratore Delegato di IMA, ha dichiarato: “Siamo soddisfatti dei risultati del primo semestre che evidenziano una crescita dei ricavi e degli utili, accompagnata dal rafforzamento delle posizioni competitive in tutti i settori ed aree geografiche in cui operiamo. Andamento positivo anche per il portafoglio ordini consolidato, in ulteriore crescita grazie all’elevata domanda di macchine e linee complete da parte dei settori di riferimento. I risultati dei primi sei mesi confermano l’ottimo stato di salute del Gruppo e la validità degli investimenti che abbiamo effettuato sia nell’innovazione di prodotto, con una focalizzazione sul programma IMA Digital, sia in acquisizioni strategiche volte ad aumentare la gamma produttiva e il valore del Gruppo. In considerazione dei risultati semestrali e del trend positivo nell’acquisizione ordini, riteniamo di poter prevedere un 2018 in ulteriore crescita, con un EBITDA che dovrebbe essere superiore a 250 milioni di euro”.