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Reinventarsi con una stampante 3D


Reinventarsi con una stampante 3D

Designer e inventore, creativo appassionato di modellismo, di auto, di tecnologia e di giochi, del fare con le mani dopo aver pensato con la testa. Giovanni Volpi, modenese di 44 anni, laureato in Design Industriale con specializzazione in autoveicoli, poco meno di un anno fa si è trovato senza lavoro. Lavorava come designer alla parte concettuale di veicoli professionali. Lui non si è perso d’animo, ha iniziato a collaborare con una start up di veicoli ad emissioni zero e ha colto l’occasione per sviluppare ancora più la sua passione per il fare. Ora con le sue creazioni gira le fiere in tutta Italia. Ha due blog, l’ultimo nato è la fabbricainscatola, le sue creazioni nascono con due piccole stampanti 3D.

Nuovi voucher, ecco le regole


Nuovi voucher, ecco le regole

La circolare ministeriale 5/2017 ha ridefinito i termini per la creazione di un rapporto di lavoro occasionale da parte delle imprese introducendo non solo limiti economici pari a 5mila euro complessivi, e limiti temporali, ma anche altre norme generali: non possono avvalersi dei nuovi voucher le aziende con più di cinque lavoratori subordinati, esclusi gli apprendisti; né le aziende del settore agricolo, fatta eccezione per i soggetti cosiddetti “deboli” già iscritti negli elenchi dei lavoratori agricoli; divieto di utilizzo anche nell’edilizia e in settori affini, oltre che per i lavori ottenuti in appalto. Rimane, come regola generale, l’utilizzo dei voucher per prestazioni occasionali o saltuarie di ridotta entità.

“In 20 anni perso il 43% dei frutteti”


“In 20 anni perso il 43% dei frutteti”

In poco più di venti anni, dal 1994 ad oggi, la superficie dedicata alle colture arboree, ossia
ai frutteti, in Emilia-Romagna si è quasi dimezzata passando da 99.438 a 57.559 ettari, il 43% in meno, nonostante sia migliorata la produttività per ettaro. E’ quanto emerge da una analisi condotta dalla Confagricoltura regionale. In particolare – si legge in una nota dell’associazione – la superficie coltivata a pesche è crollata da 20.988 a 6.106 ettari e quella a nettarine da 17.728 a 8.563; la pericoltura ha cancellato quasi 10.000 ettari di impianti ridimensionando le sue coltivazioni da 30.715 a 20.095 ettari e la melicoltura si è ridotta addirittura da 11.733 a 4.821. “Si parla tanto di politiche ambientali, rimboschimento e realizzazione di aree verdi per ridurre l’emissione in atmosfera di gas clima alteranti e contrastare il cambiamento climatico – osserva il presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna, Gianni Tosi – poi, però, questi bei propositi sembrano svanire quando il disastro diventa doppio e si assiste alla scomparsa di un comparto strategico per l’economia regionale”. Il tavolo ortofrutticolo nazionale convocato a settembre dal Mipaaf, puntualizza il numero uno della Confagricoltura Emilia-Romagna, “è un primo passo, ma agli incontri devono poter partecipare anche le rappresentanze agricole cioè tutti i produttori, non solo quelli organizzati in strutture”. Guardando ai costi di produzione per la frutta, viene sottolineato dalla, quest’anno sono lievitati soprattutto per l’aggravio derivante dal consumo di energia elettrica.

E’ morto Matteucci, ex presidente Cmc


E’ morto Matteucci, ex presidente Cmc

È morto per un malore Massimo Matteucci, presidente dal 1996 fino allo scorso maggio, quando era andato in pensione, della Cmc, la Cooperativa muratori Cementisti, colosso edilizio della cooperazione. Aveva 65 anni. Si è sentito male il giorno di ferragosto mentre si trovava in barca con amici al largo di Marina di Ravenna. Gli amici hanno allertato i soccorsi e sono tornati in porto ma all’arrivo Matteucci era privo di vita. “Perdiamo un grande protagonista della vita economica, sociale e culturale – dice Legacoop Romagna -, un uomo di enorme valore che nella sua vita ha saputo compiere scelte strategiche difficili e importanti. La storia di Massimo Matteucci è legata a doppio filo con quella della CMC, di cui è stato presidente per 21 anni, dal rilancio dopo la crisi degli anni Novanta, fino al grande sviluppo internazionale. Era entrato in cooperativa giovanissimo, nel 1973, e la aveva lasciata da pochi mesi”. “Un grande dolore e una perdita gravissima”, le parole del sindaco di Ravenna Michele de Pascale.

Il cordoglio della Regione

“Con Massimo Matteucci se ne va una persona che ha rappresentato una figura di primissimo piano di imprenditore attento alle evoluzioni dei mercati e profondamente legato alla propria città”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. “Una figura importante – aggiunge – non solo per l’azienda che ha lo ha visto al timone per lunghi anni, ma per l’intero
movimento della cooperazione, al quale ha saputo offrire impegno e competenza, nel solco dei valori cooperativi più veri. Alla famiglia – conclude Bonaccini – un sincero sentimento di cordoglio”.
E cordoglio, per la morte di Matteucci, viene espresso anche da Andrea Corsini, ravennate, assessore regionale al turismo.

“La sua immatura scomparsa è un triste momento per tutti i cooperatori, per tutti quelli che lo hanno conosciuto e hanno potuto apprezzare le sue grandi qualità”. Così, in una nota, il presidente dell’Associazione nazionale Cooperative di produzione e lavoro di Legacoop, Carlo Zini,

Modena, ripresa altalenante


Modena, ripresa altalenante

Una ripresa ancora altalenante, con lieve crescita della produzione ma anche un discreto aumento del fatturato e una buona intonazione del mercato sia domestico che estero: sono queste le prime indicazioni emerse nell’ambito dell’indagine congiunturale effettuata dalla Camera di Commercio, in collaborazione con Cna e Confindustria provinciali sull’andamento del trimestre aprile-giugno 2017.

Nel dettaglio, la produzione ha riportato un incremento tendenziale dello 0,7% (secondo trimestre 2017 su secondo trimestre 2016), mentre rispetto al primo trimestre dell’anno la crescita è stata più netta: +5%.

Il fatturato sta mostrando un trend evolutivo costante: nel secondo trimestre 2017 ha evidenziato infatti un aumento tendenziale del +5,4%, del tutto analogo a quello riportato nei tre trimestri precedenti.

Il mercato interno ha registrato un balzo: +10% la variazione tendenziale del II trimestre, un ritmo di crescita doppio rispetto a quello evidenziato nei tre trimestri precedenti.

Anche i mercati internazionali confermano una positiva evoluzione con un incremento del +7,5%. La quota di vendite destinate all’estero sul totale si mantiene in media sul 37% confermando la spiccata propensione ai mercati mondiali che caratterizza le imprese modenesi. Tuttavia va evidenziato a tale proposito che le differenze tra i diversi settori sono considerevoli: tra i comparti maggiormente orientati all’export si confermano il ceramico (58% del fatturato) e il biomedicale che ha raggiunto nel trimestre la quota record del 75%.

Un segnale di incertezza proviene dalle previsioni a breve termine espresse dagli imprenditori intervistati che sembrano propendere per una prossima frenata della produzione. La quota di imprese che si attende un incremento produttivo, infatti, è scesa drasticamente dal 42% del primo trimestre al 4% del secondo. Aumentano di conseguenza le quote di coloro che prospettano invece stazionarietà (72%) e addirittura un calo (24%).

Tiene comunque l’occupazione: si attesta infatti sull’85% la percentuale di chi prevede di mantenere stabile l’organico, mentre soltanto una impresa su 100 prospetta un aumento e le restanti 14 prevedono un calo.

Enac, al Marconi il nuovo Certificato di Aeroporto


Enac, al Marconi il nuovo Certificato di Aeroporto

L’Aeroporto di Bologna ha ricevuto da ENAC ieri, 10 agosto 2017, la conversione del Certificato di Aeroporto in base a quanto previsto dal Regolamento Europeo n. 139 del 2014, che stabilisce i requisiti tecnici e le procedure amministrative ai quali i gestori aeroportuali si devono uniformare entro la fine del 2017.
Il nuovo Certificato, consegnato ad AdB, Società di gestione dell’Aeroporto di Bologna, attesta che l’organizzazione della Società, le procedure delle operazioni a terra e tutte le infrastrutture e gli impianti aeroportuali rispondono ai requisiti contenuti nel Regolamento comunitario.
Il Marconi è il sesto scalo in Italia a ricevere dall’ENAC il nuovo Certificato di Aeroporto (prima dello scalo bolognese erano stati gli aeroporti di Roma, Milano Malpensa, Venezia, Bergamo e Napoli a ricevere il nuovo Certificato).
Sin dal 2003, i 46 principali scali italiani erano stati certificati sulla base di un regolamento nazionale, che recepiva l’Annesso 14 dell’ICAO (International Civil Aviation Organization), denominato “Regolamento per la Costruzione e l’Esercizio degli Aeroporti”. Con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento comunitario, l’ENAC ha avviato le pratiche di conversione dei precedenti certificati.
Mentre il Regolamento Europeo prevede la conversione di tutti i Certificati entro la fine del 2017, l’Aeroporto di Bologna ha anticipato i tempi conseguendo la conversione del suo Certificato il 10 agosto.
“Esprimiamo massima soddisfazione per aver ricevuto, sesto gestore aeroportuale in Italia, il nuovo Certificato di Aeroporto – sottolinea l’Amministratore Delegato di AdB, Nazareno Ventola – a conferma dell’impegno del Marconi ad operare secondo i più alti standard in termini di organizzazione, sicurezza e qualità del servizio. Sono stati mesi di intenso lavoro e continua collaborazione tra i nostri tecnici e i professionisti dell’ENAC, che ringraziamo per il supporto nel percorso che ci ha portati all’ottenimento della nuova certificazione”.

Pere, la previsione sull’annata


Pere, la previsione sull’annata

Secondo i dati diffusi dall’OI Pera ed elaborati da CSO Italy, presentati a Prognosfruit 2017 a Lerida, l’annata 2017 a livello europeo si presenta con un’offerta complessiva lievemente inferiore (-1%) al 2016, posizionandosi al di sotto dell’8% alla media del triennio 2014-2016.

La produzione totale di pere stimata per l’Europa raggiungerà circa 2,148 milioni di tonnellate con importanti paesi produttori che denotano un calo rispetto alla precedente stagione. Il Belgio con circa 300.000 tonnellate, scende del 7% e si mantiene sotto il 15% rispetto alla media del triennio precedente; l’Olanda con 307.000 tonnellate, scende del 18% sul 2016 e del 14% sulla media degli anni più recenti.

Stabile, invece, la Spagna rispetto allo scorso anno con circa 312.000 tonnellate, che rappresentano insieme ai volumi del 2016, il livello più basso degli ultimi anni.

Solo l’Italia e il Portogallo segnano un incremento delle produzioni previste, dovuto anche alla scarsità delle produzioni del 2016.

L’Italia, con circa 719.000 tonnellate, segna un +5% sul 2016, rimanendo comunque prossima ai valori medi del periodo 2014-2016. Il Portogallo con un’offerta prevista di 186.000 tonnellate, cresce del 65% sul 2016, ma in questo caso è necessario sottolineare l’annata fortemente negativa dello scorso anno. Il quantitativo preventivato non rappresenta comunque il potenziale massimo di questo paese in grado di superare le 200.000 tonnellate.

Sul piano varietale, a livello europeo Conference presenterà un decremento produttivo del -7% sul 2016, William è attesa sul -5% rispetto al 2016, mentre Abate Fetel è stimata in crescita del 12% rispetto ai bassi quantitativi dello scorso anno.

Analizzando più nel dettaglio le previsioni relative all’Italia tutte le principali varietà mostrano segni positivi se confrontati con l’anno precedente: Abate +12%, Kaiser +3%, Decana +11%, Santa Maria +15%. Fanno eccezione solo William (-5%) e Conference (-2%).

“Siamo di fronte ad un’annata – dichiara Gianni Amidei Presidente dell’OI Pera – di sostanziale stabilità produttiva con dati che si attestano intorno alla media degli ultimi tre anni. In Emilia Romagna – prosegue Amidei – che rappresenta la Regione leader europea, con circa 486.000 tonnellate, il livello produttivo sale del 6% sul 2016 ma si pone perfettamente in linea alla media degli ultimi anni. Le rese appaiono superiori allo scorso anno per tutte le varietà mentre in termini di superfici si nota una stabilità per Abate, William, Santa Maria, Max Red Bartlett, mentre si registrano ancora cali per Kaiser, Decana e Conference.

A fronte di una produzione stabile – aggiunge Amidei – prevediamo un’ottima qualità delle produzioni grazie all’andamento climatico particolarmente caldo e soleggiato pur registrando calibri non elevati a causa della siccità estiva. Le prospettive sono positive e ritengo possano trovare le condizioni idonee per un’ottima remunerazione del prodotto”.

Al via prima produzione zucchero senza quote


Al via prima produzione zucchero senza quote

In queste ultime settimane, per l’esattezza il 24 luglio nello stabilimento di Minerbio (BO) e il 28 luglio a Pontelongo (PD), è iniziata la produzione dello zucchero 100% italiano Italia Zuccheri. Gli zuccherifici di COPROB – Cooperativa Produttori Bieticoli – saranno chiamati a lavorare gli oltre 2 milioni di tonnellate di barbabietole provenienti da 32.600 ettari coltivati da soci e produttori conferenti della Cooperativa.
Le prime settimane hanno messo in evidenza una buona qualità delle barbabietole nonostante le avverse condizioni climatiche: le elevate temperature unite alla persistente mancanza di precipitazioni non sono infatti le condizioni ottimali per questa coltura.
Questi primi dati sono il risultato del costante lavoro di informazione e formazione che COPROB sta mettendo in campo da alcuni anni grazie anche alla collaborazione dei volontari dei Club della bietola territoriali che sperimentano in pieno campo le ricerche di BETA nei cosiddetti Ettari B-lanciati.
“Da maggio ad oggi – afferma Claudio Gallerani, Presidente COPROB – sono state organizzate oltre 20 giornate in campo (e un’altra decina è prevista fino a settembre) che ci hanno permesso di incontrare circa 1.000 bieticoltori e mostrare le più moderne tecniche di coltivazione e di lavorazione. È fondamentale che gli agricoltori siano informati sulle novità che avanzano sia per quanto riguarda la genetica che le tecniche agronomiche, fondamentali per aumentare le produzioni – e di conseguenza la redditività – anche in presenza di cambiamenti climatici come quelli cui stiamo assistendo negli ultimi anni”.
La Cooperativa, quindi, dopo aver investito per l’efficientamento delle fabbriche, ora accelera per un cambio di passo sul versante agricolo e per sostenere i propri soci per competere sul mercato europeo.
“Una grande sfida, ma anche una grande opportunità di rinnovamento della filiera – continua Gallerani – che punta sulla crescita produttiva e la valorizzazione del Made of Italy, proseguendo quanto avviato in questi anni insieme agli operatori dell’agroalimentare e della GDO, consapevoli che è un’opportunità che possiamo cogliere”.

AiRiminum guarda alla Georgia


AiRiminum guarda alla Georgia

Leonardo Corbucci, Amministratore Delegato di AIRiminum 2014 S.p.A., ha concluso ieri il suo viaggio in Georgia “che si va ad inserire in un più ampio percorso strategico, avviato già da tempo, volto a sviluppare e a rafforzare il network e le relazioni internazionali. Lo scopo preciso di tale percorso è evidentemente quello di promuovere nel mondo la bellezza della Romagna, la sua capacità recettiva (in termini di disponibilità alberghiera e di ospitalità) e di candidare la piattaforma romagnola quale gate per l’Italia centrale nei confronti dei nuovi flussi turistici e di traffico aereo che giungeranno in Europa nei prossimi anni”, si legge in una nota.

Più precisamente, la visita nel paese georgiano si è sviluppata in quattro giorni di incontri con i rappresentanti dell’Ambasciata italiana presso Tbilisi e con le principali autorità governative georgiane nel settore dell’economia, dell’aeronautica e del turismo. “L’obiettivo preciso è stato quello di esplorare la possibilità di avviare entro breve un progetto strategico volto alla creazione di un ponte stabile che colleghi la Romagna con la Georgia e quindi con l’intera regione caucasica, naturale punto di incontro tra l’Europa e l’Asia. Nell’incontro con Giorgi Cherkezishvili e Giorgi Edilashvili, rispettivamente Deputy Minister of Economy and Sustainable Development of Georgia e Acting Head of Investment Policy Division, si è parlato della crescita economica del Paese georgiano (che nei primi 6 mesi del 2017 ha registrato una crescita del PIL del 4,6%) e soprattutto degli importanti piani di sviluppo nel settore delle infrastrutture, oltre che della possibilità per l’aeroporto “Fellini” di potersi collegare con gli aeroporti internazionali di Tblisi e con quello nuovo di Kutaisi.

Maltempo, Cna chiede stato di calamità


Maltempo, Cna chiede stato di calamità

In seguito ai pesanti danni causati dal fortunale che ha colpito una vasta area del Basso Ferrarese e della costa romagnola, il direttore provinciale della Cna, Diego Benatti, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

“Nell’esprimere la nostra vicinanza e pieno sostegno agli imprenditori e alle popolazioni colpite dal fortunale, chiediamo per l’area interessata dal maltempo il riconoscimento dello stato di calamità naturale. La Cna garantisce il proprio supporto alle imprese che hanno subito danni più o meno pesanti in forma concreta e da subito: gli uffici della sede provinciale dell’Associazione, infatti, saranno pronti a ricevere eventuali segnalazioni di imprenditori associati, sia telefonicamente che per e-mail, anche durante la settimana di Ferragosto.”

“La Cna ha già avuto primi incontri con i sindaci dei Comuni colpiti dal fortunale, ai quali ha manifestato il più ampio sostegno e la propria disponibilità a collaborare per il ripristino della normalità. Siamo fiduciosi che le amministrazioni locali stiano operando fattivamente in questo senso, sia per quanto concerne la circolazione sulle strade ancora interrotte al traffico, sia per la fornitura di energia elettrica alle imprese e alle famiglie”.