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Gima, crescono i ricavi


Gima, crescono i ricavi

Il Consiglio di Amministrazione di GIMA TT S.p.A., leader nel settore delle macchine automatiche per il packaging dei prodotti derivati del tabacco, riunitosi in data odierna sotto la presidenza di Sergio Marzo, ha preso visione delle stime preliminari dei principali dati gestionali dell’esercizio 2018.

GIMA TT ha riportato nel 2018 ricavi preliminari pari a 182,9 milioni di euro, evidenziando una crescita del 20,5% rispetto ai 151,8 milioni al 31 dicembre 2017.

In crescita anche il margine operativo lordo (EBITDA) salito a 73 milioni di euro (+18,4% rispetto ai 61,7 milioni al 31 dicembre 2017).

Il portafoglio ordini si attesta a 53,5 milioni di euro, contro i 110,4 milioni al 31 dicembre 2017.

La posizione finanziaria netta preliminare è positiva e pari a 17,7 milioni di euro (45,8 milioni al 31 dicembre 2017); tale dato include un esborso complessivo di 42,2 milioni di euro per il pagamento di 37 milioni di euro di dividendi, 3 milioni di euro per l’acquisto di azioni proprie eseguito in conformità all’autorizzazione deliberata dall’Assemblea degli Azionisti del 27 aprile 2018 e 2,2 milioni di euro per l’acquisto di una partecipazione del 20% in AMT Labs S.p.A., società dedicata allo sviluppo di materiali innovativi eco-sostenibili e biodegradabili al 100% per l’industria del tabacco.

Nel commentare i dati, Sergio Marzo, Presidente di GIMA TT, ha dichiarato: “Siamo soddisfatti dei risultati preliminari della Società poiché abbiamo raggiunto gli sfidanti obiettivi che ci eravamo prefissati per il 2018, sia in termini di ricavi sia di redditività. Il mercato continua ad apprezzare la spiccata capacità innovativa di GIMA TT nel progettare macchine per il confezionamento dei prodotti derivati del tabacco. Le stime preliminari confermano la validità della nostra strategia focalizzata sulla continua ricerca dell’eccellenza nella progettazione di soluzioni innovative per il packaging del tabacco, in particolare per i prodotti di nuova generazione a rischio ridotto (reduced-risk products). Nel 2018 GIMA TT ha accelerato il processo di diversificazione della propria base clienti, concludendo un importante contratto con la società Shanghai Tobacco Machinery Co. Ltd., e di allargamento della gamma prodotti, con una prima linea per il packaging di sigarette elettroniche (vaping products). Alla diversificazione della propria base clienti del mondo del tabacco, il management di GIMA TT sta associando un grande impegno per mettere a disposizione di altri settori la straordinaria capacità di innovazione delle macchine automatiche GIMA TT. In sintesi, a fronte della flessione temporanea della domanda del mercato del tabacco, GIMA TT sta rispondendo ampliando le opportunità di collaborazione con tutti i principali player del mercato del tabacco, sia sui prodotti convenzionali sia su quelli di nuova generazione a rischio ridotto (reduced-risk products), e perseguendo con forza la via, già promettente, di progettare e produrre macchine per settori che richiedono un packaging innovativo e sostenibile. I progetti in corso stanno evidenziando la positività dell’approccio al mercato di GIMA TT”.

Ima, ricavi a 1,5 miliardi


Ima, ricavi a 1,5 miliardi

Il Consiglio di Amministrazione di IMA S.p.A., leader mondiale nella produzione di macchine automatiche, riunitosi oggi sotto la presidenza di Alberto Vacchi, ha preso visione delle stime preliminari dei principali dati gestionali dell’esercizio 2018.

Il Gruppo IMA ha riportato nel 2018 ricavi consolidati preliminari pari a 1.500,4 milioni di euro, evidenziando una crescita del 13,6% rispetto agli 1.320,2 milioni al 31 dicembre 2017.

In sensibile crescita il margine operativo lordo (EBITDA) ante oneri non ricorrenti salito a 260 milioni di euro (+16% rispetto ai 224,1 milioni al 31 dicembre 2017), il margine operativo lordo (EBITDA) salito a 253,6 milioni di euro (+15,9% rispetto ai 218,8 milioni al 31 dicembre 2017) e il portafoglio ordini consolidato che ha raggiunto i 941,5 milioni di euro (+16,7% rispetto agli 806,8 milioni al 31 dicembre 2017).
Le stime preliminari di consuntivo 2018 indicano un esercizio in ulteriore crescita rispetto all’anno precedente, grazie al positivo andamento delle vendite di macchine automatiche e linee complete verso i settori di riferimento.

L’indebitamento finanziario netto preliminare del Gruppo IMA al 31 dicembre 2018 è risultato pari a 184,6 milioni di euro (50,1 milioni al 31 dicembre 2017) e tiene conto dell’esborso complessivo di 97,7 milioni di euro per le acquisizioni TMC, Petroncini e Ciemme. Tale dato include l’effetto positivo di 26,8 milioni di euro relativo alla cessione della maggioranza della società IMA Dairy & Food Holding GmbH e 8,5 milioni di euro per l’acquisto di azioni proprie eseguito sia da IMA che da GIMA TT, in conformità alle autorizzazioni deliberate dalle rispettive Assemblee degli Azionisti.

Nel commentare i dati, Alberto Vacchi, Presidente e Amministratore Delegato di IMA, ha dichiarato: “Sulla base dei risultati preliminari, si profila un 2018 di grande soddisfazione per il Gruppo IMA. I ricavi consolidati hanno raggiunto quota 1,5 miliardi di euro ed i risultati preliminari evidenziano l’andamento positivo della redditività e la crescita costante del portafoglio ordini consolidato. Il Gruppo ha rafforzato la leadership grazie alla politica di sviluppo per linee interne ed esterne consolidate da una strategia industriale basata sull’innovazione e sul presidio costante dei mercati, che ha portato all’acquisizione di nuove quote di mercato. La diversificazione dell’attività in business correlati si è rilevata premiante anche grazie al contributo delle società neo acquisite TMC, Petroncini e Ciemme. Il portafoglio ordini consolidato a fine dicembre, confermato dall’andamento degli ordini acquisiti nel mese di gennaio, ci consente di avere una buona visibilità sull’anno in corso e di poter guardare con fiducia all’evolversi del 2019. Il grande sforzo di IMA per essere tra gli attori principali nella digitalizzazione e nell’automazione, supporta tale fiducia”.

I risultati definitivi dell’esercizio 2018 saranno esaminati dal Consiglio di Amministrazione di IMA S.p.A. convocato per il 15 marzo 2019.

Il Consiglio di Amministrazione ha infine approvato, con parere positivo dell’apposito comitato, un progetto di aggiornamento delle regole di governance aziendali. In particolare, il Cda ha approvato la procedura per le Operazioni con Parti Correlate e la procedura per la Gestione e la comunicazione delle Informazioni Privilegiate.

Le richiamate procedure saranno disponibili sul dito internet www.ima.it, nella sezione Investor Relations (Documenti Societari), e sul meccanismo di stoccaggio autorizzato 1INFO (www.1info.it).

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Sergio Marzo, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

Presentata la nuova monoposto Ferrari


Presentata la nuova monoposto Ferrari

Si chiama SF90 e da quando toccherà per la prima volta la pista avrà un solo compito: interrompere il digiuno da vittorie che dura per la Ferrari dal 2007 quando a vincere il Mondiale piloti di Formula 1 fu il finlandese Kimi Raikkonen. Nell’anno in cui si celebra il 90° anniversario dalla fondazione della scuderia del Cavallino, alla quale ha dato vita Enzo Ferrari nel 1929, comincia per l’azienda di Maranello un capitolo nuovo. Una pagina da scrivere e affidata per la prima volta a Mattia Binotto, nuovo team principal che mantiene anche il ruolo di direttore tecnico della scuderia. Una vettura, la prima presentata dopo la scomparsa di Sergio Marchionne e l’addio a Maurizio Arrivabene, che nasce come evoluzione della SF71H con l’obiettivo di raggiungere maggiore velocità e di sfruttare le variazioni, in particolare sull’anteriore, imposte dalle modifiche del regolamento per azzerare il gap con una Mercedes più che mai agguerrita che mercoledì ha tolto i veli alla W10 con cui Lewis Hamilton cercherà di difendere il titolo mondiale.
#essereFerrari è l’hashtag che apre la stagione 2019 di una squadra che, come ha sottolineato l’amministratore delegato Louis Camilleri, non smetterà di lottare. Non smetterà di camminare all’interno del solco di una tradizione che proprio il nuovo team principal Mattia Binotto ha riassunto nelle parole orgoglio e dovere. A cercare di invertire una tendenza che vede le frecce d’argento dominare da cinque anni il Mondiale piloti e costruttori saranno Sebastian Vettel, ancora alla ricerca del primo titolo targato Ferrari, e Charles Leclerc, cresciuto nell’Academy del Cavallino e promosso a seconda guida al fianco del quattro volte iridato tedesco. Toccherà a loro rincorrere il 16° mondiale piloti della storia della rossa, e se la scuderia avrà fatto le scelte giuste lo si capirà sul circuito di Barcellona dove il Cavallino sfrutterà subito i 100 chilometri concessi per realizzare filmati promozionali prima dei primi giri di pista ufficiali programmati per lunedì alle 9.

Il gigante della moda Trussardi cambia proprietà


Il gigante della moda Trussardi cambia proprietà

Per l’azienda Trs Evolution di Cognento si aprono scenari pieni di incognite dopo che il fondo italiano QuattroR Sgr, specializzato nel rilancio di aziende in temporanea crisi, ha acquistato con una partecipazione del 60% il marchio di alta moda Trussardi che controlla Trs.
L’azienda di Cognento si occupa della distribuzione di accessori di alta gamma e per anni è stata un importante punto di riferimento per il gruppo Trussardi, ma dal 2015 ad oggi i dipendenti sono passati da 130 a soli 40.
Ora con il cambio di proprietà la Cisl auspica un rilancio del marchio e dell’occupazione.
Il sindacalista Femca Cisl Massimo Occhi ricorda che con fatica a dicembre si era raggiunto un accordo per il mantenimento a Cognento di alcune attività e lavoro per 25/30 lavoratori. Mentre per un’altra ventina di persone era stato proposto il trasferimento alla sede madre di Milano.
Ora resta da capire quali saranno le politiche del fondo QuattroR che ha già in portafoglio altre aziende nel nostro territorio tra cui il Gruppo Ceramiche Richetti.

Imprese in Appennino. La ceramica a Borgotaro


Imprese in Appennino. La ceramica a Borgotaro

L’investimento di Laminam a Borgotaro (PR) ha salvato l’occupazione dopo il disimpegno del gruppo turco Kale. La prospettiva è di arrivare a 250 posti di lavoro. Nel piano dell’azienda anche l’impegno a garantire il controllo sulle emissioni col coinvolgimento di Cnr ed Istituto Superiore di Sanità

Baxi, un 2018 con oltre 540 mila caldaie prodotte


Baxi, un 2018 con oltre 540 mila caldaie prodotte

È un esempio di eccellenza industriale Baxi SpA, azienda italiana – parte del Gruppo BDR Thermea – che offre una gamma completa di prodotti e sistemi per la climatizzazione sia invernale che estiva. Lo stabilimento ha sede a Bassano del Grappa, Vicenza, e anche quest’anno i risultati hanno registrato segno positivo, confermando il trend di sviluppo previsto. Si è attestato a 287 milioni di Euro il fatturato 2018, aumentando del 12,5% rispetto al 2017. Cresciuto anche il numero delle caldaie prodotte, arrivate a oltre 540 mila nel 2018. Una macchina produttiva efficiente e organizzata quella di Baxi SpA, in grado di produrre 4.000 unità al giorno nel suo stabilimento di 100 mila metri quadri di superficie e con i suoi 700 dipendenti. Il tutto nel totale rispetto dell’ambiente, grazie ai 6.000 mq di pannelli fotovoltaici che soddisfano il 100% della richiesta energetica necessaria per la fabbricazione delle caldaie. Di grande rilievo il fatturato proveniente dal mercato Italia, oggi al 35,1% nonostante la forte concorrenza nazionale ed estera e a riprova che il prodotto di un’azienda italiana, frutto di costante innovazione e garantito da un servizio pre/post vendita, resta una prima scelta del cliente. In netta crescita anche la quota export, arrivata al 18,9% e distribuita in oltre 50 Paesi. Importante voce nel fatturato di Baxi SpA anche quella relativa alle vendite alle Intercompany, società appartenenti allo stesso Gruppo BDR Thermea e presenti in vari Paesi Europei, tra le quali Russia, Francia, Spagna, Cina, Regno Unito, Germania, Turchia, Paesi Bassi. L’insieme delle vendite export rappresenta il 65% del fatturato totale generato.

Il Gruppo BDR Thermea nasce nel 2009 dalla fusione di De Dietrich, Remeha e Baxi Group con lo scopo di gestire la leadership mondiale nel settore del riscaldamento. E così è stato: il Gruppo BDR Thermea è oggi produttore leader a livello mondiale di sistemi e servizi innovativi per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria per applicazioni domestiche e commerciali, con un fatturato di oltre 1,7 miliardi di Euro e più di 6.500 dipendenti. La strategia del Gruppo si basa sull’articolazione delle attività con diversi marchi commerciali, tra cui Baxi, e sulla presenza di importanti filiali nazionali nelle principali economie europee, tali da consentire una pronta reazione ai cambiamenti nella domanda locale. Baxi è il centro ricerca e sviluppo di eccellenza per il gruppo BDR Thermea.

Baxi e BDR Thermea: obiettivi comuni di crescita nel segmento Professional

Tra le strategie di Baxi, in linea con quelle dei prossimi 3 anni del Gruppo BDR Thermea, la volontà di espandersi nel mercato delle pompe di calore e dei sistemi ibridi, la migliore risposta all’attuale esigenza – spinta anche dalla normativa ErP – di utilizzare fonti di energia sostenibile. Nel 2018 Baxi ha registrato un +63% dei volumi di vendita nel segmento rispetto al 2017. Un altro punto di sviluppo focale per il Gruppo BDR Thermea, così come per Baxi, è la crescita delle quote di mercato nei sistemi di alta potenza e, più in generale, nei prodotti e servizi dedicati al segmento Professional. Nuove soluzioni impiantistiche di alta potenza per contesti commerciali e industriali, specifiche App per il controllo a distanza, un team dedicato di ingegneri Baxi sempre a disposizione e, ancora, progettazione BIM con gli schemi d’impianto, convegni, corsi normativi e formativi, sono solo alcuni esempi del processo attivato da Baxi per supportare i professionisti. Altro punto della strategia di gruppo è un’ulteriore intensificazione della digitalizzazione, già in atto da tempo anche in Baxi con l’introduzione di processi lean, tracciabilità del prodotto, connettività dei prodotti, ecc.

Un’evoluzione coerente e coesa quella di Baxi SpA e del Gruppo BDR Thermea, un impegno che vuole intensificare la propria presenza nel mercato delle pompe di calore nel prossimo triennio in Europa e rafforzare la propria mission: fornire soluzioni intelligenti per il comfort a impatto ambientale quasi nullo.

Credit Agricole: in 2018 utile +4%, brilla Italia +8%


Credit Agricole: in 2018 utile +4%, brilla Italia +8%

Credit Agricole ha chiuso il 2018 conseguendo gli obiettivi del piano un anno in anticipo e il
nuovo piano al 2022, annuncia una nota, sarà presentato il 6 giugno. L’utile netto di gruppo è pari a 6,844 miliardi (+4,7%) e in Italia la crescita è stata addirittura dell’8% a 793 milioni di euro “grazie a un sempre maggiore coordinamento sinergico tra le diverse linee di business”. In particolare il Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia ha archiviato un utile netto di 274 milioni di euro, in crescita del 10% rispetto al 2017. “Continua il costante supporto alle famiglie con l’importante crescita dello stock di prestiti per acquisto abitazione (+10% a/a) e dei volumi intermediati di credito al consumo (+33% a/a)” sottolinea la nota e i finanziamenti alle imprese sono in crescita del +4%, con particolare attenzione ai segmenti chiave per il Gruppo, come
l’Agri-Agro (+7%). Crescono gli impieghi (+6%) e il risparmio gestito (+3%). Sono state inoltre sviluppate numerose iniziative di responsabilità sociale che hanno portato ad erogazioni per 5
milioni di euro. In Italia il gruppo Bancario Credit Agricole, guidato dal ceo Giampiero Maioli, comprende Crédit Agricole Cariparma (capogruppo), Crédit Agricole FriulAdria, Crédit Agricole Carispezia, Crédit Agricole Group Solutions e Crédit Agricole Leasing Italia. Il cda, presieduto da Ariberto Fassati, ha approvato i conti 2018 chiusi con una crescita del 10% dell’utile netto e proventi operativi netti che si attestano a 1.938 milioni (+13%). Le masse totali (comprensive dei volumi derivanti dall’acquisizione delle 3 Casse di risparmio), si attestano a 134 miliardi; gli
impieghi verso la clientela a 46 miliardi (+6%). Migliora la qualità del credito con la riduzione dell’incidenza sul totale crediti verso clientela sia del totale crediti deteriorati netti (3,8% rispetto al 6,3% del 2017) sia delle sofferenze nette (1,4% dal 2,7% di dic.’17). Contestualmente sono in aumento il grado di copertura dei crediti deteriorati (52,5% dal 44,9%) e delle sofferenze (68,4% dal 59,5%). Il contenimento degli NPL è stato conseguito attraverso la dismissione di uno stock di crediti deteriorati pari a 1,4 miliardi lordi. La raccolta gestita ha raggiunto i 34,4 miliardi (+3,3%) mentre la raccolta diretta si è attestata a 48,2 miliardi di euro (-4,4%) “coerentemente alla strategia di riduzione della raccolta volatile ed onerosa, pur continuando a mantenere una
posizione di liquidità più che soddisfacente (LCR al 148%). La solidità patrimoniale si conferma adeguata con un Common Equity Tier 1 al 11,2% ed un Total Capital Ratio al 16,8%. “In uno scenario caratterizzato da un rallentamento della crescita economica e da tassi di interesse che permangono in territorio negativo, gli interessi netti ammontano a 991 milioni (+8%); le commissioni nette, che rappresentano oggi il 46% dei proventi, sono pari a 898 milioni (+18%)” spiega una nota. La performance è trainata sia dalle commissioni legate all’attività bancaria tradizionale (+20%), sia dalle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (+15%). Gli oneri operativi considerando quelli per l’integrazione delle tre banche acquisite pari a circa 30 milioni e “la crescita strutturale degli investimenti previsti dal Piano industriale controbilanciati dall’intensificazione delle azioni di riduzione dei costi ordinari”. Gli oneri includono i contributi al Fondo di Risoluzione Unico e al Fondo di Garanzia dei Depositi pari a
40 milioni, complessivamente in aumento del 20%.

Caseifici premiati per 61 medaglie vinte in Norvegia


Caseifici premiati per 61 medaglie vinte in Norvegia

C’erano anche quattro caseifici aderenti a Confcooperative Modena nella Nazionale del Parmigiano Reggiano premiata l’altro giorno a Reggio Emilia per aver vinto 61 medaglie ai World Cheese Awards, il concorso tra i migliori formaggi del mondo. La competizione, che si è svolta il 2 novembre 2018 a Bergen (Norvegia), ha coinvolto 2.472 formaggi provenienti da 41 Paesi. Al bottino di medaglie conquistate dalla Nazionale del Parmigiano Reggiano (un Super Gold, dodici ori, venti argenti e 28 bronzi) hanno contributo le sei medaglie conquistate da quattro caseifici aderenti a Confcooperative Modena. Il 4 Madonne Caseificio dell’Emilia, che si trova a Lesignana di Modena, ha vinto una medaglia d’oro (Parmigiano Reggiano stagionato 24 mesi) e una di bronzo (18 mesi). La Cappelletta di S. Possidonio ha conquistato due medaglie d’argento (18 e 24 mesi), mentre il Caseificio Dismano di Montese e quello di Casola di Montefiorino hanno portato a casa una medaglia di bronzo ciascuno (per il Parmigiano Reggiano rispettivamente di 24 e 18 mesi). La Nazionale era composta da 55 caseifici e la giuria internazionale ha premiato oltre il 50% dei 121 campioni di Parmigiano Reggiano in gara. La prossima edizione dei World Cheese Awards – la 32 esima – si terrà nel 2019 a Bergamo.

Confesercenti: buon avvio dei saldi poi stop


Confesercenti: buon avvio dei saldi poi stop

“I saldi invernali in Emilia-Romagna erano partiti molto bene ma nelle settimane successive non hanno mantenuto le promesse: oggi ci troviamo con negozi ancora pieni di merce e aziende che rischiano di entrare seriamente in crisi”. Lo afferma Dario Domenichini, presidente regionale di Confesercenti. “Rispetto ai saldi dovremo riflettere su durata e modalità, mantenendo il valore commerciale dell’appuntamento ma con nuovo vigore. Sulla situazione delle imprese, sono sempre più necessarie azioni per far riprendere consumi e domanda interna e politiche per incentivare qualificazione e ammodernamento dell’offerta”.
Il settore ha visto una riduzione delle aziende attive di 1.270 nel solo 2018 (Infocamere E-R) e di 4.984 rispetto al 2013. Il solo commercio al dettaglio nel 2018 ha perso 910 aziende attive (2.995 confrontando il dato con il 2013). “Il settore va aiutato ad uscire dalla crisi – conclude Domenichini – perché rappresenta in regione una quota media delle imprese attive attorno all’11%”.

 

Interpump centra l’obiettivo


Interpump centra l’obiettivo

Il Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A., riunitosi in data odierna, ha approvato i risultati consolidati del quarto trimestre e i dati preliminari dell’esercizio 2018.

Le vendite nette nell’anno sono state pari a 1.279,2 milioni di euro, superiori del 17,7% rispetto alle vendite del 2017 che erano state pari a 1.086,5 milioni di euro.

Le crescite organiche, a parità di area di consolidamento e di cambi, sono state pari al 15,6% per il settore Olio, 10,4% per il settore Acqua, e 13,7% sul totale delle vendite.
Da segnalare che l’effetto dei cambi ha pesato negativamente sul fatturato per ben 28,3 milioni di euro.
L’EBITDA è stato pari a 288,5 milioni di euro (22,6% delle vendite) a fronte dei 248,6 milioni di euro dell’esercizio 2017, che rappresentavano il 22,9% delle vendite, con una crescita del 16,0%.

Si segnala che a parità di area di consolidamento, l’EBITDA è stato pari al 23,6% del fatturato, con un miglioramento di 0,7 punti percentuali rispetto al 2017. Anche l’EBITDA è stato penalizzato (-7,5 milioni di euro) dall’andamento dei cambi.
Il risultato operativo (EBIT) è stato pari a 236,5 milioni di euro (18,5% delle vendite) a fronte dei 198,9 milioni di euro del 2017 (18,3% delle vendite), con una crescita del 18,9%.

L’utile netto del 2018 è stato di 173,2 milioni di euro (135,7 milioni di euro nel 2017), con una crescita del 27.6%. Al netto dei proventi una tantum di entrambi gli anni1, la crescita risulta del 24.5%.
L’utile per azione base dell’esercizio è passato da euro 1,257 nel 2017 a euro 1,613 nel 2018.
La liquidità netta generata dalla gestione reddituale è stata di 210,5 milioni di euro (172,3 milioni di euro nel 2017) con una crescita del 22,1%. Il free cash flow è stato di 82,2 milioni di euro (93,6 milioni di euro nel 2017).
La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2018 era pari a 287,3 milioni di euro rispetto ai 273,5 milioni di euro al 31 dicembre 2017, dopo esborsi per acquisizioni per 21,1 milioni di euro, pagamento dividendi per 23,1 milioni di euro e acquisto azioni proprie per 54,2 milioni di euro. Il Gruppo ha inoltre impegni per acquisizione di partecipazioni di società già controllate valutati complessivamente 44,5 milioni di euro (46,8 milioni di euro al 31/12/2017).
Il capitale investito è passato da 1.085,1 milioni di euro al 31 dicembre 2017 a 1.200,1 milioni di euro al 31 dicembre 2018, a seguito dell’acquisizione di GS-Hydro e dell’aumento di circolante dovuto alla fortissima crescita organica. Il ROCE è stato del 19,7% (18,3% nel 2017). Il ROE è stato del 19,9% (17,7% nel 2017).
Al 31 dicembre 2018 Interpump Group S.p.A. aveva in portafoglio n. 3.413.489 azioni proprie pari al 3,135% del capitale, acquistate ad un costo medio di € 21,0343.