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La start-up ‘cloud’ che sfida Google e Dropbox


La start-up ‘cloud’ che sfida Google e Dropbox

Centocinquantamila dollari raccolti in appena 24 ore grazie al sostegno di oltre 600 persone: è il risultato ottenuto su Kickstarter, piattaforma per la raccolta di fondi online, dalla start up bolognese Cubbit che punta a sfidare giganti come Google e Dropbox con una tecnologia
‘cloud’ innovativa. Il sistema di Cubbit è praticamente lo stesso che viene usato dai colossi del settore come Google e Dropbox. Ma la novità introdotta dalla start-up è quella di non usare un datacenter remoto dove immagazzinare e salvare i dati, ma di suddividerli in una rete di dispositivi (le Cubbit Cell) ospitate dagli stessi utenti e connesse tra loro con un sistema peer-to-peer. Il tutto nella massima sicurezza, promettono, perché il servizio si avvale di avanzati sistemi di crittografia, mentre le password utilizzate dagli utenti non saranno a conoscenza nemmeno degli stessi sviluppatori. “È ora di alzare l’asticella nel mondo cloud – spiega il ceo Stefano Onofri – Come con Hotmail non si pagarono più le mail e con Whatsapp i messaggi, con Cubbit renderemo gratuito il cloud storage”. Il progetto è nato due anni fa in una casa ‘Aribnb’ di
un parente che di notte veniva affittata ai turisti. Oggi a ‘Cubbit’ lavorano 15 persone e l’azienda collabora con il Cern. Il valore aggiunto risiede nell’impatto ambientale quasi a costo zero: “Grazie al nostro algoritmo, si evitano i lunghi trasferimenti di dati e si riducono dell’87% le impronte di carbonio e del 50% il consumo energetico”, conclude il cso Lorenzo Posani.

Landi Renzo: accordo con Ford per la nuova Aspire


Landi Renzo: accordo con Ford per la nuova Aspire

Landi Renzo, società di Cavriago (Reggio Emilia) leader mondiale nel settore dei componenti e dei sistemi di alimentazione a gpl e metano per autotrazione, ha siglato assieme a Krishna Landi Renzo – la joint venture indiana del Gruppo – un contratto di collaborazione in esclusiva con Ford India per la produzione e installazione delle sue soluzioni per la versione a gas metano
della nuova Ford Aspire. Circa duemila all’anno le vetture oggetto del contratto di fornitura, per una durata di circa 5 anni, con servizi di assistenza post-vendita sul territorio. L’india è uno dei principali Paesi attivi nella gas mobility, con un parco circolante attuale alimentato a metano di circa 3,3 milioni e conta un’infrastruttura di 1400 stazioni di rifornimento gas, con stime di crescita molto importanti nei prossimi anni, che potrebbero arrivare a 5.000 entro il 2025.
“Dopo l’accordo con Uber in Brasile – commenta Cristiano Musi, ad di Landi Renzo – prosegue lo sviluppo commerciale internazionale del Gruppo che, pur mantenendo solide radici in Italia, ha saputo posizionarsi nel tempo come market leader nei principali Paesi in cui la gas mobility ha acquisito un ruolo sempre più rilevante”. Landi Renzo ha una presenza diretta in India dal 2012, sia nel canale After Market che in quello OEM, lavorando per player come Maruti, Mahindra, Tata e Ford.

Presentato a Milano il nuovo piano industriale di Bper


Presentato a Milano il nuovo piano industriale di Bper

Rafforzamento del capitale, consolidamento dell’utile e riorganizzazione territoriale. Sono i pilastri del nuovo piano industriale di Bper Banca presentato nella sede milanese a due passi da Piazza Affari. Si tratta del primo piano da quando è diventata Spa e lo si vede anche dai numeri, l’istituto prevede di raggiungere 450 milioni di utili e ricavi per oltre 2 miliardi e mezzo entro il 2021 con una crescita del 10% l’anno una quota media destinata ai dividenti del 25%. Un dato sotto le attese degli analisti, ma che permette contemporaneamente di accelerare sul derisking con una riduzione delle esposizioni sui crediti deteriorati che dovrebbe scendere sotto il 9% rispetto al 12 del 2018. Tra gli obiettivi anche la crescita dei finanziamenti a 56 miliardi e della raccolta diretta a 65. Il piano, ha sottolineato l’ad Alessandro Vandelli, arriva “nel momento più opportuno per valorizzare l’acquisizione di Unipol Banca e delle quote di minoranza del Banco di Sardegna, “per costruire una prospettiva di crescita e di redditività aumentando al contempo la solidità patrimoniale”. Per un gruppo bancario che si è confermato il sesto polo italiano con attivi superiori agli 80 miliardi, una rete di 1500 sportelli e 2,7 milioni di clienti. Il piano prevede infine una riorganizzazione del personale con la previsione di circa 1.700 uscite, di cui 1.500 attraverso l’istituzione di un fondo di Solidarietà e 230 attraverso la riduzione del ricorso al lavoro interinale. Gli esuberi saranno parzialmente compensati da circa 400 nuove assunzioni.

Ima, accordo per l’acquisto del 70% di Spreafico Automation


Ima, accordo per l’acquisto del 70% di Spreafico Automation

IMA ha sottoscritto un accordo per l’acquisto del 70% del capitale della società Spreafico Automation S.r.l. La società, basata a Calolziocorte, Lecco, e detenuta dalla famiglia Spreafico, è un importante player nella progettazione, produzione e commercializzazione di macchine automatiche per il riempimento e la preparazione delle capsule di caffè (single serve) e prodotti solubili.

IMA ha inoltre sottoscritto un accordo con i sig.ri A. Bianchi e N. Bustamante per l’acquisto del 61,45% del capitale della società Tecmar S.A. La società, con sede a Mar del Plata (Argentina), è un importante player nel mercato latino americano nella progettazione, produzione e commercializzazione di macchine automatiche per il confezionamento nei settori caffè e food.

Queste acquisizioni rappresentano un significativo rafforzamento del Gruppo IMA nel settore del caffè, un mercato previsto in decisa crescita nei prossimi anni. A questo si aggiungeranno le sinergie commerciali e produttive attese dall’integrazione delle società acquisite nella rete commerciale e nel sistema di subfornitura del Gruppo IMA.

L’operazione Spreafico Automation prevede un intervento finanziario al closing (previsto nel mese di aprile 2019) pari a 9,6 milioni di euro per l’enterprise value. La società stima per l’esercizio 2018 un fatturato superiore a 16,5 milioni di euro e un EBITDA di circa 2,5 milioni di euro, con 45 dipendenti.

Viene inoltre concessa ad IMA un’opzione di acquisto, esercitabile in aprile 2028, sul restante 30% della Spreafico Automation.

L’operazione Tecmar prevede un intervento finanziario al closing (previsto nel mese di aprile 2019) pari a 1,3 milioni di euro per l’enterprise value. La società stima per l’esercizio 2018 un fatturato di circa 4,5 milioni di euro e un EBITDA di circa 0,5 milioni di euro, con 52 dipendenti.

Viene inoltre concessa ad IMA un’opzione di acquisto, ed alle minoranze un’opzione di vendita, esercitabile in aprile 2024, sul restante 38,55% della Tecmar.

Nel commentare le operazioni, Alberto Vacchi, Presidente e Amministratore Delegato di IMA, ha dichiarato: “IMA ha già una consolidata presenza nel settore caffè. L’ingresso contestuale in Spreafico Automation e Tecmar permette di completare la gamma di prodotti offerti e di rafforzare significativamente il posizionamento nel mercato latino americano, previsto in grande crescita nei prossimi anni”.

L’aceto balsamico conquista gli Usa


L’aceto balsamico conquista gli Usa

Aceto Balsamico di Modena IGP di nuovo protagonista sulla scena gastronomica statunitense: il Consorzio di Tutela, ha infatti portato il prezioso condimento a fregiarsi negli ultimi giorni, di prestigiose vetrine nel principale mercato d’Oltreoceano con una serie di iniziative promozionali. La più importante è stata certamente quella che dal 19 al 24 febbraio lo ha visto sotto i riflettori della 18° edizione del Food Network & Cooking Channel South Beach Wine & Food Festival, tenutosi in Florida a Miami.

Considerato uno dei più importanti eventi statunitensi per il settore durante il quale l’attenzione è concentrata sui talenti di produttori di vino e distillati più rinomati al mondo, importanti chef e personalità culinarie, il SOBEWFF ha dunque ospitato per il secondo anno consecutivo le attività del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP, quale esempio di eccellenza agroalimentare made in Italy, che esporta annualmente oltre il 90% della produzione in circa 120 Paesi di tutto il mondo.

In particolare, l’oro nero di Modena si è reso protagonista del Barilla’s Italian Bites on the Beach – dove oltre 30 dei più grandi chef americani hanno preparato piatti ispirati alle varie regioni d’Italia – con interessanti reinterpretazioni nel piatto compiute dai più famosi chef della Florida e son solo; e degli eventi del Grand Tasting Village di Goya Foods , evento di punta del festival con degustazioni di libagioni e vini nonché esclusiva occasione per conoscere nuove tendenze e prodotti nel settore delle bevande.

“La presenza del Consorzio a SOBEWFF – ha dichiarato il Direttore Federico Desimoni – è stata una occasione importante di visibilità per l’Aceto Balsamico di Modena IGP e soprattutto ci ha dato l’opportunità di testare come e quanto la nostra campagna promozionale negli Stati Uniti per aumentare il livello di riconoscimento delle produzioni a Indicazione Geografica Europea, abbia effetto sui consumatori nel principale mercato d’Oltreoceano”.

Quella con il SOBEWFF non è stata tuttavia l’unica esperienza di alto livello che ha visto coinvolto il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP durante la missione in USA: una importante novità si è delineata infatti in campo formativo, con la partnership con l’Institute of Culinary Education (ICE), uno degli istituti culinari più grandi e diversificati al mondo con oltre 14.000 alunni formati negli anni e divenuti poi leader nei settori della ristorazione e dell’ospitalità.

“La definizione della partnership con l’ Institute of Culinary Education (ICE) – ha aggiunto Desimoni – rappresenta un obiettivo di enorme prestigio per la nostra realtà: collaborare con una istituzione formativa di tale livello è un privilegio ed una occasione per continuare, attraverso varie iniziative, ad educare anche la prossima generazione di Chef sull’importanza dell’utilizzo di prodotti garantiti dalla protezione del Marchio Europeo”.

Nella fattispecie, la partnership con l’ICE stabilisce che, al fine di cogliere tutte le proprietà sorprendenti e diverse dell’Aceto Balsamico di Modena, gli chef dell’Istituto incorporino l’oro nero nella ricerca e nello sviluppo di ricette e prevede altresì l’assegnazione a tre studenti di detto Istituto, di una borsa di studio e l’opportunità di recarsi a Modena, in Italia, per scoprire questa destinazione culinaria unica nonché luogo di nascita dell’Aceto Balsamico di Modena IGP.

La definizione formale di tale partnership porterà di nuovo il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena negli Stati Uniti il prossimo 1 marzo, quando il progetto sarà presentato ufficialmente a New York presso la sede dell’Institute of Culinary Education unitamente alle distinte caratteristiche dell’Aceto Balsamico di Modena e alla sua versatilità in cucina, nonché per insegnare loro come riconoscere il prodotto autentico e certificato.

Tali attività rientrano nel progetto del Consorzio, finanziato dall’Unione Europea, “Balsamic Vinegar of Modena, The Original”, partito già due anni orsono, con la finalità di promuovere il valore aggiunto del prodotto, in termini di autenticità, sicurezza, tracciabilità ed etichettatura garantite dalla protezione del marchio europeo e migliorare la competitività dell’Aceto Balsamico negli Stati Uniti.

Ferrari propone dividendo a 1,03 euro


Ferrari propone dividendo a 1,03 euro

Il consiglio di amministrazione della Ferrari proporrà all’assemblea degli azionisti, prevista per il 12 aprile, la distribuzione di un dividendo a 1,03 euro per azione ordinaria, per un totale di circa 194 milioni di euro. Qualora la proposta di distribuzione di dividendo venga approvata dagli azionisti – spiega la casa di Maranello in una nota – la data di stacco della cedola (ex-date) è prevista il 23 aprile, la data di legittimazione a percepire il dividendo il 24 aprile per le azioni ordinarie negoziate sia presso l’Mta italiano sia presso il Nyse negli Stati Uniti e la data di pagamento del dividendo il 2 maggio.

Imprese straniere, la crescita rallenta


Imprese straniere, la crescita rallenta

La crescita delle imprese estere rallenta

Per le imprese straniere in regione (48.099) è minore l’incremento rispetto a un trend consolidato (+2,5 per cento, +1.168 unità), ma fa da contraltare alla riduzione delle altre imprese (-0,9 per cento). L’Emilia-Romagna è la terza regione per crescita delle estere, davanti alla Lombardia (+2,3 per cento) e al Veneto (+2,0 per cento). Volano le società di capitale (+13,9 per cento, +595 unità) meglio delle ditte individuali (+561 unità). Bene i servizi (+779 imprese, +3,2 per cento), in particolare alloggio e ristorazione (+221) e commercio (+148), ma anche costruzioni (+187 unità) e manifattura (+3,1 per cento).

Ha un ritmo superiore a quello nazionale la crescita della base imprenditoriale estera regionale. A fine 2018 in Emilia-Romagna, le imprese attive straniere risultano 48.099 (l’11,9 per cento del totale) con un aumento in un anno di 1.168 unità, pari al 2,5 per cento. Continuano invece a ridursi le imprese di nati in Italia (-0,9 per cento).

Nel Paese del Tricolore, la crescita delle imprese straniere (oltre 538 mila, pari al 10,4 per cento del totale) risulta infatti minore (+2,1 per cento) rispetto all’Emilia-Romagna, come anche la diminuzione delle altre imprese (-0,2 per cento) è più contenuta.

Questi sono i dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna.

Le imprese straniere diminuiscono solo in Sicilia. L’Emilia-Romagna è la terza regione per crescita, dietro Campania e Lazio. Nelle regioni leader con cui si confronta, l’aumento delle imprese straniere è più contenuto in Lombardia (+2,3 per cento) e in Veneto (+2,0 per cento), ma in entrambe le regioni, la flessione delle imprese non straniere è più ridotta.

Attività economica. La tendenza delle imprese straniere è dominante in tutti i macro settori. L’aumento si concentra nei servizi (+779 imprese, +3,2 per cento), originata soprattutto dal rapido e ampio incremento nell’aggregato degli “altri servizi” (+631 imprese, +5,1 per cento) e, in misura minore, nel commercio (+148 imprese, +1,2 per cento). La dinamica espansiva resta elevata (+3,2 per cento, pari +142 unità) nell’industria, mentre si attenua nelle costruzioni (+1,1 per cento, +187 unità). Infine, la crescita è rapida in agricoltura (+6,1 per cento), ma il comparto resta ancora marginale per le imprese estere. Negli ultimi cinque anni, la quota delle imprese attive nel settore è salita di 4,6 punti percentuali e ha raggiunto il 52,2 per cento del totale. Nello stesso periodo, invece si è ridotto il rilievo di tutti gli altri settori.

In particolare nelle costruzioni è sceso di 4,2 punti percentuali fino ad attestarsi al 35,6 per cento, anche se il settore resta il più importante per le imprese estere.

La forma giuridica. La spinta alla crescita deriva dalle società di capitali, che aumentano velocemente (+595 unità, +13,7 per cento), sostenute dall’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata, la quale ha compresso la dinamica delle società di persone (+0,4 per cento). In seconda battuta l’incremento delle imprese estere è spinto dalle ditte individuali (+561 unità, +1,5 per cento), che sono pari all’81,4 per cento delle imprese straniere.

Negli ultimi cinque anni, il rilievo delle società di capitale è aumentato di 4,2 punti percentuali, ovvero di quasi il 70 per cento, giungendo al 10,3 per cento. Al contrario il peso delle ditte individuali si è ridotto di 3,2 punti e quello delle società di persone di 1,0 punto percentuale.

Basf, presentata sede Ricerca-Sviluppo nel Bolognese


Basf, presentata sede Ricerca-Sviluppo nel Bolognese

Presentato a Sant’Agata Bolognese il centro di ‘Ricerca e Sviluppo’ sulle specie orticole del
colosso chimico Basf. La cerimonia, si legge in una nota del gruppo, si è tenuta alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. Il centro impiega 80 collaboratori, di cui oltre 40 in ricerca e sviluppo, in una struttura composta da 13 ettari di
cui 3 adibiti a serre, un laboratorio di fitopatologia che svolge le analisi sui diversi patogeni e oltre a 3.000 metri quadrati di uffici. Con questo ingresso Basf consolida la propria presenza in
Emilia-Romagna: degli oltre 1.400 collaboratori del gruppo in Italia, quasi 450 sono impiegati nella regione tra il sito produttivo di Pontecchio Marconi – l’insediamento più importante
in Italia, che si avvale di circa 330 dipendenti e specializzato nella produzione di additivi destinati al mondo della plastica – il centro di ricerca e sviluppo ‘Agricultural Solutions’ di Lugo
di Romagna con 30 risorse, ai quali si è aggiunto il centro di Santagata con i suoi 80 collaboratori.

Prende forma a Bologna l’impianto pilota di Bi-Rex


Prende forma a Bologna l’impianto pilota di Bi-Rex

La prossima settimana l’inaugurazione degli spazi, dopo l’estate l’arrivo delle prime macchine, entro la fine dell’anno il via ai primi progetti europei. Prende forma l’impianto pilota di ‘Bi-Rex’, il consorzio pubblico-privato nato a dicembre a Bologna, che riunisce 57 realtà tra università, centri di ricerca e imprese. Sorgerà su 2.400 metri quadrati alla Fondazione Golinelli, con
l’obiettivo di diventare un laboratorio di innovazione dedicato alle aziende, in particolare quelle piccole e medie. Si tratta del primo passo concreto di uno degli 8 ‘Competence center’ riconosciuto dal Ministero dello Sviluppo Economico. A finanziarlo, infatti, sarà un contributo pubblico di 9 milioni, più altri 15 messi dalle aziende (tra cui spiccano nomi come Camst, Eni, Hera, Ducati, Bonfiglioli, Siemens e Sacmi). L’impianto pilota indicherà, così, il futuro dell’industria manifatturiera, come ha spiegato il rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini. I bandi individuati sono circa una trentina, divisi su 8 aree di intervento, tra cui controllo delle macchine di produzione, robotica, big data, tracciabilità e sicurezza, biomedicale e agroalimentare, integrazione di sistemi.

Arredamento: fondi investono su startup di mobili 4.0


Arredamento: fondi investono su startup di mobili 4.0

LVenture Group e Barcamper Ventures, fondo di investimento gestito da Primomiglio Srg,
hanno investito 450 mila euro in PlayWood, start up reggiana per l’arredamento Made in Italy per l’allestimento di spazi temporanei, come uffici di coworking, pop up store e atelier.
“Abbiamo subito creduto nelle potenzialità di PlayWood e i risultati che la startup sta ottenendo a livello internazionale confermano la scalabilità del loro innovativo modello di business. Siamo convinti che, anche grazie a questo nuovo investimento, la startup potrà generare ulteriore valore e continuare l’espansione in un mercato, come quello dell’arredo componibile, che ha superato gli 11 miliardi di dollari, con previsioni di crescita superiori ai 15 miliardi di dollari entro il 2022” ha spiegato Luigi Capello, Ceo di LVenture Group.