Archivio per autore: Pier Paolo Pedriali

Bper acquista Unipol Banca, ma ‘scarica’ sofferenze


Bper acquista Unipol Banca, ma ‘scarica’ sofferenze

Bper acquista Unipol Banca e vola a Piazza Affari. Il titolo ha sfiorato il +10% con un prezzo intorno ai 3 euro e 26. Merito anche di un utile che supera i 400 milioni. “Un’operazione smart che migliora il nostro assetto patriminiale” ha spiegato l’amministratore delegato Alessandro Vandelli.
Doveva essere una mossa penalizzante, è stata invece l’operazione dell’anno. L’acquisizione di Unipol Banca da parte di Bper infiamma Piazza Affari dopo mesi di depressione, merito di un colpo a sorpresa: la cessione da parte dell’Istituto modenese di un miliardo di un sofferenze al gruppo bolognese a fronte di un pagamento di 220 milioni di euro. Bper ha anche acquistato il restante 49% della banca di Sardegna dalla fondazione in cambio di azioni e obbligazioni; presentando contemporaneamente il miglior bilancio della sua storia con un utile che supera i 400 milioni di euro, determinando, nonostante lo spread un aumento dei dividendi che passano da 11 a 13 centesimi.
A fine febbraio verrà presentato il nuovo piano industriale, che potrebbe mettere nel mirino anche l’acquisto del 40% di Arca Sgr per migliorare la reddititività.

Stefani: “Coesia partner ideale per System”


Stefani: “Coesia partner ideale per System”

Dopo 50 anni di attività l’imprenditore Franco Stefani ha ceduto al gruppo bolognese Coesia la maggioranza della System. “L’ho fatto per un senso di responsabilità per garantire dare continuità aziendale a tutti i lavoratori”. L’intervista.

Bper sempre più verso Unipol banca


Bper sempre più verso Unipol banca

Bper si muove verso Unipol Banca, lo riporta Milano Finanza secondo cui il gruppo modenese, che non commenta l’indiscrezione, avrebbe aperto un dossier dando mandato alla società finanziaria americana Citigroup di studiare l’operazione.
La banca di Unipol è ormai d tempo sul mercato e l’anno scorso è stata al centro di una ristrutturazione finanziaria da circa un miliardo per ripulire i conti dai cosiddetti crediti non performanti e nella terza trimestrale del 2018 l’istituto del gruppo bolognese è tornato nuovamente all’utile con un risultato positivo di circa 27 milioni di euro. Un’operazione a lungo chiacchierata dai rumors di mercato anche perché il Unipol è socio di riferimento di Bper ed è recentemente salito oltre il 15% del capitale. Un matrimonio combinato visto che lo stesso gruppo bolognese potrebbe presto dotarsi di un advisor in vista della cessione che potrebbe concretizzarsi con il piano industriale che Bper ha rinviato all’inizio del prossimo anno. Un’aggregazione che in Borsa al momento paga più per Unipol, tra i migliori di giornata, che per Bper.

Fca presenta il piano industriale


Fca presenta il piano industriale

Mentre l’industria mondiale dell’auto affronta la difficile accelerata verso motori ibridi con i grandi gruppi che si studiano a distanza tra possibili maxi-aggregazioni su base continentale (come General motors e Ford) o guardano ad alleanze mirate (come Reanult, Nissan e Mitsubishi) Fca affronta il dopo Marchionne presentando il nuovo piano ai sindacati. Sul tavolo anche il rinnovo contrattuale che riguarda pure Cnh e Ferrari per oltre 80mila lavoratori italiani di 6.500 a Modena. Al termine dell’incontro Fca ha annunciato oltre cinque miliardi di investimenti nel periodo 2019-2021e tredici nuovi modelli o restyling negli impianti italiani, con la 500 elettirca che sarà prodotta a Mirafiori, e l’obiettivo della piena occupazione raggiunto al termine del piano.
Nel dettaglio nello stabilimento Fca di Pomigliano sarà prodotto il suv compatto dell’Alfa Romeo. Il modello affiancherà la Panda che continuerà a essere prodotta nello stabilimento campano. A Melfi, dove attualmente si fanno la 500X e la Jeep Renegade, saranno prodotte anche la Jeep Renegade ibrida plug-in e la Jeep Compass. Mentre lo stabilimento modenese della Maserati spera nella produzione dell’Alfieri per un cambio di strategia. Secondo il nuovo AD Mike Manley è stato “Sbagliato accostare il marchio del Tridente a quello di Alfa Romeo” sostenendo che questa scelta abbia portato Maserati ad essere associata a logiche da mercato di massa. La nuova strategia sarà quella di un riposizionamento su una fascia più alta, e la prima mossa potrebbe essere l’Alfieri (concept car che sarà prodotta anche in versione ibrida) e che Modena attende da tempo.
La Ferrari è invece al lavoro su un motore V6 ibrido e alcuni test sarebbero già arrivati in strada come mostra questo video che sta circolando sul web. Più incerto invece il futuro di quello che Marchionne chiamava il Fuv, Ferrari utility vehicle.

Cea sceglie gli occhiali Vision


Cea sceglie gli occhiali Vision

Controllare l’avanzamento dei cantieri dall’ufficio o fare manutenzione a distanza grazie agli occhiali Vision realizzati dalla modenese GlassUp per la Cea di Bologna, cooperativa edile Appennino che li ha brevettati per l’uso nel settore delle costruzioni. Già utilizzati in diversi cantieri questi occhiali speciali, dal costo di oltre 3mila euro l’uno, permettono non solo di riprendere le immagini e trasmetterle a distanza comunicando con auricolari e microfono, ma anche di ricevere foto, messaggi e documenti in pdf grazie a uno speciale visore interno, oltre che essere già di per se un dispositivo per la sicurezza sul lavoro.
Nata nell’82 a Monghidoro, Cea conta oggi 300 dipendenti per oltre 60 milioni di valore della produzione, operando anche in Romani, Libano e Libia. Per resistere alla crisi ha investito in ricerca e sviluppo invadendo con successo l’ostico campo dell’information tecnology. Suo il brevetto di Jobsafer, dispositivo che controlla il regolare uso dei dispositivi di sicurezza.

Modena, frena il manifatturiero


Modena, frena il manifatturiero

Frena la crescita della manifattura modenese, e aumenta il pessimismo tra le imprese. L’allarme arriva dall’indagine congiunturale della Camera di commercio sul terzo trimestre del 2018. Come a livello nazionale e regionale, anche in provincia di Modena emerge una battuta d’arresto con l’eccezione dei settori meccanico e ceramico, che mantengono un trend positivo mentre cala ancora il tessile-abbigliamento. In generale tra giugno e settembre la produzione cala di oltre l’8% rispetto al trimestre precedente pur rimanendo sostanzialmente invariata rispetto allo stesso trimestre del 2017, un calo fisiologico ciclico dovuto in gran parte ai mesi estivi. Note positive arrivano dal fatturato, che segna rispetto all’anno scorso un lieve miglioramento (+0,5%), e soprattutto dagli ordini sui mercati esteri, che riportano un incremento del 4,2%, mentre quelli dal mercato domestico sono diminuiti dell’1%. La quota di fatturato legata all’export vale oltre un terzo del totale. Il rallentamento generale, tuttavia, pare non ripercuotersi sull’occupazione rimasta presoché stabile. Venendo ai singoli settori, l’industria alimentare ha mostrato una produzione in lieve aumento (+1,5%), con un fatturato cresciuto del 2%. La maglieria presenta invece un quadro di “preoccupante difficolta’”, con decrementi a due cifre su tutti gli indicatori. In positivo i dati del settore ceramico, dove la produzione ha mostrato un incremento del 5,3% mentre il fatturato e’ cresciuto non oltre lo 0,7%. La note dolente arriva però dalle previsioni degli imprenditori. Aumenta infatti la quota di imprese che prospetta nei prossimi mesi un ulteriore calo (circa il 35%) mentre rappresenta una netta maggioranza le imprese che prevedono una stagnazione dell’economia. Crolla invece dal 50 all’8% la quota di imprese che prevede una crescita

Landi Renzo torna all’Utile


Landi Renzo torna all’Utile

Landi Renzo in risalita chiude il terzo trimestre del 2018 tornando all’utile. Dopo le difficolta’ attraversate nei mesi scorsi, la societa’ del settore dei componenti e dei sistemi di alimentazione a Gpl e metano per auto con sede a Cavriago registra infatti un fatturato consolidato di 138 milioni, in aumento del 12,3% rispetto ai 123 milioni del 30 settembre 2017. Il risultato netto del periodo e’ di 2,3 milioni, in deciso miglioramento rispetto alla perdita di 11,3 milioni dell’analogo periodo dell’anno scorso. L’indebitamento e’ invece lievemente cresciuto: dai 49 milioni di dicembre 2017, ai 56,6 milioni attuali. “Il buon andamento di questo terzo trimestre rappresenta una ulteriore conferma del grande potenziale di questo Gruppo” ha spiegato in una nota l’amministratore delegato dell’azienda Cristiano Musi.

Energica protagonista a Eicma


Energica protagonista a Eicma

Apre oggi al pubblico, Eicma, l’esposizione internazionale delle due ruote. Protagonista la modenese Energica che ieri ha presentato la moto ufficiale del prossimo mondiale di moto elettriche.
Milleduecento brand distribuiti su sei padiglioni, ruote da sogno capaci di sedurre. Questa è Eicma, l’esposizione internazionale delle moto e mocicli più longeva al mondo che quest’anno ha raggiunto la 76esima edizione. Qui le italiane giocano alla pari con le giapponesi per quanto riguarda al tecnologia, ma non hanno eguali in fatto di stile.
Motori elettrici, E-bike (persino la ducati ne ha presentata una) rilettura dei classi, ultra carenati o naked, per un vintage senza tempo. La casa di Borgo Panigale ha portato tutti i suoi modelli, compreso le moto di Dovizioso e Lorenzo, la Diavel e la Panigale.

Rallenta l’economia regionale


Rallenta l’economia regionale

Dopo Istat e Confindustria anche Unioncamere certifica il rallentamento dell’economia regionale. L’Emilia-Romagna cresce sì, ma più lentamente che un anno fa. L’aumento del pil dovrebbe così attestarsi al +1,4% nel 2018 per poi scendere al +1,2 nel 2019, rispetto però una madie nazionale di due punti più bassa. E’ quanto risulta dall’edizione di ottobre degli Scenari per le economie locali di Prometeia, analizzati da Unioncamere Emilia-Romagna. L’Emilia-Romagna si mantiene cosi’ al vertice per capacita’ di crescita, sia nel 2018, insieme con il Friuli Venezia Giulia, sia per il 2019, con il Veneto. Il ritmo di sviluppo si allinea ancora una volta a quello della Francia grazie al ciclo positivo degli investimenti (+4,7%), con le esportazioni al (+2,4%), mentre e’ lievemente piu’ contenuta la crescita dei consumi (+1,2%). Per il 2019 il rallentamento verra’ soprattutto dalla minore dinamica degli investimenti a fronte di una lieve accelerazione dei consumi e delle esportazioni. La ripresa e’ diffusa in tutti i settori, rallenta nell’industria, si consolida nelle costruzioni, mentre e’ costante nei servizi.
Quanto al mercato del lavoro nel biennio 2018-2019 si prevede un +1,1% tra gli occupati quest’anno e +0,6% il prossimo.
Si confermano altresì le difficoltà per le piccole imprese artigiane. In generale a Modena si stia invertendo il trend discendente delle imprese registrate alla Camera di Commercio: i dati di Infocamere mostrano infatti, per il secondo trimestre consecutivo, un incremento dello 0,1% rispetto a fine giugno, pari a 96 imprese in più. Stesso dato ancheReggiano con un saldo positivo di 50 nuove aziende, con un trendo in calo rispetto i tre mesi precedenti.

La Panini di nuovo in vendita?


La Panini di nuovo in vendita?

Un miliardo di dollari per le figurine Panini. Il dossier sul gruppo modenese, ora controllato dall’AD Hugo Sallustro e impegnato in un riassetto societario, è arrivato fino in America suscitando, di nuovo, molto interesse. La Panini è stata Marvel dal 1994 al 1999. A seguire l’operazione è la Banca d’affari Licoln International che secondo il Sole 24 Ore avrebbe invitato 4-5 soggetti a fare un’offerta con l’intenzione di aprire un’asta su una valutazione complessiva che si aggira intorno al miliardo.
L’idea di vendere è nata a inizio 2018 in vista dei mondiali di Calcio che da tradizione aumentano la valutazione complessiva dell’azienda specializzata nella produzione e vendita di album di figurine ed editoria con un fatturato che schizza da 500 a 700 milioni e un margine operativo lordo che supera i 100 milioni di euro. Un passaggio quasi inevitabile dopo l’uscita, due anni fa, della Fineldo, finanziaria della famiglia Merloni che aveva rilevato il controllo della Panini nel ’99. Da allora l’azionista di riferimento è diventato il manager Aldo Hugo Sallustro alla guida della Panini, come amministratore delegato, già da diversi anni e che ora potrebbe andare all’incasso. Una delle ipotesi più accreditate è la fusione con il gruppo neworkese The Topps Company, multinazionale nata nel tabacco ma poi sviluppatasi nel business degli album di figurine negli Stati Uniti (soprattutto nel baseball) ma anche in Europa con i diritti della premier League inglese.
La Panini intanto si blinda dietro un no comment guardando avanti con un nuovo album Fifa 365, dedicato ai top club nel mondo.