Archivio per autore: Pier Paolo Pedriali

Unipol acquista il 3,25% di Bper


Unipol acquista il 3,25% di Bper

Se non è una scalata poco ci manca, di fatto la prima verso un’ex popolare: Unipol ha annunciato di voler salire nel capitale sociale di Bper ottenendo dalla Bce il via libera per arrivare fino al 19,9%, vale a dire entro il limite consentito prima di dichiarare un’Opa, un’offerta pubblica di acquisto. Attraverso Unipolsai, che già deteneva una quota intorno al 9,9%, il gruppo finanziario bolognese ha così lanciato ieri un’offerta rapida per rilevare un altro 5,2% del capitale in apertura di seduta a un prezzo di 4,72 euro per azione. Un’operazione riuscita però solo in parte, il titolo Bper a Piazza Affari ha tenuto schizzando oltre il valore indicato da Unipol che così è riuscita a raccogliere solo il 3,25% per un totale di 73,8 milioni di euro arrivando al 13,1% del capitale invece che il 15% a cui puntava inizialmente.
In mattinana Unipol ha poi chiarito attraverso una nota che “non intende esercitare su Bper il controllo, anche di fatto” né “proporre nel periodo di riferimento (i prossimi sei mesi, ndr) l’integrazione o la revoca degli organi amministrativi o di controllo di Bper”. Il gruppo bolognese, che non aveva presentato alcun candidato al momento del rinnovo del cda, assicura insomma che “vuole contribuire ai piani di sviluppo nel medio-lungo periodo della Banca” spiegando però di riservarsi di “valutere l’eventuale ulteriore incremento della propria partecipazione”. Unipol precisa infine di aver agito “da sola e non di concerto con altri soggetti” restando fuori da alcune patto parasociale. Un messaggio ad ogni modo è stato lanciato: Unipol può comprare ancora e ha le forze per farlo. Il gruppo bolognese ha intrapreso da un anno un piano di riassetto che potrebbe portare a una nuova collocazione di Unipol Banca. Il titolo di Bper intanto ha ripreso vigore (+6% in poco tempo) e gli analisti prevedono nuovi rialzi. Anche se il clima finanziario rimane parecchio altalenante.

La ripresa fragile dell’Italia


La ripresa fragile dell’Italia

La ripresa c’è, ma resta debole e con la fine del QE di Draghi, l’acquisto di titoli da parte della Bce, l’Italia dovrà dialogare di più con l’Europa se non vorrà restare isolata, perché il tasso di interesse e il costo del debito si rialzeranno. Queste in sintesi le considerazioni del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco al centro di un convegno organizzato da Bper Banca in collaborazione con Cefin, il centro studi banca e finanza di Unimore. Una relazione arrivata proprio in cotemporanea con la nascita del nuovo governo a guida Lega-Cinque stelle.
Il quadro economico resta fragile e spread e mercati ce lo hanno ricordato. L’economia reale è sana, ma se esposta troppo a lungo a tensioni rischia di risentirne.

Maserati, l’Alfieri a Modena?


Maserati, l’Alfieri a Modena?

Il titolo di Fiat Chrysler Automobiles torna ai massimi a Piazza Affari, dopo giorni di paura finanziaria, spinto dalla Maserati: la cui ipotesi di scorporo, insieme ad Alfa per costituire un polo del segmento premium, stuzzica il palato degli investitori che fiutano l’affare sulla scia di quanto avvenuto per la Ferrari. Qualcosa di più si saprà domani all’annuncio del piano industriale di Fca. L’attesa è tanta e già si rincorrono varie indiscrezione come quella che dà per certa la produzione a Modena dell’Alfieri, la nuova sportiva della Maserati anticipata con una concept car nel 2014, potrebbe rilanciare lo stabilimento di via Ciro Menotti il cui futuro è rimasto incerto da quando è stata spostata la produzione a Torino scegliendo Grugliasco per la realizzazione del suv Levante. Da quel momento Modena si è dedicata al restyling dei modelli Gran Cabrio e gran turismo oltre che l’Alfa4C.
Tutto verrà svelato domani da un Marchionne destinato a restare amministratore delegato di Fca fino ad aprile 2019, per poi dedicarsi a tempo pieno alla Ferrari, e con il suo sostituto (che sarà scelto internamento) in prima fila ad ascoltare. Il gruppo punterà sull’unificazione di Maserati e Alfa, sul rafforzamento di Jeep e pare anche sul ridimensionamneto delle auto di massa, che per Fiat, vorrebbe dire un cambiamneto epocale.

Torna Moda Makers


Torna Moda Makers

Sessanta aziende coinvolte per un giro d’affari di 63 milioni di euro e più di 10mila proposte moda di confezione, maglieria, tagliato e camiceria per la linea PrimavereEstate 2019. Sono i numeri della quinta edizione di Moda Makers, atteso evento del settore che si svolge a Carpi e che quest’anno, dal 15 al 17 maggio si trasferisce nel nuovo fashion System Center su di un’area di 2700 metri quadri in viale dell’agricoltura. All’appuntamento parteciperanno operatori provenienti da 40 Paesi diversi, 60 le aziende coinvolte (erano 49 lo scorso anno).

Energy Way annuncia assunzioni


Energy Way annuncia assunzioni

Da Start up a Pmi innovativa con oltre due milioni di fatturato, una posizione finanziaria solida, 30 dipendenti (under30) e l’obiettivo di assumere altre dieci persone in un anno. E’ Energy Way società nata nel 2014 per proporre alle imprese soluzioni di ottimizzazione e per il risparmio energetico mediante modelli di intelligenza artificiale. ‘Allora spengo’ è il progetto che mischiando algoritmi e creatività porta queste tematiche nelle scuole insieme alla Regione.
Energy Way è una di quelle aziende che ha beneficiato dei contributi regionali di sostegno alle start up ottenendo circa 300mila euro e ora un progetto sui big data ha superato una prima fase di selezione del secondo bando relativo alla legge 14 per la richiesta di un contributo da 1 milione e 100mila euro.

Its, preparazione fa rima con occupazione


Its, preparazione fa rima con occupazione

In un’Italia che si interroga su come far trovare lavoro ai giovani c’è un progetto che funziona: è l’Its, l’Istituto tecnico superiore, la scuola post diploma che forma i super tecnici di domani con una percentuale di occupati, che dall’esordio nel 2011 ha superato l’80%. Sei le scuole avviate in Emilia Romagna dopo l’unificazione di Modena, Reggio e Bologna in un’unica realtà, l’Its Maker che conta circa 150 studenti e una percentuale di occupati che qui sale al 100%. Merito dei docenti e delle imprese che hanno fame di ingegneri e di tecnici capaci. Sono aziende meccaniche, meccatroniche o dell’automotive, pmi o anche grandi realtà.
In aumento le richieste degli studenti che ora arrivano sempre più dai licei e da fuori regione. Chi vuole un’occupazione, chi segue una passione.
Su 8 corsi premiati a livello nazionale, 4 sono emiliano romagnoli, mentre l’Iti Corni è l’unica scuola che ha sempre ottenuto la premialità dal ministero ottenendo fondi e sostegno per tutto il territorio.

 

L’alta formazione punta sui Big Data


L’alta formazione punta sui Big Data

Politecnico di Milano, Università di Bologna e Fondazione Golinelli investono su big data e industria 4.0. Dopo l’avvio l’anno scorso della prima scuola in Italia di dottorato in Data Science and Computation, prende il via il Consorzio tra le due Università e Fondazione Golinelli per diventare punto di riferimento in Italia per la ricerca nel campo di Big Data e Data Science. Sono 16 le borse disponibili per il secondo anno della scuola di dottorato, i cui ricercatori vengono impegnati in un percorso quadriennale. Le selezioni a luglio, mentre il corso comincerà in autunno. Il progetto ha il sostegno dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e l’Istituto italiano di tecnologia, di imprese private come Crif (azienda specializzata in sistemi di informazioni creditizie), il colosso dell’e-commerce Ynap, Cineca, il Centro di riferimento oncologico di Aviano e Alfasigma. Il collegio dei docenti raggiungerà le 22 unità e sarà creato uno Steering commitee dei fondatori all’Opificio Golinelli di Bologna.(
Francesco Ubertini, rettore Alma Mater di Bologna, ha spiegato che il percorso “punta a formare esperti in grado di svolgere attività di ricerca universitaria e industriale a un livello qualitativo che astragga dalle singole componenti accademico-scientifiche”. Sulla stessa linea Ferruccio Resta, rettore Politecnico di Milano, convinto che “le grandi sfide si vincano uniti”, e che per questo un progetto come la Scuola di Dottorato in Data Science and Computation, “che vede la partecipazione della ricerca così come dell’industria” sia “la via giusta da intraprendere per il futuro di un sistema che sa fare rete”. Parla del “ruolo di innesco e insieme di enzima svolto da Fondazione Golinelli”, il suo presidente, Andrea Zanotti. Mentre per Davide Capuzzo, senior analytics director di Crif, un progetto come il dottorato può “avere ricadute importanti nell’ambito dei processi decisionali data driven”.

Perfezionata aggregazione Acam-Iren


Perfezionata aggregazione Acam-Iren

Perfezionata l’aggregazione tra le multiutility Acam della Spezia e Iren. L’operazione si è conclusa con l’acquisizione da parte di Iren del totale del capitale sociale dei 32 soci, i Comuni, di Acam. L’operazione era stata avviata con la presentazione dell’offerta da parte di Iren quasi un anno fa. Quattro mesi fa era stato sottoscritto l’accordo di investimento tra le due multiutility e i soci. Per Acam Acque e Acam Ambiente previsti investimenti rispettivamente per 189,2 milioni e 36,7 milioni e il mantenimento dell’identità territoriale per 10 anni.

Borsa, con Elite altre tre new entry


Borsa, con Elite altre tre new entry

Borsa, progetto Elite, sono tre le new entry emiliano romagnole a far parte del programma di accompagnamento verso i mercati finanziari. Si tratta della Effer gru di Bologna e delle reggiane Netidea webranking (settore informatica) e la Motor power company (motori elettrici). L’annuncio dell’ingresso delle nuove aziende è stato dato ieri pomeriggio a Milano.

Protezione dei dati, il punto con Cna


Protezione dei dati, il punto con Cna

Mark Zuckerberg davanti alla commissione del senato americano se l’è cavata con una tirata d’orecchie, un semplice rimproverò per lo scandalo Cambridge Analytica che ha riguardato 87 milioni di utenti Facebook in tutto il mondo. Violare la privacy dal prossimo 25 maggio costerà però molto caro con l’entrata in vigore del Gdpr, il nuovo regolamento europeo per la protezione dei dati che può arrivare a sanzionare le imprese fino al 4%. Una novità che riguarda 70mila aziende modenese, 12mila quelle iscritte a Cna, associazione che mette in campo una serie di iniziative per agevolare il cambiamento che non riguarda certo la firma a un semplice modulo.