Aumento di capitale Unicredit, conseguenze


Ha quasi gli effetti di una manovra del governo l’aumento di capitale deciso dal Cda di Unicredit: 13 miliardi di euro con 6.500 esuberi. Il piano presentato questa mattina dall’AD Mustier a Londra sarà proposto ai soci il prossimo 12 gennaio e punta inoltre a cedere 17 miliardi di crediti deteriorati arrivando a sfiorare i 5 miliardi di utile dal 2019. Tra gli azionisti, con poco meno del 2% anche la holding finanziaria Carimonte controllata al 60% dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e per il 40% dalla Fondazione Del Monte di Bologna.
Tramutato in cifre per la realtà emiliana che ha sempre giovato degli utili di Unicredit distribuendoli sul territorio, significherebbe uno sforzo da 260 milioni di euro complessivi che la fondazione di Modena in particolare, qualora si accettasse di partecipare alla ricapitalizzazione, coprirebbe con 156 milioni. Un sacrificio ulteriore sarà la rinuncia quest’anno al dividendo, così come annunciato dal Cda.
Nel caso in cui Carimonte decidesse di non partecipare all’aumento così come fece CariVerona anni prima, la sua quota sarebbe destinata a scendere, cosa che potrebbe agevolare eventuali cessioni visto che le partecipazioni bancarie delle fondazioni devono scendere per legge al di sotto del 30% nei prossimi anni. Sul tema però il presidente Paolo Cavicchioli, alla recente approvazione del bilancio, aveva parlato di tutala del patrimonio, parole che fanno propendere per l’aumento.

Riproduzione riservata © 2018 viaEmilianet