Aumentano le imprese, ma rallenta il turn over


Le imprese battono un colpo. Secondo, la Camera di Commercio di Bologna il loro numero da gennaio a settembre è aumentato. 347 attività, che vanno a rinfoltire le trame del tessuto economico metropolitano. Certo, una goccia nel mare: a Bologna sono attualmente registrate 96mila imprese, di cui poco più di 86mila attive. A conti fatti non si raggiunge lo 0,3% di aumento.  Ma il segno più c’è, e questo basta a dimostrare che il territorio sta continuando a reagire, anche nel sesto anno di crisi economica. Una vitalità ancora presente ma che segna il passo. Considerando il periodo estivo, sia nuove aperture che chiusure segnano il valori più bassi dal 2006. Continua l’emorragia di attività agricole, -2,9% nei primi nove mesi dell’anno, il calo in assoluto più rilevante. A crescere sono invece i servizi, in particolare quelli alla persona; sanità ed istruzione fanno segnare rispettivamente più 2,65 e 2,44%. Bene anche le imprese di comunicazione. Nel complesso sei imprese su dieci sono dedicate ai servizi, mentre all’agricoltura sono dedicate ormai solo il 10% delle attività. Ad essere particolarmente vitali sono le società di capitali. Con  206 imprese in più nell’estate appena trascorsa quella di capitale si conferma come la forma giuridica che meglio riesce a durare nel tempo, con uno stock che tocca il 30% del totale. Una impresa su due continua ad essere getita da un unico titolare. Tengono bene anche le cooperative che con 73 iscrizioni e 48 cessazioni da Gennaio sono cresciute di 25 unità, superando nel complesso quota 1500. Oltre il 70% opera nei sevizi, principalmente nella sanità. Crescono le società cooperative, che rappresentano oltre l’80% del totale, mentre rimangono stabili sia e cooperative sociali che quelle consortili.

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