Aumenta la rischiosità delle imprese regionali


REGGIO EMILIA, 16 FEB. 2012 – Ben il 7,35% delle imprese emiliano-romagnole nello scorso dicembre evidenziava un’alta rischiosità nel generare insoluti commerciali nei confronti dei propri fornitori nei 12 mesi successivi: un dato in crescita rispetto alle rilevazioni dei trimestri precedenti. E’ quanto emerge dall’Osservatorio sulla rischiosità commerciale realizzato da Cribis D&B, società del gruppo Crif secondo cui per il 44,29% delle si è osservato un livello di rischiosità media, per il 40,01% medio-bassa, mentre l’8,35% si è collocato nella classe di rischiosità bassa. Il tasso di imprese con un’alta rischiosità, pari al 7,35% resta al di sotto del valore medio nazionale, pari al 10,93%, rispetto al quale risultano inferiori anche le percentuali di imprese con alta richiosità per ogni singola provincia. In regione è la provincia di Rimini, quella con la maggiore percentuale di imprese ad alta rischiosità (8,69%), seguita da Modena (7,71%), Bologna (7,61%), Parma (7,44%), Piacenza (7,28%), Ferrara (7,08%), Reggio Emilia (7,05%), Ravenna (6,62%) e Forlì e Cesena (6,05%). La classifica delle province più virtuose, le cui imprese hanno fatto registrate una bassa rischiosità, vede invece al primo posto Ravenna (10,08%), seguita da Forlì e Cesena (9,27%), Parma (9,08%), Ferrara (8,72%), Reggio Emilia (8,17%), Modena (7,98%), Piacenza (7,98%), Bologna (7,71%) e Rimini (7,37). Guardando agli ultimi anni, emerge una tendenza al peggioramento della rischiosità: nel dicembre 2008, le imprese emiliano-romagnole rappresentavano il 4,88% del totale attuale. Tra il 2008 e il 2011 la percentuale di imprese con una rischiosità bassa di generare insoluti è quasi dimezzata, passando dal 16,55% del 2008 all’8,35% attuale. "I dati che abbiamo rilevato relativamente all’intero 2011 – spiega Marco Preti, amministratore Delegato di Cribis D&B – confermano l’impressione generale di un contesto economico tendenzialmente più rischioso e, soprattutto, più ‘fluido’, cioé maggiormente caratterizzato da cambiamenti repentini, sia a livello di controparti (clienti e fornitori), sia a livello di andamento di mercato".

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