Attenti allo “zuiciòf”


22 NOV. 2010 – Video killed the radio star. Il video ha ucciso la stella della radio. Cantava così una canzone pop famosa degli anni ’80. Un brano che segnò la storia della tv, perché il primo ad essere trasmesso, sotto forma di videoclip, dal canale Mtv. Parafrasandone il testo, oggi potremmo dire che il digitale ha ucciso la tv analogica. O, almeno, si appresta a farlo. Nessuna paura. Le trasmissioni continueranno, soltanto che ciò che prima veniva diffuso sottoforma di una sinusoide, ora verrà propagato come una interinabile serie di zeri e di uno (così vuole il linguaggio binario utilizzato dai computer).Il processo di cambiamento della modalità di trasmissione del segnale è cominciato in Italia già da un paio d’anni. Il tutto diviso per aree geografiche. Da martedì 23 novembre inizia il turno dell’Emilia Romagna, con Parma che sarà la prima città in regione ad assistere alla scomparsa dell’analogico. Seguiranno Piacenza il 24, Reggio Emilia e Modena il 27, Bologna il 29, Ferrara martedì 30 e infine la Romagna con le province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini tutte impegnate il 2 dicembre. La roadmap è comunque indicativa. Nel senso che il passaggio al digitale avverrà in maniera graduale, da provincia a provincia. Nei territori sul confine, a seconda di dove sono posizionati i ripetitori, le date potrebbero non corrispondere. La cosa certa è che chi non si è già procurato un decoder o un televisore con tale dispositivo integrato, se vuole continuare a guardare la televisione, deve farlo.A questo punto arriva il primo problema che sorge col digitale terrestre: il telecomando. Chi non vuole gettare il televisore di vecchia generazione è costretto a installare l’apposito decoder e quindi a familiarizzare con un nuovo telecomando. Niente di insormontabile, ma per gli anziani un rompicapo da sciogliere con l’aiuto di figli e nipoti. Per questo da un po’ di tempo sono attivi, sparsi nei comuni della regione, gruppi di volontari che spiegano quali bottoni di gomma schiacciare su quella dannata tavoletta.Secondo scoglio da superare è l’antenna. In teoria, dicono dalla regia, ovvero dal ministero delle telecomunicazioni, non c’è da cambiare nulla. Nella pratica, a sentire rivenditori e installatori, è bene "verificare le condizioni dell’impianto di ricezione". Meglio farlo, comunque, una volta terminato il periodo di passaggio. Di modo che le nuove frequenze dei canali saranno definitive.A proposito di frequenze, il consiglio, che è in pratica un comandamento, anzi, un mantra da ripetere, è "risintonizzare, risintonizzare, risintonizzare". Nelle settimane di passaggio al digitale ogni giorno c’è da fare l’operazione di sintonizzazione dei canali, quella procedura, ovvero, che si fa quando si porta a casa un televisore nuovo. Questo perché quotidiniamente le frequenze verranno spostate, aggiustate, accese, spente, e poi di nuovo accese. E’ nell’assegnazione delle frequenze che sta l’incognita più grossa del passaggio al digitale, in quanto quelli del ministero assegneranno alle emittenti il loro spazio nell’etere giusto il giorno prima di andare in onda col nuovo segnale. A stare coi nervi tesi e pronte a scattare sono le televisioni locali. Il mantenimento dello stesso bacino di telespettatori, a magari la sua espansione, dipendono dalle frequenze che verranno loro assegnate.

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