Assessore Bologna, “31 maggio firmiamo carta rider”


Le piattaforme digitali devono crescere ma senza abbassare le tutele dei lavoratori. E dopo due
mesi di negoziazione sono contento di annunciare che il 31 maggio firmeremo la carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano con rider, organizzazioni sindacali e piattaforme che hanno dato la disponibilità. E sarà il primo accordo europeo sul tema del delivery food”. L’ha detto, nel giorno dello sciopero dei rider, l’assessore al lavoro del
Comune di Bologna, Marco Lombardo, ai microfoni di Radio Anch’io. La carta, ha spiegato, contiene “doveri e diritti di informazione, diritti a un compenso equo e dignitoso, la non
discriminazione per il recesso, la tutela dei dati personali, il diritto alla salute e alla sicurezza, quindi un obbligo di assicurazione non solo per i lavoratori ma anche per i terzi”. Soddisfatto Tommaso Falchi, portavoce di Riders Union Bologna, anche lui in collegamento: “E’ un risultato importante partendo dalle nostre mobilitazioni e dalla forza espressa”. “E’ stata una negoziazione difficile, complessa e sfidante – ha aggiunto l’assessore – Anche le piattaforme hanno tutte risposte all’invito tranne una. Ovviamente hanno posto le loro questioni e i loro temi, devo dire che il testo finale tiene in equilibrio la crescita dell’economia digitale e la tutela dei lavoratori. Questa è la sua prima applicazione, noi vorremmo estenderla non solo ai
rider ma a tutti i lavori digitali”. Lombardo ha ricordato la genesi del documento, partendo dalle
rivendicazioni del collettivo Riders Union Bologna. A dicembre i loro rappresentanti hanno incontrato il sindaco, Virginio Merola e l’assessore Matteo Lepore. A quel punto, è stata chiesta
un’udienza conoscitiva nella quale riders, sindacati e piattaforme hanno fornito elementi su come funziona il sistema del delivery food e quali sono le condizioni di lavoro. A quel
punto, ha detto Lombardo, nonostante la qualificazione giuridica del rapporto di lavoro, cioè se è autonomo e subordinato, compete solo al legislatore o alla giurisprudenza e non alle
amministrazioni “Ma non volevamo stare con le mani in mano, non dovevamo aspettare che qualcuno si facesse male e purtroppo c’è stato un incidente anche a Bologna prima di poter intervenire, abbiamo proposto a riders, piattaforme e organizzazioni sindacali, una serie di standard minimi di tutela, diritti minimi sotto i quali non si può andare”, ha detto

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