Assedio alla Fiat, tra Imola e Mirafiori


14 GIU. 2009 – Tornano alla carica i lavoratori della Cnh, l’azienda imolese del gruppo Fiat che sta attraversando un periodo di crisi. Oggi i dipendenti hanno dato vita ad un’originale forma di protesta improvvisandosi lavavetri ai semafori. L’ennesima mobilitazione in attesa dell’incontro in programma tra un paio di giorni al ministero dello Sviluppo Economico.Giovedì 16 giugno, infatti, il futuro dello stabilimento che il gruppo torinese intende chiudere tra due anni sarà al centro di un tavolo specifico a cui prenderanno parte i sindacati, l’azienda, il Governo e le regioni. La riunione è stata fortemente voluta dal governatore dell’Emilia-Romagna Vasco Errani, che ha sempre espresso "ferma contrarietà" alla decisione della Fiat.Nel frattempo, oggi a Torino più di mille lavoratori delle Carrozzerie di Mirafiori sono usciti in corteo dallo stabilimento e hanno bloccato il traffico in corso Tazzoli. Per la Fiom si è trattato del "più grande sciopero da quando c’è Marchionne", che ha tenuto le linee della fabbrica "completamente ferme". Per la Fiat, invece, l’adesione non ha superato il 39%.Gli operai chiedevano un premio di risultato di 800 euro, contro i 500 proposti dall’azienda. Una richesta che teneva comunque conto delle difficoltà affrontate dalll’industria dell’auto nel 2009: l’anno passato, infatti, la busta era decisamente più ricca, con un premio di 1200 euro. Tra le rivendicazioni, inoltre, c’era anche il pagamento del premio ai lavoratori che sono attualmente in cassa integrazione.

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