Assalto al portavalori sull’A14, in manette gli ultimi due banditi


BOLOGNA, 21 MAG. 2009 – Non manca più nessuno all’appello. Sono stati arrestati tutti i banditi che il 30 giugno 2008 assaltarono sull’A14 due furgoni portavalori ‘Battistolli’ e Coopservice". Le ultime due ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite due giorni fa, ma rese note solo oggi, dalla squadra mobile di Bologna. I provvedimenti riguardano due uomini di 31 e 35 anni, Gerardo Prudente, e Savino Valente, originari di Cerignola (Foggia). Sono ritenuti gravemente indiziati dei reati di associazione a delinquere, strage, tentato omicidio, danneggiamento seguito da incendio, violenza privata, rapina aggravata, detenzione e porto illegale di arma da guerra, ricettazione di auto. A tradire i due ultimi membri del gruppo di fuoco che un anno fa assaltò sull’autostrada A14 tra Castel S.Pietro e Ozzano Emilia, nel bolognese, i furgoni portavalori sono stati una serie di riscontri, tra cui un’impronta digitale lasciata su un furgone dato alle fiamme, e un parziale identikit. Il resto, per costruire il quadro accusatorio nei loro confronti, l’ha fatto l’analisi del traffico delle celle telefoniche lungo l’autostrada, e di quello del sistema di ingressi e uscite e di videosorveglianza. I due, per gli inquirenti, sono gli ultimi due membri del gruppo che materialmente realizzò il colpo, che è sospettato anche di altri due assalti a portavalori (nel bergamasco nel giugno 2008 e uno tentato nel forlivese nell’ottobre dello stesso anno). Il resto della banda, dieci persone, era stato arrestato dalla squadra mobile bolognese a fine ottobre.L’indagine è stata coordinata dal pm Stefano Orsi e dal procuratore reggente, responsabile della Dda bolognese, Silverio Piro. I due sono stati arrestati su ordinanza di custodia cautelare concessa dal gip Marinella De Simone, in collaborazione con gli uomini del commissariato di Cerignola. All’indagine contribuì, nella fase iniziale, anche un bambino: l’auto su cui viaggiava con la mamma fu bloccata dai rapinatori in autostrada. I malviventi puntarono il mitragliatore contro la donna per costringerla a consegnare le chiavi della Fiat Panda che guidava. Il piccolo più tardi, parlando con gli inquirenti, riuscì a descrivere perfettamente l’arma, permettendo ai poliziotti di riconoscerla tra quelle sequestrate.

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