Artigiani, cala l’accesso al credito


Il piano di stimolo della Banca Centrale Europea alla fine è entrato in azione, “meglio tardi che mai” verrebbe da dire; eppure per gli artigiani l’accesso al credito rimane una chimera. Finanziamenti e prestiti destinati alle attività imprenditoriali medie e piccole sono diminuiti, dal 2011, del 10,6%; e il fatto che molti di questi siano stati richiesti per pagare debiti in tempo di crisi, anziché investire, è un dato che affossa il morale. Dieci virgola sei percento significa centosei miliardi di euro in quattro anni: miliardi decisivi che purtroppo mancano, e tanto, alle economie delle piccole imprese. In Emilia-Romagna la flessione è più lieve, pari al 3,4%, ma non c’è da stare allegri. Il costo del denaro è relativamente sotto controllo, con un 5,36% rispetto al capitale richiesto che si colloca a metà classifica a livello nazionale assieme al Veneto, ma è lontano dal 5% secco della Lombardia o dal 4 e mezzo del Piemonte.  Il dato provincia per provincia conferma che Bologna, Reggio e Modena hanno resistito alla crisi meglio delle altre anche sul fronte del credito: la flessione registrata negli ultimi dodici mesi è del 4,8% nel capoluogo, del 5,3 sotto la Ghirlandina – dati pesanti, ma niente a che vedere col 6,7% registrato a Forlì-Cesena, o al 6,4 di Ferrara.
Confartigianato, che in una nota diffonde la propria analisi dei dati, denuncia il costo eccessivo del credito, e punta il dito contro l’atteggiamento remissivo delle banche nonostante i forti aiuti concessi dalle istituzioni italiane ed europee.

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