Art. 18. Bersani: “Si può riformare ma non cancellare”


BOLOGNA, 24 FEB. 2012 – "Non si dica che in Germania non ci sono tutele per i lavoratori contro le discriminazioni", Pier Luigi Bersani da Bologna risponde a distanza a Marchionne, al suo assunto secondo cui l’articolo 18 esiste solo in Italia. Il leader del Pd, ospite della sezione bolognese del partito, ha partecipato alla presentazione di un’indagine sulle condizioni di lavoro nel territorio provinciale. Più che sul locale, però, l’attenzione degli astanti è stata rivolta al tema della riforma del lavoro e a qull’articolo numero 18 dello Statuto dei lavoratori, da settimane al centro del dibattito. Sbagliato però farne la questione cruciale, è il Bersani pensiero. In tema di lavoro, l’articolo 18 non è il problema principale, "c’è da aggiustarne la gestione" ma non è opportuno mettere al centro un tema che è a margine" della discussione sul lavoro, ha affermato i segreatario del Pd. "Se lo si mette al centro, non si può più discutere dei problemi veri", ha continuato. E i nodi veri da dirimere, secondo Bersani, si chiamano precariato e ammortizzatori sociali. Su questi bisogna intervenire, dopo di che "cancellare l’articolo 18 non esiste."Sulla possibilità d’intesa sulla riforma del lavoro, Bersani si è detto ottimista. "Mi pare che in queste ultime 48 ore" ci sia "da parte di tutti quelli che sono seduti al tavolo, a cominciare dal governo" una maggior "consapevolezza che il Paese è nei guai e che si debba cercare un progetto comune".Il segretario democratico ha anche parlato di liberalizzazioni, ricordando al governo che in Parlamento c’è chi vuole rendere ancora più forte i provvedimenti di Monti, non solo chi vuole indebolirli. Ed è sui primi che l’esecutivo dovrebbe contare. "Amerei che il governo si mettesse con chi vuole rafforzare".

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