Arrivano in Cina le protesi Made in Budrio


BUDRIO (BO), 23 GIU. 2011 – E’ conosciuto soprattutto per le ocarine e per aver dato i natali allo scienziato che ha inventato i fusi orari, Quirico Filopanti. Ma in realtà Budrio è anche la capitale mondiale delle protesi mediche. Ed è con questa consapevolezza che il comune alle porte di Bologna parte alla conquista della Cina: un mercato spaventoso, dove, si calcola, ci sono 80-90 milioni di disabili, clienti potenziali.Oltre a tante medio-piccole aziende, nate quando a qualcuno venne in mente di applicare la meccanica dei motori al corpo umano, a Budrio ci sono anche istituti di ricerca, centri di riabilitazione e le multinazionali del settore. Sotto il coordinamento di Unindustria e della Regione Emilia-Romagna, le imprese di Budrio, riunite in un’associazione, hanno deciso di lanciare così la sfida cinese. Nei giorni scorsi un incontro con i massimi rappresentanti della federazione cinese dei disabili e l’associazione cinese di riabilitazione, ha gettato le basi per una collaborazione che prevede, innanzitutto, un’esportazione di competenze, a cominciare dall’attività formativa. "Fino a poco tempo fa – ha detto il presidente di Unindustria Bologna Alberto Vacchi – queste imprese non avevano nemmeno la consapevolezza della loro eccellenza, adesso hanno capito la forza che possono avere sul mercato internazionale. Ma sanno anche di essere aziende troppo piccole per reggere l’urto: da qui la scelta di andare insieme". La Regione sostiene il progetto. "La sanità in Emilia-Romagna – ha spiegato l’assessore alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli – può essere un moltiplicatore per nuove attività imprenditoriali. E questo è un buon esempio che le istituzioni pubbliche devono sostenere".

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