Arrestato per omicidio volontario


in collaborazione con Teleromagna21 FEB. 2009 – Eseguito dalla squadra mobile di Forlì il provvedimento di custodia cautelare per Carlo Casadei, 33 anni. L’uomo è accusato di maltrattamenti e omicidio volontario della zia, Novella Casadei, morta lo scorso cinque febbraio nella sua abitazione in circostanze subito apparse poco chiare. L’uomo è attualmente ristretto nell’ospedale psichiatrico di Reggio Emilia, dove rimarrà per 30 giorni sotto osservazione medica per determinare il suo stato mentale. Gl’investigatori guidati da Claudio Cagnini hanno ripercorso, durante una conferenza stampa, l’iter delle indagini che hanno portato al provvedimento. Confermato che il Casadei, da sempre sofferente di disturbi mentali, aveva nella zia la sua “amica-nemica”. Da un lato la donna da diversi anni gli dava del denaro, sino a ridursi in povertà, dall’altro, secondo il Casadei, avrebbe dovuto dargliene di più, e per questo la minacciava e la picchiava. Già nel 2005 Casadei aveva malmenato la zia, finendo sottoposto a un regime di cure obbligatorie. Poi anche nel 2007 c’era stato un ulteriore aggressione, anche se la donna in entrambi i casi non aveva sporto denuncia. Una situazione confermata anche dai tanti scritti lasciati dalla donna (poetessa), dai quali, oltre alle sue paure per la violenza del nipote, è emerso come, nel tempo, la zia avesse dato al nipote prima un totale di 120 milioni, poi 30 mila euro (pari alla metà di quanto incassato per la cessione della nuda proprietà dell’appartamento in cui viveva) e infine lo foraggiasse con 550 euro al mese, finendo per accumulare un debito di circa 5 mila euro di spese condominiali. Precisati anche dagl’investigatori i passi più importanti dell’autopsia che hanno mostrato come sul corpo della donna ci fossero numerosi lividi, e anche una lesione interna, compatibili con dei pugni subiti poco prima della morte, avvenuta, è stato precisato, “non per ictus, ma per sfinimento assommato a varie concause”. Secondo quanto ricostruito durante le indagini Casadei, presumibilmente attorno alle 14,00 –14,30 di quel giovedì 5 febbraio, ebbe un violento alterco, confermato dai vicini di casa, con la zia (giudicava troppo bassa la cifra incassata per la cessione della casa e voleva che la donna annullasse il tutto per rifare la trattativa), conclusosi con una scarica di schiaffi e pugni (“le ho dato qualche schiaffo leggero” avrebbe ammesso il Casadei, secondo la polizia, durante un interrogatorio) lasciandola poi agonizzante in casa per recarsi al bar a prendere un caffé. Al suo ritorno è plausibile anche secondo gl’investigatori che l’uomo abbia cercato con maldestri tentativi di rianimare la donna, però senza esito. Poi un buco di alcune ore in cui l’uomo veglia il corpo della zia, chiama il padre (e lo accoglie sulla porta con la frase “non l’ho uccisa io”), con lui si reca a Castrocaro da un’agenzia di pompe funebri, e solo dopo ritorna nell’appartamento di Forlì, dove, ormai in serata, la guardia medica costaterà il decesso.

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