Argo chiude in Francia e Uk, ma assume a Reggio Emilia


Prima sono stati chiusi gli stabilimenti in Francia e Inghilterra, poi sono stati rilanciati i quattro in provincia di Reggio Emilia. Così, solo nell’ultimo anno e mezzo, l’azienda ha assunto altri 50 lavoratori, passati da 1.600 agli attuali 1.650. Si sta rivelando un successo il processo di re-shoring operato dal gruppo reggiano Argo Tractors (Landini, McCormick e Valpadana i marchi principali). L’azienda della meccanica agricola aveva acquisito linee di lavorazione a Saint Dizier, in Francia, e a Doncaster, in Gran Bretagna. Chiusi tra il 2007 e il 2010 questi stabilimenti, si è puntato tutto su quelli in provincia di Reggio Emilia, tra Fabbrico, San Martino in Rio e Luzzara, nei quali possono essere assemblati fino a 24.000 trattori l’anno. Un altro caso di delocalizzazione al contrario, insomma, che si sta rivelando vincente. “Una scelta lungimirante – dice al “Sole 24 Ore” il direttore marketing di Argo Tractors, Antonio Salvaterra- visto che, anche in una difficile fase per il settore iniziata nel 2008, il nostro gruppo è riuscito ad assicurare nuova occupazione”. E questo nel cuore del distretto della meccatronica dove Argo, che registra un fatturato di circa 480 milioni di cui l”80% realizzato sui mercati esteri, produce un quarto dell”indotto complessivo.

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