Argentina, che andava con il passo dei più deboli


E’ stata la prima donna eletta dirigente sindacale, figura di spicco del socialismo italiano e guida per quasi vent’anni della Federazione nazionale dei Lavoratori della Terra, ma anche attivista del movimento per l’emancipazione femminile. Eppure la figura di Argentina Bonetti Altobelli, nata nel 1866 a Imola e protagonista della scena politica e intellettuale emiliana fino al 1922, rimane ancora oggi molto poco conosciuta. Per ricordarla, la Cgil regionale le ha dedicato una mostra a Bologna e ha intolato a suo nome la nuova Fondazione che si occupera di gestire e tutelare il patrimonio degli archivi delle undici Camere del Lavoro dell’Emilia-Romagna."Argentina Altobelli è stata una figura di primissimo piano nella storia del sindacato tra Ottocento e Novecento – sottolinea Ludovico Testa, curatore della mostra –  In un periodo in cui la stragrande maggioranza della popolazione italiana era impiegata in campagna, essere alla guida della Federterra era un incarico di grande rilievo, perdipiù per una donna". Proprio in onore del suo impegno a difesa dei braccianti e delle mondine e a favore dell’emancipazione femminile, la retropsettiva si intitola "Con il passo dei più deboli. Argentina Altobelli e i suoi tempi". Il sindaco Sergio Cofferati l’ha inaugurata lo scorso 21 aprile, ma rimarrà aperta fino al 9 maggio all’Istituto storico Parri di via Sant’Isaia 20 (l’orario di visita va dalle 16 alle 19, ad esclusione del sabato: 9-13).Nell’ex refettorio di San Mattia, il racconto della vita e delle imprese della Altobelli, che Testa ci ha rivelato essere frutto di un lavoro di ricerca effettuato alla Fondazione Turati di Firenze e all’Archivio Flai della Cgil di Roma, trova riscontro negli avvenimenti che hanno caratterizzato il periodo a cavallo tra i due secoli. Grazie a fotografie, documenti, lettere e giornali che parlano di Argentina e della sua attività, si ripercorrono l’epoca delle Società di Mutuo Soccorso e la nascita del Partito socialista, la storia del movimento dei diritti delle donne e l’avvento del fascismo, facendo sempre riferimento ai protagonisti di quelle vicende, come Giuseppe Mazzini, Filippo Turati, Anna Kuliscioff e Benito Mussolini. Visitando la mostra appare inoltre molto evidente come le origini emiliano-romagnole della sindacalista abbiano influito nella sua attività politica e intellettuale. "L’Emilia-Romagna, nel periodo in cui lei ha svolto i suoi primi passi come propagandista, era una zona estremamente fertile, di incontro e di confronto tra correnti di pensiero progressiste – ricorda Ludovico Testa – Inoltre Argentina veniva da una città, Imola, che è stata un po’ la culla del socialismo italiano. Andrea Costa, per esempio, era imolese, e come lui tante persone che hanno svolto una funzione importante nella costruzione del movimento dei lavoratori erano emiliano-romagnole". GUARDA IL VIDEO CON LE IMMAGINI DELLA MOSTRADello stesso parere è Nadia Presi, presidente della neonata Fondazione Argentina Bonetti Altobelli. "L’Emilia-Romagna è una realtà specifica, con una serie di esperienze molto ricche, molto particolari – dice – ed è per questo che abbiamo voluto creare una una fondazione regionale. Anche se non ce ne sono molte, perchè di solito gli studi storici si svolgono, per quello che riguarda il sindacato, soprattutto a livello nazionale".Compito di questa nuova struttura sarà costruire una rete che metta in circolazione le iniziative portate avanti dalle Camere del Lavoro emiliano-romagnole e il ricchissimo patrimonio costituito dagli archivi storici. Grazie anche al contributo delle dodici strutture di categoria regionali, si effettuerà un’attività di documentazione e coordinamento di questa rete di archivi, di promozione della ricerca tra passato e presente, in relazione con il mondo della cultura e dell’Università. Per la Cgil si tratta di un impegno a far parlare la propria storia e i propri valori, a conservarne l’enorme patrimonio rigenerandolo con una narrazione nuova legata all’attualità."Comunque al centro del nostro lavoro ci sarà un’attenzione particolare alla storia del movimento femminile dentro il sindacato, nel rapporto con esso e con il sociale più in generale – conclude Nadia Presi – Sia perchè la fondazione è dedicata alla prima donna dirigente sindacale, ma anche perchè l’Emilia è una delle principali protagoniste di questa storia".

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