Arcotronics: Monghidoro addio,ma niente licenziamenti


BOLOGNA, 11 NOV. 2011 – Lo stabilimento sarà solo uno, quello ancora da costruire a Pontecchio Marconi, ma non ci saranno licenziamenti. Sono questi i punti principali dell’intesa siglata ieri in Regione per i lavoratori della Kemet Arcotronics. Dopo una complessa trattativa e una pausa di riflessione, è stato raggiunto "un accordo (necessario) ma che riduce gli occupati", commenta Bruno Papignani, segretario della Fiom-Cgil di Bologna, pur soddisfatto visto il momento di difficile crisi economica. In ogni modo, assicura l’assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli, "tutte le fasi di realizzazione dell’accordo saranno accompagnate dagli adeguati ammortizzatori sociali". Kemet – ripercorre la Regione in una nota – si impegna ad iniziare entro dicembre i lavori per il nuovo stabilimento di Pontecchio, da costruire entro 24 mesi, dove confluiranno le produzioni a più alto valore aggiunto. Inoltre rafforza la strategia di ricerca e sviluppo con innesti di nuove figure laureate. L’accordo – firmato tra Kemet Italia, rappresentanti dei lavoratori e sindacati, Regione Emilia-Romagna ed Enti locali – conferma dunque l’investimento di 25 milioni per il nuovo sito di Pontecchio. Ma anche che cesserà lo stabilimento di Monghidoro, oltre alla chiusura già contemplata di Vergato."L’impresa – spiega l’assessore Muzzarelli – investe per un nuovo stabilimento, assicura lavoro, nuova ricerca e sviluppo, il che è fondamentale in un momento molto delicato per tutto il Paese, a partire dalla questione occupazionale che è quella che più ci preme. Ora – prosegue – occorre seguire l’impegno per possibili reindustrializzazioni degli stabilimenti di Monghidoro e Vergato. Il dato rilevante è che con l’accordo si consolida il legame tra Kemet e l’Emilia-Romagna: in Europa razionalizza, da noi potenzia gli investimenti e consolida il lavoro. L’accordo, come avevamo sottolineato, era vicino. La pausa di riflessione ha fatto bene a tutte le parti, che ringrazio per la responsabilità dimostrata". "Il presidente della Kemet – sottolinea Papignani – garantisce in una lettera che il piano verrà messo in atto senza ulteriori richieste di modifica nei prossimi anni". Certo, "la clausola di salvaguardia è stata accolta solo parziamente, ma il problema è posto a futura memoria" e di questo garantiscono i firmatari dell’accordo. Sono stati concordati "anche importanti interventi tesi a ridurre i problemi che il piano di ristrutturazione comporta in termini di disagio e costi per i lavoratori". "Sono soddisfatto – rileva Papignani – di aver sottoscritto un accordo il cui percorso è stato difficile ed i temi affrontati complicati anche nella sua futura gestione, ma che esclude licenziamenti. Tuttavia, due territori del nostro già precario Appennino (Vergato e Monghidoro) subiscono un impoverimento industriale consistente". Insomma, "un altro accordo che, pur indispensabile per difendere il lavoro e i lavoratori, conferma che, dal punto di vista industriale, Bologna e la sua provincia non crescono, non offrono e non allargano opportunità di lavoro".

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