Arcotronics in crisi. I sindacati chiedono un “tavolo” che garantisca l’accordo


BOLOGNA, 18 GIU. 2009 – Per risolvere la crisi di Arcotronics, i sindacati chiedono ora un tavolo istituzionale con la Regione Emilia-Romagna.Alla manifestazione indetta da Fim-Cisl e Fiom-Cgil di Bologna per i lavoratori Arcotronics, i sindacati hanno annunciato l’iniziativa con lo scopo di avere un luogo istituzionale che sia "garante dell’accordo dello scorso 16 aprile con i vertici del Gruppo Kemet, per esaminare il piano industriale e per capire le prospettive del gruppo".Nel pomeriggio a Sasso Marconi, nell’Appennino bolognese, si é snodato un corteo dei lavoratori, dallo stabilimento della ditta fino alla piazza del Comune. I sindacati hanno ribadito la preoccupazione per lo stato attuale della crisi del gruppo. Hanno partecipato tra gli altri il segretario della Fim-Cisl Marino Mazzini, il segretario della Fiom-Cgil Bruno Papignani, i rappresentanti delle Rsu degli stabilimenti di Sasso Marconi, Vergato e Monghidoro, i sindaci di Sasso Marconi, Vergato, Marzabotto, Loiano, Monzuno, Monghidoro e Castel di Casio. Presenti inoltre il segretario del Pd di Bologna Andrea De Maria e il capogruppo del Pdci in Regione, Donatella Bortolazzi. Il corteo, ha detto Mazzini, "é la prima di una serie di manifestazioni che coinvolgeranno tutti i lavoratori del gruppo e la cittadinanza. L’Arcotronics è uno stabilimento fondamentale per l’economia dell’Appennino bolognese grazie alle sue capacità tecnologiche e alla sua consistente forza lavoro".

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