Arcigay chiede una legge regionale contro l’omofobia


BOLOGNA 4 SET 2009 – Con un sit-in organizzato in piazza del Nettuno a Bologna contro l’omofobia dopo le recenti aggressioni, l’Arcigay dell’Emilia-Romagna chiede alla Regione l’approvazione del "progetto di legge che dovrebbe tutelare dalle discriminazioni anche le persone gay, lesbiche e transgender che vivono e lavorano nella nostra regione. E’ stato assegnato da tempo alla prima commissione – precisa il portavoce Flavio Romani – un testo unificato che prevede una serie di provvedimenti nei campi della scuola, del lavoro, della salute, della casa, dell’associazionismo e dei servizi in generale".ADESIONI DA PD E PS"Domani parteciperò al sit-in in Piazza Nettuno contro l’omofobia", ha annunciato giovedì il segretario del Pd di Bologna, Andrea De Maria: "Gli episodi avvenuti in questi giorni, di aggressioni violente e di intolleranza, sono estremamente gravi ed è importante che anche da Bologna venga un segnale forte di solidarietà alla comunità gay e lesbica e di impegno per la promozione dei diritti civili". Anche i Giovani Democratici di Bologna aderiscono, chiedendo al Parlamento "una legge contro l’omofobia" e al Comune "una campagna contro l’omofobia la lesbofobia e la transfobia a Bologna".L’Arcigay aspetta infatti anche "dal Parlamento e dal Governo una risposta riguardo una legge nazionale che identifichi e punisca i crimini di odio omofobico. Riteniamo che l’estensione della legge Mancino a orientamento sessuale e identità di genere sia per noi la soluzione migliore". In ogni modo ricorda alla Regione l’audizione del maggio 2008 "a cui hanno partecipato, oltre a molti altri soggetti, anche Arcigay, Arcilesbica, Agedo e M.I.T., portando critiche, osservazioni e proposte": ora, sottolinea Romani, "i tempi e i fatti di cronaca mostrano che dovere di questa legislatura discutere è approvare quella normativa, che in regioni come la Toscana e il Piemonte in vigore e in Calabria e in Liguria è in via d’approvazione".Adesione anche dal segretario regionale del Partito socialista, Paolo Zanca, che pure sollecita l’approvazione della legge regionale, ricordando di essere firmatario di un testo: "Il pdl sulle pari opportunità di cui sono primo firmatario è da tempo pronto per essere approvato definitivamente dall’aula, mi chiedo: che cosa aspettiamo?". Secondo Zanca, "il modello che il nostro Paese dovrebbe seguire è quello che ha portato la Spagna socialista di Zapatero a diventare uno dei Paesi più civili e democratici d’Europa, introducendo fra le materie scolastiche quella che prevede lo ‘studio della cittadinanza’, una sorta di educazione civica che, fra le varie cose, informa ed educa i ragazzi alla conoscenza e al rispetto delle diverse forme di orientamento sessuale, identità di genere e tipologie di famiglia".

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