Apre anche a Reggio Emilia una sede dei neofascisti di Casapound


18 FEB. 2009 – “L’apertura di Casa Pound a Reggio Emilia è una provocazione: le cosiddette “proposte sociali” avanzate da questo gruppo di estrema destra sanno molto di "leggi razziali”. E’ questa la dura reazione di Cgil, Anpi, Arci e Rete degli studenti alla notizia dell’apertura a reggio Emilia di una sede del movimento politico di estrema destra, presente ormai nelle principali città italiane (importante e molto attiva la sede di Bologna).“L’apertura di una sede di Casa Pound a Reggio Emilia – dice il comunicato congiunto – è un insulto: una vera e propria provocazione, considerando quanto questa città ha dato, in termini di sacrificio, sangue e vite umane alla nascita di una democrazia compiuta, alla lotta al fascismo ed al nazismo. Il fascismo è un crimine, la sua apologia è reato, così come è reato diffondere idee che istigano al razzismo e all’odio sociale, come previsto dall’articolo 35 della Costituzione. Questo è quanto sta accadendo oggi a Reggio Emilia, ed è tanto più pericoloso in quanto questo “circolo di promozione sociale” intende fare proseliti fra i più giovani proponendosi come associazione “anti sistema” e diffondendo idee che dietro una fumosa parvenza di solidarietà sociale (case popolari, mutuo sociale etc etc ) richiamano invece concretamente e tristemente alle leggi razziali di mussoliniana memoria”.Cgil, Anpi, Arci e Rete degli studenti fanno appello a tutte le forze democratiche “perché si vigili su questa situazione, che appare sempre più come una deliberata azione – organizzata e pensata in grande stile con dovizia di risorse organizzative e finanziarie – di propaganda portata avanti a livello nazionale. E’ necessario, come forze di sinistra e democratiche dare vita ad un’azione a tutti i livelli in grado di contrastare sul nascere queste inquietanti realtà, proponendo un messaggio culturale – soprattutto ai più giovani – che faccia della coesione sociale, della solidarietà, della non violenza e della multiculturalità un valore positivo. Mascherare la propria ideologia con proposte populiste e strumentali come quella delle “case popolari per gli italiani” non è la risposta ai bisogni delle fasce sociali più deboli, così come fomentando odio sociale e razzismo non si propone un progetto credibile e concreto di futuro per il nostro paese”.

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