Apprendistato, l’Emilia Romagna testa la nuova legge


BOLOGNA, 9 NOV. 2012 – Non si finisce mai di imparare, un proverbio che in tempi di crisi rappresenta soprattutto una necessità. E l’Emilia-Romagna è una delle prime regioni in Italia ad aver messo in pratica la nuova legge sull’apprendistato, licenziata a fine aprile. Tra le novità, in particolare, c’é proprio l’abolizione dei limiti di età per venire incontro anche a chi rischia di essere espulso da mercato del lavoro in fase avanzata. Il Consorzio Formazione Lavoro, che riunisce aziende, associazioni e sindacati, sta già formando 4.000 neoassunti con le nuove indicazioni del ministero. Il punto è stato fatto a Bologna, in un convegno promosso dallo stesso Cfl sul "rilancio dell’apprendistato per l’occupazione giovanile": "Il nuovo apprendistato – ha spiegato il presidente di Cfl Andrea Babbi – ha tutte le caratteristiche per diventare uno strumento di contrasto alla disoccupazione", grazie soprattutto ai cambi imposti nel testo unico. L’obiettivo, ha proseguito, "é quello di creare un percorso di professionalizzazione per i giovani", i più penalizzati nel nostro paese con un tasso di disoccupazione del 30%. E così la prima novità è un percorso che coinvolge i ragazzi già dai 15 anni (fino ai 25) che permette di conseguire una qualifica professionale e il diploma superiore in strutture esterne agli istituti scolastici classici. Per gli altri, fino a 29 anni o fino ai 60 per chi è in mobilità, Regione e imprese hanno messo a punto l’apprendistato professionalizzante che prevede incentivi fino a 6.000 euro per le aziende che assumeranno, con un massimo di 120 ore di formazione. Infine la terza via è quella delle università grazie all’Alto apprendistato, dedicato ai ricercatori o agli studenti che lavorando acquisiscono crediti per il proprio percorso di studi. In dieci anni sono oltre 90.000 i lavoratori formati dal Cfl, che è leader del settore in Italia. Ogni anno sono circa 14.000 gli apprendisti che si avvicinano ai corsi, di cui il 30% abbandona ‘fisiologicamente’, ma il 45% giunge al termine del proprio percorso positivamente. Dal 2000 il Cfl ha organizzato corsi e ore di didattica a 57.000 lavoratori di 40.000 imprese: "Siamo pronti ad accettare la sfida del nuovo apprendistato e a collaborare con le istituzioni per garantire ad imprese e giovani un’offerta di servizi formativi di qualità, che facciano diventare concretamente l’apprendistato un percorso di professionalizzazione importante al parti di altre nazioni europee", è l’orizzonte tracciato da Babbi. Condiviso anche dalla sottosegretaria all’istruzione Laura Ugolini: "La formazione è un tema fondamentale nel raccordo tra il mondo della scuola e del lavoro, senza questa integrazione non crescono le competenze e le specializzazioni", ha ricordato.

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