“Appoggiamo la protesta dei migranti sulla gru”


9 NOV. 2010 – Sei immigrati da nove giorni sospesi su una gru a trenta metri d’altezza. Sta succedendo a Brescia nel cantiere della metropolitana. E’ qui che sta andando in scena una manifestazione estrema di protesta per l’ottenimento di diritti basilari di cittadinanza. Arun, Papa Sajad Jimi, Rachid e Singh, questi i nomi dei ribelli. Pakistan, Egitto, India e Senegal i paesi d’origine. Migranti, dai venticinque ai trentacinque anni d’età, in Italia già da anni. Dai primi giorni dal loro arrivo hanno iniziato a lavorare, in nero, ovviamente. Sono convinti di essere stati fregati, perché per mettersi in regola le hanno provate tutte, pagando dai duemila ai quattromila euro. Nemmeno il pagamento dei 500 euro per poter accedere all’ultima sanatoria ha portato loro un permesso di soggiorno. Che per essere ottenuto necessita della fedina penale pulita. Impossibile averla da quando una condizione, la clandestinità, che prima non era un reato ora lo è diventata.Ai piedi della gru non mancano manifestazioni di solidarietà ai manifestanti, ora in procinto di iniziare anche uno sciopero della fame. Ma i presidi dei simpatizzanti non conoscono vita tranquilla, anche oggi hanno subito le cariche delle forze dell’ordine che hanno il compito di sciogliere i raggruppamenti di persone. Per appoggiare la protesta dei migranti bresciani sulla gru anche a Bologna è in programma un’iniziativa. Sabato prossimo, 13 novembre, si terrà una nuova manifestazione regionale degli immigrati. Sempre sullo slogan del "no al razzismo del Governo e alla Bossi-Fini", spiegano gli organizzatori. "Sarà un corteo – si legge nel comunicato inviato dal comitato Primo marzo – che partirà da piazza XX settembre alle 14.30, zona stazione, e da lì percorrerà alcune vie circostanti, senza però arrivare fino al centro della città, dove, nei week-end, non sono consentite le manifestazioni." L’intento è di protestare "anche contro questo divieto" dicono gli attivisti. "Il nostro obiettivo – ha spiegato Sene Bazir, portavoce del comitato – è dare voce a chi oggi non può permettersi di alzarla, dare visibilità a chi ha paura di farsi vedere, perché altrimenti verrebbe espulso dall’Italia".Tra chi ha aderito alla manifestazione, la Fiom di diverse città, poi l’Idv, Sel, Prc, l’Unione territoriale del Pd di Imola, il Popolo Viola, e alcuni centri sociali come Bartleby, Crash e Tpo, oltre a diverse associazioni e coordinamenti in difesa dei migranti, che, hanno detto gli organizzatori, arriveranno anche da fuori regione.

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