Appennino, la regione promuove Legacoop


REGGIO EMILIA, 8 APR. 2009 – Nell’ambito di una ricerca della Regione Emilia-Romagna sugli investimenti pubblici nell’Appennino sono stati selezionati 15 progetti di eccellenza in tutta la regione, di cui tre riguardano l’Appennino Reggiano. “La scelta di questi progetti è particolarmente gratificante – spiega il direttore di Legacoop Reggio Emilia Francesco Malpeli – perché in tutti e tre hanno giocato un ruolo fondamentale le cooperative, molte delle quali associate alla nostra organizzazione.” Il tutto nasce da una ricerca presentata il 7 aprile a Bologna dal Nucleo di Valutazione e Verifica degli investimenti pubblici della Regione Emilia-Romagna, dal titolo “Nati per combinazione”. “Ove per combinazione – spiega il responsabile dell’area montana di Legacoop Sergio Fiorini – non si intende per caso, ma per effetto di meccanismi virtuosi di interazione tra risorse ed energie.La ricerca è relativa all’Appennino emiliano-romagnolo e riguarda i progetti realizzati a partire dal 2000 nell’ambito di programmi dedicati allo sviluppo della montagna, ovvero dalla LR 2/2004 “sullo sviluppo della montagna”, dai Leader Plus, dall’Obiettivo 2 dei Fondi strutturali e da altri programmi di settore. Sono stati selezionati 15 progetti “di eccellenza” in tutta la regione, sulla base del contributo dato al bene collettivo sotto tre aspetti: la competitività, la sostenibilità sociale, la sostenibilità ambientale.I tre progetti che riguardano interventi nell’Appennino Reggiano, sono tutti stati promossi e realizzati con l’intervento esclusivo o parziale di cooperative aderenti a Legacoop.” Si tratta del “Caseificio del Parco”, che ha realizzato un nuovo impianto di produzione e di valorizzazione del Parmigiano-Reggiano, del progetto del “Turismo di Comunità” che, supportato attivamente dal Gal, nasce da un’idea della cooperativa I Briganti di Cerreto ed ha coinvolto altre cooperative tra cui La Valle dei Cavalieri di Succiso ed, inizialmente, Sheherezade. Ed infine del progetto “Latterie d’Appennino” che, insieme ad una forte presenza delle amministrazioni pubbliche e del Gal, ha visto il concorso attivo, con le altre associazioni, di Legacoop e di quattro caseifici sociali, tra i 17 partecipanti al progetto, che aderiscono a Legacoop.“Si tratta di progetti – aggiunge Fiorini – tutti collocati nella fase 2000-2006 dei Fondi europei, che per la loro valenza hanno generato azioni virtuose, innescando altri processi di sviluppo, in quanto contengono innovazione: non si tratta di inventare una trovata geniale, ma specialmente di mettere a valore le problematicità, le conoscenze, le competenze delle imprese per affrontare seriamente e concretamente i problemi.” Per i valutari scelti dalla Regione i progetti selezionati sono da indicare come buone pratiche per il bene collettivo e casi di successo. Casi, però, che non sono lasciati al caso ma derivano da un mix di vari meccanismi di sviluppo locale, e di interazione tra gli enti pubblici, l’impresa e le comunità locali.“E’ poi importante segnalare – aggiunge il responsabile del settore agroalimentare di Legacoop Luigi Tamburini – che due dei progetti, quello delle Latterie d’Appennino e quello del Caseificio del Parco, sono strettamente collegati ai problemi della filiera del Parmigiano-Reggiano. Con questi progetti avevamo visto lontano, sia per valorizzare il territorio attraverso il prodotto, sia per migliorare la capacità produttiva dei caseifici della nostra montagna.”

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