Appalti e mafia, soddisfazione alla Bacchi Spa


© TelereggioREGGIO EMILIA, 27 LUG. 2011 – Soddisfazione a Boretto, per i titolari e per i dipendenti della Bacchi, dopo la sentenza del Tar dell’Emilia Romagna. Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Antonio Soda, a nome dell’azienda specializzata in movimentazione terra e grandi opere stradali, contro l’interdittiva antimafia emessa dal prefetto di Reggio Antonella De Miro. La Bacchi si era vista bloccare l’appalto per la tangenziale di Novellara: secondo la prefettura, l’azienda avrebbe eluso la disciplina antimafia frazionando un subappalto fra due ditte, entrambe riconducibili alla famiglia Mattace. I due subappalti, secondo la Bacchi, sarebbero stati dettati solo da esigenze organizzative del cantiere.L’avvocato Soda commenta con soddisfazione: ‘l’interdittiva antimafia è indispensabile per la tutela delle comunità locali dai rischi di infiltrazione mafiosa, dice, ma vanno anche tutelate la libertà d’impresa e la dignità delle persone. A Reggio Emilia troppe voci, anche di figure istituzionali, hanno emesso una condanna anticipata e generalizzata, conclude Soda, che ora si dimostra priva di fondamento’.Anche la Provincia di Reggio Emilia, dopo la notifica della Prefettura, aveva autonomamente deciso di sospendere due appalti assegnati alla Bacchi o a consorzi di cui faceva parte l’azienda di Boretto. La sentenza del Tar annulla anche queste sospensioni.

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