API Reggio Emilia celebra i 30 anni di Aterballetto


Venerdì 16 gennaio, in occasione del trentesimo anno di attività di Aterballetto, Cristina Carbognani, Presidente API Reggio Emilia, ha tenuto un discorso nella doppia veste di Consigliere da poco entrato a far parte del CDA e di Presidente dell’Associazione Piccole e Medie Industrie, che dal 2007 sostiene questa compagnia, che è un’eccellenza che porta il nome di Reggio nel mondo, qualificandolo nei più importanti palcoscenici internazionali. Ecco le sue parole."Desidero innanzitutto salutare e ringraziare i padroni di casa: il Presidente Giovanni Burani, il direttore generale della Fondazione Giovanni Ottolini, il coreografo "colonna storica" di Aterballetto Mauro Bigonzetti e il direttore artistico Cristina Bozzolini. Come imprenditrice e presidente di un’Associazione che rappresenta 500 aziende della provincia, visto anche il tema del convegno che oggi ci vede riuniti, non posso non affrontare questo anniversario nel contesto della difficile congiuntura economica e sociale che stiamo attraversando. In questo momento segnato da casse integrazioni e cali vertiginosi degli ordinativi che colpiscono moltissime realtà produttive diventa difficile decidere di investire anche in campo culturale. Credo diventi quindi fondamentale ottimizzare le risorse disponibili solo su progetti di alto livello e puntare ad una razionalizzazione della miriade di realtà che operano in campo culturale nel nostro territorio, identificando quelle che sono le vere eccellenze da salvaguardare e aiutare a crescere. Credo poi che i soggetti culturali stessi debbano fare un ulteriore sforzo, traendo ispirazione proprio dal mondo imprenditoriale imparando a fare sistema fra loro per ridurre i costi di gestione, snellire gli apparati che risultano sovradimensionati, liberando così i fondi necessari allo sviluppo e all’innovazione dei progetti in campo. Progetti che, a loro volta, dovrebbero tendere all’innovazione anche in campo organizzativo, in modo da diventare occasione di raccolta di risorse, attraverso un piano di gestione che li renda capaci di "camminare sulle proprie gambe". Se infatti la cultura reggiana non sarà in grado di fare questo salto di qualità, credo sarà sempre più difficile realizzare allestimenti e progetti di ampio respiro e dare la possibilità di formazione ai giovani talenti che sono la linfa vitale dell’evoluzione artistica. Gli imprenditori inoltre, se da un lato hanno maturato una sempre crescente sensibilità verso il mondo artistico, hanno bisogno soprattutto in questo clima di incertezza economico – finanziaria di progetti dettagliati per decidere di dare il loro contributo e sostenere spettacoli ed eventi. Una necessità che tocca anche il mondo pubblico – istituzionale che, a fronte dei tagli che vengono realizzati a livello politico per ridurre il debito pubblico, si trovano a fare i conti con budget limitati. Il mondo imprenditoriale quindi penso possa essere un modello di riferimento importante per riuscire a dare una svolta epocale alla concezione " del fare cultura". Industria ed arte inoltre hanno altri punti di contatto fondamentali come la sperimentazione e l’innovazione che le nostre PMI hanno da tempo messo in atto in molti comparti, tra i quali la meccatronica e i laboratori di ricerca. Stesso discorso per l’internazionalizzazione che vede Aterballetto girare il mondo e le nostre aziende riunirsi per varcare i confini nazionali e aprirsi nuove prospettive sui mercati esteri. Mi fermo qui, voglio solo ribadire i miei auguri di buon compleanno ad Aterballetto e auspicare che l’innovazione sia la chiave di volta per costruire un futuro di crescita e sviluppo per la danza e le arti della nostra città."

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