Aperti tutto l’anno e a tutte le ore. Con la manovra si può


24 AGO. 2011 – Chi è affetto da shopping compulsive potrà gioirne. Chi è commesso, impiegato tra scaffali e merci un po’ meno. Stiamo parlando della liberalizzazione di orari e giorni di aperture dei negozi contenuta nella manovra di Ferragosto. Con la speranza di incrementare di uno zero virgola zero zero il Pil del Paese, Tremonti e la sua equipe hanno deciso di rendere possibile lo shopping senza posa. Le saracinesche potranno essere alzate a qualunque orario e in tutti i giorni dell’anno, anche in occasione di feste comandate. Pure a Natale, Pasqua e Ferragosto si potranno fare acquisti, in tutte le località d’Italia, al di là che queste abbiano lo status di città turistiche o d’arte.Le amministrazioni locali sono già insorte, secondo loro un tale provvedimento, che deve ancora passare al vaglio del Parlamento, si intromette in una materia che è di competenza delle Regioni. La Cgil, attraverso la sigla di categoria Filcams (che riunisce i lavoratori del Commercio, alberghiero e servizi) fa sapere, inoltre, che l’ultima manovra di finanza pubblica concede alla grande distribuzione la libertà di allargarsi senza limiti, privando gli enti locali della facoltà di poter intervenire nella regolamentazione. Il rischio, sottolinea il sindacato, "potrebbe essere la chiusura di decine di piccoli negozi per la concorrenza con outlet e centri commerciali, con conseguenti effetti negativi sull’occupazione e sulla vitalità dei centri storici e dei quartieri cittadini".Per quanto riguarda l’intenzione di incrementare il prodotto interno lordo italiano, per la Cgil si tratta di una velleità. "Il consumo – spiegano dalla Filcams – non cresce aumentando le aperture nel commercio ma incrementando la quota di reddito disponibile al consumo".

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