“Anziani soli e sempre più poveri”. Cgil e Spi in allarme


REGGIO EMILIA, 15 FEB. 2011 – La situazione dei pensionati non è buona, neanche a Reggio Emilia. Cgil e Spi ne sono ben consapevoli e hanno lanciato l’allarme appellandosi alla coesione sociale e chiedendo di riattivare i sistemi di protezione. "Lo stato di solitudine, l’emarginazione e la povertà sempre più diffusa tra le persone anziane anche della nostra provincia", fanno sapere con una nota congiunta la leader reggiana dei pensionati Marzia Dall’Aglio e Anna Valcavi, della segreteria provinciale Cgil. "Sappiamo purtroppo, dai dati diffusi a livello nazionale, che il 65% dei pensionati percepisce una pensione inferiore a 750 euro al mese e che 6 milioni di persone ricevono le pensioni più basse. Cifre che trovano ampio riscontro anche nella nostra provincia".Sono numeri spietati. "Nove milioni di cittadini, secondo i dati Caritas, sono scesi nell’ultimo anno sotto la soglia di povertà – recita il comunicato – Il governo negli ultimi anni ha umiliato i pensionati con la Social-Card, regredendoli in Europa tra gli anziani più poveri perchè continua a prelevare a piene mani dalle loro tasche e dalle loro pensioni. Una situazione grave e, nonostante questo, l’attuale governo ha annullato il tavolo sulle pensioni definito dal precedente governo Prodi. Non viene proposto nulla a sostegno della collettività se non tagli pesanti che prevedono l’azzeramento del fondo per la non autosufficienza, la riduzione del fondo per la politica delle famiglie e forti contrazioni di tutte le risorse per le politiche sociali".E il risultato di queste politiche, o meglio della loro assenza, fa sì che anche a Reggio Emilia si registri una forte diminuzione dei sistemi di protezione sociale per la popolazione anziana, che nel frattempo continua ad aumentare. "Cgil e SPI vogliono invece sostenere ben altro – assicurano Dall’Aglio e Valcavi –  La proposta della Cgil di recuperare le risorse anche attraverso la tassazione delle rendite finanziarie, perchè non sia penalizzato il reddito da lavoro dipendente e da pensione, è finalizzata a sostenere e sviluppare lo stato sociale. In particolare rifinanziare il fondo sulla non autosufficienza è fondamentale per riattivare il sistema dei servizi ed avere sul territorio: case protette, centri diurni e servizio domiciliare".Cgil e SPI fanno dunque appello alle istituzioni della provincia reggiana, chiedendo "di avere i tavoli di confronto previsti dalla programmazione regionale sui temi richiamati sopra, tavoli che per la loro natura devono diventare i luoghi permanenti di confronto e di negoziazione, e non come accade ora sedi di informazione su decisioni già assunte". "In questo contesto la nostra priorità – spiegano – è un lavoro di riprogettazione per assicurare il mantenimento del livello dei servizi in una logica qualitativa e inclusiva, con l’obiettivo di consolidare il sistema pubblico. Sistema pubblico che deve essere prevalente rispetto all’erogazione da parte dei privati dei servizi alla persona".Quel che preme ai sindacati provinciali è, insomma, impegnarsi per "continuare a mantenere alto, per la categoria dei pensionati, il livello dell’elaborazione di proposte unitarie sul territorio in materia di difesa sociale e del reddito della popolazione anziana. Il nostro auspicio – conclude la nota – è che anche a livello nazionale ci sia lo stesso impegno per raggiungere gli stessi obiettivi".

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