Anziani, a Bologna è ora di cambiare


BOLOGNA, 17 DIC. 2009 – "Sulla politica per gli anziani a Bologna serve un cambio di passo". E’ piuttosto deciso il messaggio lanciato dal segretario generale dello Spi bolognese Bruno Pizzica. Destinatario è il sindaco Flavio Delbono, anche se "Non stiamo facendo polemiche con la giunta Delbono – ha precisato il sindacalista presentando un convegno su crisi e pensionati che si terrà domani nel capoluogo emiliano-romangolo. L’invito ad aumentare gli investimenti destinati ai cittadini più avanti con l’età nasce da dati che "sono stati ereditati dalle amministrazioni precedenti – ha spiegato Pizzica – E con Guazzaloca e Cofferati la situazione è rimasta ferma a quanto aveva fatto la giunta Vitali". Cioé – è la critica – "si fa manutenzione ma non si fanno investimenti, mentre si sa che gli over 80 che oggi a Bologna sono 32.000 nel 2017 saranno 50.000. C’é il timore che se si va avanti così ci si trovi a un livello di vera e propria emergenza". La soluzione – è il suggerimento – è che "il Comune programmi un intervento nell’arco dei prossimi quattro anni, che sia in grado di rispondere alla domanda". Tra l’altro – ha rilevato Pizzica – "il fondo regionale per la non autosufficienza mette a disposizione risorse significative". Tra i rilievi, il fatto che "da 12 anni a Bologna non si progetta una casa protetta pubblica, mentre gli anziani in lista d’attesa sono 1.200". E ancora, la scelta di concedere gli assegni di cura a chi ne fa richiesta, senza però dare attuazione all’accordo per agevolare le famiglie nel rapporto con le badanti, firmato tra sindacati e Cofferati nel maggio 2009 e per la cui sperimentazione (da settembre a dicembre) la giunta Delbono non ha trovato i 60.000 euro necessari. Un accordo analogo tra l’altro è stato varato da un mese dal Comune di Casalecchio e "sta funzionando bene". "Chiediamo che con il bilancio 2010 si faccia partire l’accordo", è la richiesta del segretario il quale ha comunque sottolineato che "la rete dei servizi tiene" e la realtà bolognese "é forte e avanzata" rispetto ad altre zone del paese. Le statistiche rese note però – ha osservato Pizzica – "arrivano solo fino al 2008 perché quest’anno, per la prima volta, l’Inps non ci ha fornito dati aggiornati al 2009 dato che è stata bloccata nella diffusione a realtà esterne da una circolare del ministro Sacconi". Per le pensioni, la Cgil nazionale chiede la restituzione del fiscal drag e perequazioni più eque. Negli ultimi 15 anni le pensioni hanno perso dal 18 al 30% di potere d’acquisto. A Bologna i pensionati sono 333.159 con una pensione media lorda di 781 euro al mese (la media degli uomini è 1.080 euro e quella delle donne, che in genere hanno una vita lavorativa più corta, è di 587 euro). Per motivare il giudizio sul quadro in sostanza invariato degli ultimi anni a Bologna, lo Spi ha fornito alcuni dati sul triennio 2006-2008. Per l’assistenza domiciliare, si è passati da 2.092 assistiti per 508.532 ore del 2006 a 2.117 assistiti per 499.355 ore del 2008. I centri diurni comprendevano 292 posti nel 2006 e 316 nel 2008, appena 24 in più. I pazienti delle Case protette Rsa sono addirittura diminuiti da 783 a 724. Proprio come il telesoccrso, che contava 182 utenti nel 2006 e solo 178 nel 2008. Infine, l’unico dato in decisa crescita riguarda gli assegni di cura: da 2.182 fruitori del 2006 a 2.723 del 2008.

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