Anziana uccisa, il figlio confessa: “Era cattiva, mi faceva arrabbiare”


BOLOGNA, 06 SET 2009 – Giovanni Franceschini ha confessato: è stato lui ad uccidere sua madre. "L’ho uccisa perché era cattiva, mi faceva arrabbiare". Con queste parole l’uomo di 40 anni sottoposto a fermo la scorsa notte ha ammesso l’omicidio della madre, Rosa Mellino, 72 anni, trovata ieri pomeriggio in un lago di sangue e con la testa fracassata nella sua casa di San Pietro in Casale, nella pianura bolognese. Il movente del delitto è chiuso nella sua mente popolata di fantasmi che ora altri psichiatri, quelli che nominerà il magistrato, dovranno analizzare. Giovanni, 40 anni, ultimogenito di Rosa, originaria di Crotone ma da tempo nel Bolognese, vedova e madre di altri due figli, era seguito da anni dai servizi psichiatrici dell’Ausl di Bologna e più di una volta era stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio perché rifiutava di prendere quelle medicine senza le quali, dicono i familiari, "andava fuori di testa". Al Pm Rossella Poggioli che ha coordinato il lavoro dei carabinieri ha detto di aver ucciso la madre a coltellate, di averla picchiata selvaggiamente. In due ore di interrogatorio non l’ha mai chiamata mamma, si è sempre riferito a lei parlando della signora Mellino e ha preteso che il magistrato facesse altrettanto. "Sono uscito di casa con l’idea di ucciderla e quando mi ha aperto la porta l’ho aggredita subito, miravo alla giugulare, l’ho colpita alla gola e alla pancia", ha detto agli inquirenti con al fianco l’avvocato Raffaele Miraglia, lo stesso al quale si era rivolto una settimana fa perché voleva denunciare i servizi psichiatrici per il Tso. Nell’interrogatorio ha ricostruito il delitto e la fuga verso casa durante la quale si è liberato del coltello che dice di aver usato e dei vestiti intrisi di sangue che poi i carabinieri hanno ritrovato in un cassonetto. Ieri alle 20 i carabinieri l’hanno fermato a pochi passi dalla sua abitazione mentre rincasava dopo aver fatto la spesa. Quando ieri l’altro figlio Quinto, candidato sindaco alle ultime elezioni amministrative di San Pietro in Casale per il partito Comunista dei Lavoratori, ha trovato il cadavere della madre ha pensato subito al fratello Giovanni. "E’ stato lui", ha urlato due volte. Nel passato del matricida, 13 anni fa, un’altra aggressione violenta alla cognata. Schizofrenia, la diagnosi vecchia ormai di 17 anni. Ultimamente Giovanni, un diploma da perito tecnico-chimico, fino a un anno fa impiegato come archivista all’Ausl, aveva problemi di denaro e spesso chiedeva soldi alla mamma e al fratello. Lo scorso agosto i medici avevano richiesto un nuovo trattamento sempre perché si rifiutava di assumere i farmaci. Giovanni Franceschini comparirà davanti al Gip per la convalida del fermo. Il Pm, che già ieri sera ha interpellato uno psichiatra, disporrà una perizia sulle sue capacità mentali.

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