Antidoping: il ‘Biogiro’ c’é


BOLOGNA, 9 GIU. 2009 – Il ‘Biogiro’, il Giro d’Italia dei dilettanti acquisisce una campagna anti-doping. La Regione Emilia- Romagna sarà presente con due gazebo, un camper ambulatorio e una squadra di medici nelle tappe emiliano-romagnole della corsa ciclistica riservata ai corridori non professionisti under-27, a Modena sabato prossimo e il 18 giugno a Cesenatico. L’iniziativa dà il via ad una campagna intitolata ‘Positivo alla salute’, per sensibilizzare sportivi e appassionati sul tema della lotta alle sostanze dopanti nello sport dilettantistico. In collaborazione con la Federazione ciclistica italiana, i 168 corridori saranno anche sottoposti dall’equipe medica a un check-up, in due momenti della corsa a tappe. Il primo di questi controlli sarà fatto proprio nella prima frazione (Firenze-Modena). Attraverso prelievi di sangue verrà monitorato il valore di alcuni parametri. Nel caso in cui questi siano sballati, lo si segnalerà al corridore. Ha spiegato presentando l’iniziativa l’assessore regionale alla Sanità, Giovanni Bissoni che la lotta al doping si può fare attraverso la repressione e con l’occupazione degli organismi di competenza. Anche attraverso la prevenzione, su cui si sta lavorando attivamente con una campagna che dura fino al 2010 che coinvolgerà scuole e società sportive del territorio della regione Emilia-Romagna. Inoltre l’assessore regionale allo Sport, Alberto Ronchi, ha proseguito afferamando che si sta cercando di promuovere un modello di sport positivo e sano, in cui l’elemento fondamentale è la salute. La campagna è supportata da un’ indagine condotta con focus group ad atleti amatori e dilettanti dai 18 ai 55 anni, e da una ricerca coordinata da un team di psicologi specializzati con mille interviste telefoniche realizzate in Italia tra persone dai 16 ai 54 anni. Dai dati emerge che,sebbene il 98,1% del campione ha sentito parlare di doping e il 65,7% ne conosce gli effetti negativi, e solo tre intervistati su dieci sanno citare una sostanza dopante. Per il 31,6%,il doping è sinonimo di droga e nove intervistati su dieci dichiarano che non farebbero mai uso di tali sostanze. Per il 57,9% si tratta di un comportamento sleale verso compagni e avversari, per il 43,2% di una mancanza di rispetto verso se stessi. Secondo il 74,5% chi fa uso di doping provoca danni alla propria salute e il 37% sostiene che il doping mette a repentaglio la propria vita.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet